L’assalto a Donnarumma

Elvio Bombonato

drLeggo sui quotidiani che il procuratore sportivo Mino Raiola sarebbe adirato con un dirigente del Milan, il quale avrebbe consigliato il 18 enne portiere fenomeno Gianluigi Donnarumma di guardarsene.   Se è vero, il dirigente ha fatto bene, come bene fa l’allenatore Montella a consigliare il suo giovanissimo calciatore. Non tanto per rispettare l’attaccamento alla maglia, quanto per non farsi ridurre, ancora adolescente , a merce  comprata e venduta, dopo essere stato oggetto di  un mercato  creato artificiosamente attorno a lui.  I tifosi lo contestano,  accusandolo di tradimento?  Come potrebbero agire diversamente?  Continua a leggere

Teresio Olivelli, il martirio della ribellione

Agostino Pietrasanta

toIl quotidiano che si qualifica di ispirazione cattolica, in data 18 giugno scorso, riporta notizia della promulgazione dei decreti per la beatificazione di Teresio Olivelli. Papa Francesco ne ha riconosciuto la qualifica di martire “in odium fidei, in odio alla fede”. In effetti Olivelli fu assassinato nel lager di Hersbruk in Baviera, dopo una lunga permanenza a Flossemburg: non sopravvisse a ripetute e brutali percosse ricevute dalle SS e dai sorveglianti del campo, perché aveva assistito e soccorso un compagno in agonia. Continua a leggere

Il futuro dell’Europa

Marco Ciani

mitkTre eventi ravvicinati degli ultimi giorni mi hanno indotto a qualche semplice riflessione estiva sul futuro dell’Unione Europea:

  1. la morte del padre della riunificazione tedesca, Helmut Kohl (16 giugno);
  2. il secondo turno delle elezioni legislative francesi, stravinte da En Marche, il partito europeista del neo presidente Emmanuel Macron (18 giugno)
  3. l’avvio dei negoziati tra Europa e Regno Unito per la Brexit (19 giugno).

Tra i tre episodi non sussiste alcun collegamento diretto, ma ragionarci può essere utile per provare a immaginare una qualche traiettoria per la casa comune continentale, un po’ come si fa unendo i puntini per ottenere un disegno in una celebre rivista settimanale di enigmistica. Continua a leggere

Lorenzo Milani… 50 anni dopo!

Gian Piero Armano

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“Credente, innamorato della Chiesa anche se ferito, ed educatore appassionato”: con queste poche parole papa Francesco ha voluto ricordare il prete Lorenzo Milani a 50 anni dalla sua morte. Poche parole, ma che rendono giustizia ad un uomo di fede e di coraggioso impegno civile e sociale, quale è stato Lorenzo Milani, nonostante che, ancora oggi, ci sia qualcuno dentro e fuori la Chiesa che tenta di minimizzare l’ostracismo di parte della gerarchia cattolica nei suoi confronti e che tenta di edulcorare l’esilio al quale il priore è stato punito mandandolo in un paese sperduto sulle colline del Mugello, a Barbiana. Continua a leggere

Osservando, per caso, un dibattitto

Domenicale Agostino Pietrasanta

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Giovedì sera 15 giugno ero presente, nella sede di “Cultura e Sviluppo” al confronto “faccia faccia” tra i due candidati alla carica di sindaco della città: ovviamente quelli che il risultato elettorale ha destinato al ballottaggio del 25 giugno prossimo. Sui contenuti e sugli argomenti trattati, altri ben più autorevolmente ha dato notizia e conto analitici ed esaustivi. Dirò solo delle mie impressioni. Sala e paraggi affollatissimi, tenuti in tema da un cortese quanto deciso moderatore e grazie a tentativi di disponibilità al dialogo dei due interventori cui auguriamo un sincero “in bocca al lupo”. Continua a leggere

Un critico amico di Alessandria, a quattordici anni dalla scomparsa. Lo sguardo polivalente di Alberto Farassino

Nuccio Lodato

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Il mondo della critica cinematografica italiana, che non fruisce di una memoria più lunga di quanto non ne metta purtroppo in luce, più in generale, il nostro paese nel suo insieme, tende un po’ a dimenticarsi, tra mille altre cose, anche dell’importanza del contributo offerto dal “colletivo Cinegramma” tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta. Lo ha descritto bene uno dei suoi quattro antichi componenti, il mio compagno di università Tatti Sanguineti, intervistato da Anna Bandettini per “la Repubblica” il 3 marzo 2004, a un anno esatto dalla scomparsa di Alberto Farassino, in occasione dell’uscita dei suoi postumi Scritti strabici da lui curato Continua a leggere

Su due episodi tra i tanti dell’ultimo giorno di scuola. Ultraismo da stadio e squadrismo studentesco

Nuccio Lodato

Quanto accaduto a Pavia e Tortona c’impone profonde riflessioni

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Che l’ultimo giorno di scuola si sia a poco a poco venuto trasformando, nei lustri più recenti, in un sottile e strisciante ma non inesistente problema di ordine pubblico è noto non solo agli operatori del settore ma a qualsiasi osservatore minimanente attento e sensibile del quotidiano divenire sociale.

Da antico addetto ai lavori, per sua fortuna però preposto a una fascia di utenza di età inferiore (“secondaria di primo grado”, poi anche primaria) confesso di aver sempre temuto per l’incolumità fisica di bambini e ragazzi (anche del personale, ma questa è un’altra storia). Assistendo all’ultima uscita dell’anno, che per nessuna ragione al mondo mi sarei perso, direttamente sul portone dell’istituto, dicevo fra me e me: «Adesso, almeno, fino a settembre nessuno si farà più male qui dentro», e sicuramente quel sospiro di sollievo un po’ individualistico e ipocrita qualche mese di vita virtuale in più me lo faceva guadagnare. Continua a leggere