Rubrica – Ampie Schiarite – 3/22

Carlo Baviera

Pensieri, dichiarazioni e aforismi del periodo attuale che mi sembrano utili e positivi, accompagnandoli con un breve commento

(da una intervista di Agensir a Paola Bignardi, pedagogista, già presidente dell’Azione cattolica italiana, coordinatrice dell’Osservatorio Giovani dell’istituto Giuseppe Toniolo di Studi superiori – 21.12.2021)

Negli ultimi anni in molte diocesi e perfino in alcuni dicasteri vaticani i laici hanno raggiunto ruoli di grande responsabilità. La trova una cosa positiva? Al tempo stesso, è sufficiente per affermare che cresce nella Chiesa il ruolo e la soggettività laicale?

È certamente positivo che ai laici siano riconosciute delle responsabilità in ambito ecclesiale, e purtroppo dobbiamo ancora meravigliarci di questo fatto che dovrebbe essere naturale. Ma alla domanda che mi è stata posta rispondo anche: dipende! Dipende dalle “regole del gioco”. Dipende dalla possibilità che questi laici hanno di portare la loro cultura professionale ed ecclesiale, dalla possibilità o meno di contribuire realmente alla maturazione degli orientamenti ancor prima che delle decisioni.

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IL CENTENARIO DI PASOLINI E IL SUO VANGELO SECONDO MATTEO – 3

Pasolini si addentra in Matteo: perché, come e dove

Nuccio Lodato

Sceneggiatura e regìa di Pier Paolo Pasolini. Lo recita il penultimo dei ventidue cartelli che, nel classico bodoniano nero su sfondo candido- mai abbandonato da Accattone a Salò: coerenza grafica anticipatrice dell’analoga di Woody Allen…- offrono i titoli di testa del Vangelo secondo Matteo. Lo segue il conclusivo con la proverbiale dedica: Alla lieta, cara, familiare memoria di Giovanni XXIII.

Vero come il suo cinema, per intuibili ragioni, non abbia mai necessitato di altri sceneggiatori (nel ’68, con Teorema, la contestata prima veneziana del film precedette addirittura la decisione di pubblicarne la sceneggiatura-romanzo). Ma nel caso specifico del Vangelo la precisazione attributiva è effettivamente sensazionale, perché, a ripetuta dichiarazione programmatica e asserzione a posteriori dello stesso Pasolini, l’autentico “sceneggiatore” va considerato lo stesso apostolo-evangelista o chi per lui. Un conto infatti è inventarsi una storia originale (come per Accattone, Mamma Roma, Uccellacci e uccellini, Porcile e per gli episodi, in testa il capolavoro La ricotta,e i numerosi film minori o di occasione); un altro trascrivere, pur se in maniera estremamente personale, Sofocle o Euripide, Boccaccio o Chaucer, le Mille e una notte o Sade. Ma un altro ancora, decisamente diverso, prendere sia pure direttamente le mosse da un testo che per i credenti è addirittura Parola di Dio…

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Cucina estrema – Un garbuglio  di stagione servito in “pinzim-odio”

Dario Fornaro

Qualcuno  – più d’uno in effetti – tra la vasta schiera di commentatori da scrivania, cioè vocati  ai collegamenti e alle interpretazione dei fatti e delle premesse (mentre gli inviati  inseguono  per professione gli avvenimenti, la cronaca, ora  per ora sul terreno) l’aveva intravisto e suggerito per tempo. Vediamo; cominciando a chiedere venia per un titolo vagamente surreale laddove nel seguito  non c’è alcunché di surreale, anzi.

Cento giorni e passa della guerra guerreggiata, tripartibili come segue.

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IL CENTENARIO DI PASOLINI E IL SUO VANGELO SECONDO MATTEO – 2

Calasso e Weil: dall’Apocalisse al Mistero dell’Agnello

Nuccio Lodato

Altera die vidit Ioannes Iesum veniéntem ad se et ait:
Ecce agnus Dei, ecce qui tollit peccatum mundi

Giovanni, 1, 29

Et respiciens Iesum ambulantem dicit: Ecce Agnus Dei

Giovanni, 1, 36

Si può essere presso che certi che i principali registi che lungo la storia del cinema hanno dato luogo a opere incentrate sulla biografia e la dottrina, la figura e le opere di Gesù Cristo (DeMille e Duvivier, Nick Ray e Stevens sr., Rossellini e Zeffirelli, Roger Young e Mel Gibson) ignorassero -come chi scrive fino a qualche giorno fa: intervenuto poi provvidenzialmente lo splendido volume di John Barton Il libro dei libri (Garzanti 2021)- l’esistenza e il contributo di Taziano, teologo e polemista elleno-siriano del secondo secolo. [Scartabellando indici di volumi analoghi, mi sono accorto d’essermi già imbattuto nel nome, senza darvi peso e seguito, leggendo a suo tempo Cristianesimo. Essenza e storia di Hans Kung (Rizzoli 1997)].

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Come rappresentare i gruppi sociali?

Gianni Castagnello

Il Consiglio comunale di Tortona dello scorso 30 maggio si è concluso con la discussione di due mozioni, presentate la prima dalla maggioranza, la seconda dalla minoranza, sull’istituzione del “Garante per gli anziani” e del “Consigliere straniero aggiunto”.

