Fraschetta: peggio mai che tardi

Elvio Bombonato

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Ho preso da Alessandria News l’articolo “Ammalarsi e morire in Fraschetta: nuovo protocollo per studiare i casi sospetti” del  17/1172017, a firma di Marco Madonia, che riproduce i comunicato congiunto tra Comune di Alessandria, ARPA e ASL, i quali hanno firmato un protocollo (a righe o a quadretti?; ahi il burocratese),  un  accordo sottoscritto, con l’impegno di realizzarlo. Pardon,  rinnovato, perché era già stato progettato dalla Giunta precedente  “con l’obiettivo di aumentare i controlli preventivi e combattere gli alti tassi di morbosità e mortalità legati a particolari patologie. Il nuovo studio durerà 18 (DICIOTTO DICIOTTO DICIOTTO) mesi”. Continua a leggere

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Spurio accordo contro Francesco

Domenicale Agostino Pietrasanta

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I miei rari, ma attenti lettori, si sono accorti che situazioni, eventi e vicende di oggi, mi richiamano spesso alla memoria esperienze della mia età fanciullesca. Preciserò che, bambino, a cavallo tra gli anni quaranta e cinquanta del secolo scorso, facevo, nel natio paese e come l’80% dei miei coetanei, il chierichetto. Mi capitava così di servir Messa, la domenica, nella Chiesa di una confraternita; si trattava di Messa letta o, come si diceva, “bassa” per distinguerla da Messa cantata, ossia “alta”. Continua a leggere

“Condannati” per responsabilità alla coalizione

Daniele Borioli (*)

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Avevo cominciato a mettere nero su bianco qualche riflessione sul prossimo destino del centrosinistra subito all’indomani della fiducia sulla legge elettorale. Ho fatto bene a fermarmi, perché il quadro rispetto a quel primo frangente è mutato e alcuni nodi sono venuti al pettine. L’approvazione della nuova legge elettorale ha segnato il massimo punto di tensione tra il Pd e le forze che stanno alla sua sinistra: per tradizione, come nel caso di Campo Progressista, di Sinistra Italiana e del Movimento di Montanari e Falcone; per scissioni successive, come nel caso di Possibile e di Mdp. Tensione sfociata nell’uscita ufficiale di quest’ultima dalla maggioranza di Governo. Continua a leggere

L’importante retrospettiva a Locarno 70, lo scorso agosto. Tornati ai Tourneur: 2. Il figlio, Jacques

Nuccio Lodato

 Se mi mandano un copione, giro. Non ne ho mai rifiutato uno. Sono come un falegname: se mi danno un pezzo di legno fabbrico qualcosa, se non me lo danno rimango fermo”

 Jacques Tourneur

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Come abbia fatto Maurice Thomas, di cui al precedente articolo, a trasferire anagraficamente al proprio figlio il suo cognome d’arte Tourneur non è dato sapere, e non è stato possibile reperire fonti atte a chiarire la questione. Comunque il giovane Jacques –di cui ricorre quest’anno il quarantennale della morte- segue il padre negli Stati Uniti: è un bambino di dieci anni, che a quindici acquisirà, due anni prima della naturalizzazione paterna, la cittadinanza statunitense (non eravamo ancora ai tempi di Trump oltreoceano e delle assurde barricata contro lo ius soli da noi!). Continua a leggere

A proposito di Alessandria – Milano

Angelo Marinoni

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L’Amministrazione alessandrina sta promuovendo incontri per migliorare i collegamenti con Milano, sostenendo che quelli attuali  siano scarsi e poco efficaci. Ritengo sia opportuna una disamina veloce e particolare della situazione per non incorrere in iniziative poco solide nel merito e nei contenuti. Alessandria é capolinea di 3 linee Trenord, (Milano Centrale, Milano Porta Genova e Pavia), è quindi un vertice significativo del sistema ferroviario lombardo Continua a leggere

L’eredità che lasciamo. Riflessioni verso una rottamazione positiva

Carlo Baviera

ita

Ormai è passato molto tempo dalla ricorrenza del 25 Aprile. Che c’entra il 25 Aprile ora? E’ che io, in quei giorni, ma anche dopo (anche ora che ci si interroga sui risorgenti autonomismi e sono messe in discussione le ragioni del sentirsi accomunati da una stessa Patria), mi sono interrogato sul fatto che i nostri padri (e nonni) hanno avuto il compito storico della resistenza e della liberazione, e hanno saputo lasciarci, di conseguenza,  una Italia libera democratica repubblicana; e poi hanno lavorato alla ricostruzione del Paese, che è merito anche delle nostre sorelle e fratelli maggiori. E mi chiedevo quale sia l’eredità che la nostra generazione lascia ai figli e nipoti (parlo dell’Italia). Continua a leggere