Uguaglianza

Marco Ciani

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In questi giorni di ristoro dolomitico, tra un’escursione e una lettura al fresco delle montagne natie, mi è capitato di riflettere su un’idea antica quanto attualissima ma, in questo particolare frangente della storia, sostanzialmente espulsa dalle preoccupazioni dell’immaginario collettivo, prima ancora che dal dibattito politico.

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Richelieu fuori tempo e fuori luogo

Agostino Pietrasanta

Senza nome

Un autorevole quotidiano ha pubblicato, giorni addietro, un editoriale tanto interessante quanto pregevole in cui si affermava la continuità della forza nazionale della Francia; in particolare veniva sottolineata la tradizione cui Macron si rifarebbe, a cominciare da Richelieu.

Al netto del mio approccio personale, molto meno autorevole e/o dei possibili fraintendimenti, rimango perplesso. Certamente è vero che una tradizione della Francia ha spesso proposto una prospettiva che la faceva guardare all’Europa con finalità di potenza interna, ma mentre Richelieu e Mazzarino (ma soprattutto il primo) così facendo, guardavano avanti, Macron, come tutti in Europa, guardano indietro e della tradizione più che interpreti sono prevalentemente succubi. Continua a leggere

Un vaso di terra cotta, senza vasi di ferro

Domenicale Agostino Pietrasanta

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Sensazione spiacevole. Gli sgarbi, gli schiaffi all’Italia si susseguono a ritmo accelerato da tutte le parti “amiche” del disastrato continente europeo. Macron, il campione del liberismo della recente trascorsa campagna elettorale, nazionalizza i cantieri STX già acquistati per una quota di maggioranza da Fincantieri, come noto, complesso industriale già dell’IRI; e questo in spregio di accordi dell’era del predecessore Hollande. Continua a leggere

No global e nonviolenza

Carlo Baviera

ngAd Amburgo per il G20 abbiamo assistito, ad inizio luglio, al solito spettacolo di chi in nome dell’antiglobalismo manifesta contro i Capi di Stato e di Governo e alle politiche da loro sostenute per il futuro dell’umanità.

Solito cliché. Sfilate, proteste, lanci di oggetti contundenti se non di molotov, cariche della Polizia, arresti, proteste per gli arresti, e così via. Continua a leggere

Responsabilità dei genitori e il caso Charlie

Il punto  Mauro Fornaro

CHALa straziante agonia del piccolo Charlie, affetto da una grave sindrome mitocondriale, ha commosso l’opinione pubblica. Tanti purtroppo sono i neonati che soffrono atrocemente e di fronte ad essi, innocenti, si leva il grido del “perché?”. Perché la natura è così maligna? Perché Dio lo permette? Charlie ha fatto scalpore mediatico a differenza di tanti altri anzitutto per la determinazione dei genitori nell’opporsi ai medici che hanno decretato l’inutilità della prosecuzione delle cure. Il fatto poi che la contesa sia arrivata in tribunale ha contribuito alla particolarità del caso, segnando la rottura definitiva del rapporto fiduciale tra medici e genitori del paziente. Infine  ha colmato la misura il fatto che il tribunale abbia pronunciato una sentenza giuridicamente non ineccepibile a parere di esperti, suscitando in molti l’idea di una legge che condanna a morte un innocente. Continua a leggere

Il futuro dell’Europa

Marco Ciani

mitkTre eventi ravvicinati degli ultimi giorni mi hanno indotto a qualche semplice riflessione estiva sul futuro dell’Unione Europea:

  1. la morte del padre della riunificazione tedesca, Helmut Kohl (16 giugno);
  2. il secondo turno delle elezioni legislative francesi, stravinte da En Marche, il partito europeista del neo presidente Emmanuel Macron (18 giugno)
  3. l’avvio dei negoziati tra Europa e Regno Unito per la Brexit (19 giugno).

Tra i tre episodi non sussiste alcun collegamento diretto, ma ragionarci può essere utile per provare a immaginare una qualche traiettoria per la casa comune continentale, un po’ come si fa unendo i puntini per ottenere un disegno in una celebre rivista settimanale di enigmistica. Continua a leggere

Ricomporre il puzzle

Il punto  Carlo Baviera

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Da tempo sarebbe utile cercare di ricomporre il puzzle dei partiti (e la cosa vale anche a destra) per evitare la continua nascita e morte di movimenti nuovi, la costituzione di cartelli elettorali che si sciolgono dopo le elezioni. E il tutto al netto della novità Macron/En Marche, nuova tentazione per le sponde nostrane. Continua a leggere