Qui non interessa tanto l’esito del confronto che ha portato ad approvare all’unanimità la prima mozione e al ritiro della seconda, che sarà ripresentata con alcuni aggiustamenti, ma è interessante considerare il fatto che le due proposte implicano problemi generali relativi alla rappresentanza e alla partecipazione democratica.

Non ha sbagliato il Sindaco osservando, a proposito della seconda proposta, che rimandava a questioni di “filosofia politica”.

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Il centenario di Pasolini e il suo Vangelo secondo Matteo – 1

Nuccio Lodato

Innumerevoli iniziative editoriali, di memoria e approfondimento che vengono contrassegnando ovunque il primo centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini (cospicui i passati contributi del nostro territorio, riepilogati dal numero 195, maggio-giugno, di <Oltre>). Particolarmente gradita e opportuna la nuova edizione in dvd (Mustang Entertainment/Medusa) del Vangelo secondo Matteo, che viene a sostituire la precedente (Warner Italia/Univideo, 2013) da tempo introvabile: l’una e l’altra fortunatamente basate sul magistrale restauro effettuato nel 2003 nell’ambito del progetto Cinema Forever di Mediaset, con la partecipazione della Cineteca Nazionale e del suo Centro Sperimentale di Cinematografia, e l’indispensabile consulenza del direttore della fotografia del film, il grande Tonino Delli Colli. Presso che contemporaneamente sono apparsi in libreria due straordinari volumetti, entrambi purtroppo per poco postumi, la cui lettura parallela si sarebbe rivelata anche straordinariamente illuminante riguardo a un possibile approfondimento di riflessione sul capolavoro pasoliniano: Gesù e Giuda di Amos Oz (Feltrinelli) e Sotto gli occhi dell’Agnello di Roberto Calasso (Adelphi).

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Una  logistica  elettorale

Qui Alessandria  Dario Fornaro

Si tratta della campagna elettorale per le prossime comunali, a ridosso ormai della conclusione in un clima piuttosto appassito e carico di riferimenti localistici alquanto ripetitivi e sveltamente riverniciati per l’occasione. Tra questi, eminente, il tema , con le sempre accattivanti prospettive, della logistica.

Manca, complessivamente, il colpo d’ala di proposte elaborate, o rielaborate, da gruppi di sostegno – almeno per le formazioni principali – messi al lavoro da un certo tempo e non rappattumati all’ultimo momento solo per presentare una lista numericamente decorosa .E’ una piccola conseguenza della crisi del “corpi intermedi” a scala generale, ma questo è un altro discorso.

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Lo scandalo delle armi

Carlo Baviera

Una delle notizie shock di questi giorni è l’uccisione di scolari in una città statunitense. Ed è ripresa l’ormai rituale litania dei collegamenti per spiegare ciò che è avvenuto, il carattere dell’autore, la rabbia, il dolore, ecc. Poi tutto riprenderà come prima, come sempre, nonostante l’impegno del Presidente Biden a risolvere, questa volta definitivamente, la vendita di armi a “cani e porci” nel Paese più democratico del mondo. Prendo spunto da questa vicenda, che ancora una volta ci mette di fronte alla questione delle armi, per sottolineare che gli armamenti  (di qualunque dimensione, gittata, potenza) sono uno dei <mali> che vanno sradicati, mentre invece rappresentano uno scandalo non sempre e del tutto avvertito.

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Tarlo Profondo

Il Ventirighe  a cura di Dario Fornaro

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C’è qualcosa di più luttuoso e sconvolgente dell’ennesima strage compita in una scuola di  Uvaldo (Texas) pochi giorni dopo quella avvenuta nel supermercato di Buffalo (Pennsylvania)? Dieci vittime allora, ventuno oggi, di cui diciannove bambini? Probabilmente no. Non è il numero delle vittime (oppure solo un paio di “sparati” passerebbero quasi inosservati), come non sono le modalità di fuoco e le motivazioni masticate dal protagonista del raid regolarmente “fuori i testa” nei primi commenti.

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Macerie dell’età “ruiniana”

Agostino Pietrasanta

Prima di ricevere la terna, trasmessa dalla CEI per al nomina del nuovo presidente, Francesco aveva chiesto “un bel cambiamento”; la pronta risposta e la conseguente nomina di Matteo Zuppi mi pare un segnale significativo della soddisfazione del papa. Come dire che le prospettive di un cambiamento e di svolta sarebbero state accolte: un nuovo e diverso presidente nel segno della discontinuità, tanto da ridursi alle prassi di normale formalismo i diversi richiami al rispetto delle tradizioni sia di metodo sia di contenute poste in essere dai predecessori del neo presidente e dunque di un età contrassegnata dall’indubbia personalità di Camillo Ruini, per molti aspetti declinazione italiana del secondo periodo del pontificato Wojtyla. Concordo ovviamente e di conseguenza con chi ritiene che la nomina si ponga decisamente nel segno della discontinuità, fatti salvi gli scontati e doverosi ringraziamenti per le precedenti esperienze connotate di due caratteri di approccio dottrinale e pastorale: l’insistenza sui principi o valori non negoziabili e la scelta di una presenza attivistica richiesta alle istituzioni civili con presa diretta senza mediazioni culturali e politiche venute meno col crollo dei partiti politici, soprattutto, ma non solo, di ispirazione cristiana.

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