Popolari di sinistra (settima parte)

Carlo Baviera

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pclogogCome ultimo capitolo di quello che abbiamo definito “secondo periodo di Punto a capo”, bollettino politico della sinistra DC in provincia di Alessandria, di cui siamo al settimo appuntamento, merita dare spazio agli articoli corrispondenti al periodo antecedente la fine del partito (la DC terminerà formalmente la sua storia il 18 gennaio 1994, ma già tra il 23 e il 26 luglio 1993, si tenne l’Assemblea programmatica costituente, nella quale Martinazzoli lanciò l’idea di aprire la terza fase storica della tradizione cattolico-democratica con un partito nazionale di programma, da chiamare Partito Popolare. Continua a leggere

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Se ci sei batti un colpo

Domenicale Agostino Pietrasanta

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I fatti diranno se il Partito Democratico avrà ancora futuro; per ora sembra opportuna la scelta dell’opposizione ad un possibile futuro governo del Paese. Peraltro non rende giustizia alle opzioni poste in essere, la “battuta” dell’Aventino; il controllo sull’operato dell’esecutivo resta una espressione democratica e non un ritiro indifferente al governo della Nazione, rimane il polo indispensabile del sale democratico disprezzato dai populismi i cui rappresentanti tuttavia gradirebbero anche spuri e surrettizi appoggi per raggiungere una qualsiasi maggioranza. Continua a leggere

Sandro Bolchi ritrovato: quasi una storia di famiglia…

Nuccio Lodato

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Il prossimo numero (170, marzo-aprile: in edicola dopo Pasqua) del bimestrale di cultura e turismo, edito a Voghera,  «Oltre» (www.oltre.eu) si aprirà con un “Primo piano” dal titolo Sandro Bolchi. Un vogherese per caso da Sempione a Teulada. Il dossier conterrà, con un’ampia biografia cronologica del grande regista televisivo, una privata memoria della figlia Susanna, un intervento di Giuseppe Polimeni (docente di Linguistica e Storia della lingua italiana all’Università Statale di Milano) sulla triangolazione Bacchelli-Manzoni-Bolchi, un elenco alfabetico organico dei quattrocento attori utilizzati nelle sue realizzazioni, e una serie di schede sui principali autori letterari cui ha rivolto attenzione nel quarantennio di attività Rai e privata compreso fra il 1955 e il 1995 (in ordine cronologico: Shakespeare, Bacchelli, Hugo, Manzoni, Dostoevskij, Tolstoj). Con un’ulteriore appendice sugli altri registi-chiave della stagione d’oro per gli sceneggiati Rai. Continua a leggere

Sorpasso a sinistra

Carlo Baviera

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Non c’è più la sinistra? In attesa che i partiti (o meglio ancora il Capo dello Stato) trovino una soluzione per dare un Governo al Paese, mi permetto qualche riflessione a voce alta, sperando che possa essere condivisa da qualche lettore.

Parto da cose ovvie e ormai attestate da tutti. Dopo le elezioni abbiamo un polo forte: il centro destra. Diversamente dal passato non è Forza Italia il partito più numericamente e politicamente rilevante; l’asse si è spostato verso la Lega di Salvini. Continua a leggere

Il piano B, la riva del fiume e il grande avvenire dietro le spalle

Mauro Cattaneo

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C’è un “non detto” riguardo al pessimo risultato del Partito Democratico alle elezioni politiche del 4 marzo e alla conduzione politica del suo ex segretario Matteo Renzi. Un fatto che siccome non si è realizzato è stato immediatamente rimosso ed è uscito dal dibattito. Ma che ha pesato parecchio sull’insuccesso del Partito Democratico e – a mio avviso – continua a influenzare il confronto attuale. Continua a leggere

Popolari di sinistra (sesta parte)

Carlo Baviera

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redPrima di concludere (di questo secondo periodo dedicato alla riproposizione della “vita” del periodico <Punto a capo>), propongo una esposizione di argomenti che possono suddividersi in tre parti: quella sull’approfondimento del ruolo che si riteneva dovesse svolgere la DC; quella relativa allo svolgimento e ai risultati dei Congressi; quella rivolta agli approfondimenti riguardo alla riforma degli enti Locali, alle notizie sulle iniziative a livello regionale, al dibattito sulla Guerra del Golfo. Continua a leggere

Don Mario Varni, testimone e guida in Val Curone

Domenicale Agostino Pietrasanta

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A Fabbrica lo incontrai un’ultima volta, il giorno dei Santi; mi aveva sempre accolto con cordialità, ma in quel giorno, anche con affettuosa amicizia. Con un braccio sulla mia spalla, e davanti alla Pieve, mi invitò ad ammirare la valle, sotto l’abitato e verso le cime sopra di noi. Ebbi l’impressione che don Mario volesse raccogliere in un abbraccio affettuoso tutti i luoghi della sua missione sacerdotale, trascorsa in val Curone per quasi cinquanta dei suoi sessantadue anni di ordinazione: un commosso patriarca attaccato alla sua terra di elezione. Continua a leggere