Il Partito Democratico alla resa dei conti

Domenicale Agostino Pietrasanta

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La diffusa sensazione che si realizzi una resa dei conti da rancori personali ha le sue ragioni: fallito il tentativo di Renzi, i “rottamati” si vendicano e la sensazione rischia di diventare evidenza. Tuttavia resta inutile insistere sulla scarsa taratura politica dei protagonisti perché succede spesso che non siano gli uomini a determinare gli sviluppi più complessi, ma siano proprio gli eventi ad offrire spazio ai migliori e ai peggiori, a seconda delle situazioni più o meno compatibili con le personalità che emergono dalle genesi culturali, politiche ed economiche. Alle corte, il PD si trova al capolinea perché non è mai nato come tale ed i “leader” (si fa per dire) che ne interpretano l’inevitabile requiem, sono compatibili ai risultati. Continua a leggere

Il prezzo e il ritorno di Arthur Miller tra teatro e cinema

Nuccio Lodato

milA dodici anni ormai dalla scomparsa, intervenuta a novanta, il suo teatro stanno tornando di prepotenza sulle scene e sugli schermi, non solo da noi.  

Spicca naturalmente il successo italiano e internazionale del bellissimo Il cliente di Ashgar Farhadi, non a caso nel circuito anglosassone presentato come The Salesman, riecheggiando il capolavoro milleriano (e traducendo alla lettera dal “farsi” Forushande, “il venditore”: il bizzarro titolo italiano pare alludere alla controparte!).

Ma s’impone su tutti la qualità dello spettacolo, rafforzato dal duplice successo di critica e di pubblico, de Il prezzo, in tournée con la Compagnia di Umberto Orsini. Continua a leggere

Giovanni Plana e la … Borsa intitolazioni scolastiche. Azioni stabili a Voghera, Opa ostile ad Alessandria. E “Glaucilla Eurotea” sta alla finestra” … (*)

Nuccio Lodato

plPer quanto vogherese temporaneo del Regno di Sardegna, ma contraddistinto da vita e carriera franco-torinesi, come accadeva allora a chi eccellesse nelle scienze, Giovanni Plana  (1781-1864)  si era visto riconoscere dalla sua città un’importante arteria del centro e intitolare una scuola media (ops, sono troppo vecchio del mestiere: “primaria di primo grado”) che, pur se annegata come tante nella confusione onomastica -triste tratto distintivo degli “istituti comprensivi” ormai imposti ovunque- ne mantiene alto  ricordo e  nome, sistemata oltretutto  com’è nello splendido edificio storico delle gloriose elementari “Dante”, frequentate anche da chi scrive, lungo gli anni del profondo scorso millennio, felicemente vissuti nel capoluogo dell’Oltrepo pavese. Continua a leggere

Sogni, progetti e malumori (di un Capoluogo stanco)

Qui Alessandria  Dario Fornaro

aboNei giorni scorsi sul blog dell’assessore Abbonante sono apparse alcune brevi, ma significative, considerazioni (redatte in una con il consigliere regionale Ravetti) riguardo al ruolo, da rinverdire, di Alessandria, come città in sé e come capoluogo provinciale.

Laddove su questo tema si esercitano spesso digressioni proiettate al passato, che non torna, o ad un futuro che non arriva, l’approccio, realistico e dialogico, della nota  è stato avvertito. Continua a leggere

Riflessioni personali di un profugo giuliano

Elvio Bombonato

es(A domenicale pubblicato, giunge questo contributo, a carattere personale, di Elvio Bombonato che porta ulteriori possibilità di valutazione. Ap)

Sono nato a Fiume, 4 mesi prima della firma del vergognoso trattato di pace, voluto soprattutto dagli USA perché Tito avrebbe potuto instaurare una politica antistaliniana. Quindi sono italiano e profugo giuliano- dalmata.

Mio padre fece il servizio militare in Albania a 20 anni nel ’38, invasa  dall’Italia affinché Vittorio Emanuele III potesse fregiarsi del titolo di re di quel paese, roccioso, popolato da pastori all’età della pietra: ai nostri soldati catturati dai partigiani albanesi venivano tagliati orecchie naso dita genitali e lasciati morire così. Continua a leggere

Silenzio sulle foibe

Domenicale Agostino Pietrasanta

foCon legge 30 marzo 2004, n. 92 viene istituita e stabilita per il 10 febbraio, la solennità civile del giorno del ricordo. Si fa memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo degli Istriani, Dalmati e Fiumani dalle loro terre verso altre province italiane, accolti peraltro quasi sempre con sospetto quando non con espressa avversione. L’intervento legislativo in parola fa giustizia, senza ombra di dubbio e dopo un silenzio di parecchiu decenni, rispetto un evento drammatrico di quelle popolazioni, le quali, si trovarono a fronteggiare le mire espansionistiche di Tito e della “nuova Jugoslavia” sulle loro regioni, in particolare su gran parte della Venezia Giulia. Continua a leggere

Decentralizziamo?

Carlo Baviera

ciDella Cina si è molto parlato in questi mesi non  solo per il suo impegno a conquistare spazi commerciali in altri Continenti, o delle sue politiche nataliste modificate rispetto  al ‘900 (si è chiusa la stagione del figlio unico, imposto per contenere l’espansione demografica), ma anche per il suo crescente interesse per l’acquisto di società di calcio: i milanesi ne sanno qualcosa.

Io sono stato colpito, invece, da un’altra notizia: Pechino caccia i suoi abitanti in periferia. “Inquinamento, traffico e densità abitativa sono diventati problemi impossibili da ignorare. E’ arrivato il momento di sfoltire la capitale”. E con la solita “delicatezza” di quei governi tutto , o quasi, è deciso e imposto dall’alto. Per cui un certo numero di commercianti che operavano nei tanti mercati che vengono chiusi si stanno trasferendo altrove; poi toccherà a molti degli 8,2 milioni di migranti interni che si erano insediati a Pechino per supportarne il miracolo economico. Ora dovranno tornare alle loro terre: chiamiamola deportazione pacifica o soft. Continua a leggere