A proposito di maturità politica

Angelo Marinoni

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Una visione olistica dell’agone politica rivela un quadro piuttosto sconfortante, se alla visione si accompagna una rapida scorsa agli ultimi anni il quadro assume tinte fosche, se poi si cerca di guardare in prospettiva la visione diventa terrificante. Continua a leggere

Ma che colpa abbiamo noi?

Qui Casale Monferrato Carlo Baviera

amiPochi giorni fa sono state pubblicate le motivazioni della “sballata” sentenza della Corte di Cassazione riguardante l’Eternit. Un nuovo schiaffo dalla loro lettura per quanti stanno pagando un prezzo altissimo in termini di dolore e di morte; ma lo schiaffo sembra esserci anche per il buon senso.

Perché la questione della prescrizione relativa al reato di disastro ambientale, in sé formalmente forse percorribile, si ferma ipocritamente alla fine del reato e non tiene in nessun conto degli effetti che il reato continua a produrre. Afferma la sentenza: “La consumazione del reato di disastro ambientale non può considerarsi protratta oltre il momento in cui ebbero fine le immissioni delle polveri e dei residui della lavorazione dell’amianto prodotti dagli stabilimenti … dunque non oltre il giugno 1986”. Continua a leggere

Terzo Valico…valico delle mie brame…

Dario Fornaro

3va(Giorni addietro abbiamo pubblicato un articolo di Giancarlo PatruccoAlessandria: tra vie, incroci e valichi: un po’ di storia, destinato, per l’argomento stesso, a suscitare qualche dibattito di prospettiva, passata o futura. Si parlava di valichi ed il primo contributo successivo verte proprio sul famoso e controverso 3° Valico).

Se sono la Storia e la Geografia (rigorosamente maiuscole) che tengono mano alle scelte strategiche nei secoli maturate per Alessandria  – come rammenta a grandi passi Giancarlo Patrucco –  è la Passione Programmatica a grande scala (sezione Grandi Opere) a muovere, sul finire del XX secolo, il lungo cammino del Terzo Valico. Continua a leggere

Renzi a casa?

Domenicale Agostino Pietrasanta

salNon conosco, mentre scrivo, gli esiti della manifestazione promossa dal Matteo Salvini all’insegna dell’imperativo, “Renzi a casa”; ne li conosco, né mi interessano, al netto della preoccupazione per gli eventuali incidenti collegati alle temibili azioni di violenza che ne potrebbero conseguire, accompagnata dall’augurio che nulla abbia a succedere. Tuttavia l’”imperativo” salviniano risponde ad una vulgata ormai usuale nel vocabolario politico italiano e che la dice lunga sulla crisi di un sistema democratico in cui l’avversario politico viene di fatto delegittimato. Continua a leggere

Arrivano i nostri

Carlo Baviera

cokeScrivo mentre in Campania si discute ancora attorno alle prossime primarie del PD. Cose già viste e anticipate, con varianti di modalità locali, in precedenza: soprattutto, polemiche dopo lo svolgimento. Pensiamo all’ultimo caso, quello ligure che ha visto soccombere Cofferati.

L’uscita dal PD di Cofferati, dopo aver perso le primarie della Liguria (anche in questo caso con qualche irregolarità), poteva trasformarsi nella scintilla per arrivare alla scissione di una parte della sua sinistra interna; poi la vicenda del Quirinale, sembra aver riportato tutto sotto controllo. Continua a leggere

Alessandria ed il quadrilatero della “malora”

Domenicale Agostino Pietrasanta

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Quadrilatero è parola dal suono ambiguo e non per l’innocente, quanto “neutra” figura geometrica, ma per i richiami che, almeno per noi italiani, evoca in prospettiva storica. Il “quadrilatero”, negli anni in cui il Lombardo/Veneto godeva della dignitosa amministrazione del governo imperiale austriaco, era un sistema difensivo che faceva capo a Peschiera, Mantova, Legnago e Verona (un quadrilatero appunto) e che gli eserciti sardi non riuscirono mai a scalfire nelle successive guerre per l’indipendenza; solo per l’intervento di accorti alleati, nonostante i nostri disastri di Custoza e di Lissa, nel 1866 fu posto in quiescenza. Insomma un tormentone, emblema ambiguo della nostra scarsa valentia militare. Continua a leggere

Alessandria, tra vie, incroci e valichi: un po’ di storia

Giancarlo Patrucco (*)

ferQuando nacque Alessandria – data ufficiale 1168 – era ormai chiaro a tutti i decisori come la fondazione di una città fosse questione essenzialmente geo-politica. In parole povere, una questione che si giocava nel rapporto tra i fattori geografici relativi al nuovo insediamento e le situazioni politiche che su quell’insediamento avrebbero potuto influire. Politiche ovviamente mutevoli, le quali potevano portare ad una sua espansione o, al contrario, ad una sua più o meno rapida estinzione. Continua a leggere