Il “Ventirighe” – 1. Mister Putin, I suppose?

Dario Fornaro


Presentazione

AP inaugura una nuova, piccola rubrica, dedicata ai contributi brevi (è ovviamente ininfluente che all’atto pratico le righe siano 17 o 25, è l’intenzione che conta). Pezzi brevi, rispetto agli articoli-saggio, e tendenzialmente collegati alla cronaca, quotidiana o settimanale: ma questa è una pura, non dirimente indicazione. Opportunità anche per quegli amici di AP che hanno interesse a questo Foglio, ma poco tempo per contribuire in modalità tradizionale. Andiamo al varo!


Che dietro (o davanti) all’aggressione russa all’Ucraina del 24.02 ci fosse il Capo supremo Vladimir Putin era ben palese. Ed anche i motivi (appetito territoriale rivendicativo) dell’”Operazione speciale” sembravano chiari e addirittura proclamati.

Con l’imprevisto, almeno temporalmente, procedere della guerra, l’intorbidamento delle acque di cronaca – ferme restando le tragiche immagini di distruzione indistinta – le ragioni dell’azione russa, compreso il zig-zag militare sul terreno, sono però apparse più complesse del previsto iniziale.

Continua a leggere

Zelensky

Dario Fornaro

Stiamo doppiando il quarto mese  della drammatica guerra promossa (operazione speciale!) dalla Russia contro l’Ucraina per ragioni di sostanziose rettifiche territoriali a favore dell’aggressore . Da allora, fine febbraio, cronisti e commentatori di vaglia si interrogano, al seguito di immagini devastanti, sul perché di questa guerra ( un Golia predatore, immagine abusata, contro un Davide non meglio soppesato) e soprattutto sul percome si tirasse avanti, smentendo da subito la troppo facile previsione di guerra-lampo.

Continua a leggere

Cucina estrema – Un garbuglio  di stagione servito in “pinzim-odio”

Dario Fornaro

Qualcuno  – più d’uno in effetti – tra la vasta schiera di commentatori da scrivania, cioè vocati  ai collegamenti e alle interpretazione dei fatti e delle premesse (mentre gli inviati  inseguono  per professione gli avvenimenti, la cronaca, ora  per ora sul terreno) l’aveva intravisto e suggerito per tempo. Vediamo; cominciando a chiedere venia per un titolo vagamente surreale laddove nel seguito  non c’è alcunché di surreale, anzi.

Cento giorni e passa della guerra guerreggiata, tripartibili come segue.

Continua a leggere

Lo scandalo delle armi

Carlo Baviera

Una delle notizie shock di questi giorni è l’uccisione di scolari in una città statunitense. Ed è ripresa l’ormai rituale litania dei collegamenti per spiegare ciò che è avvenuto, il carattere dell’autore, la rabbia, il dolore, ecc. Poi tutto riprenderà come prima, come sempre, nonostante l’impegno del Presidente Biden a risolvere, questa volta definitivamente, la vendita di armi a “cani e porci” nel Paese più democratico del mondo. Prendo spunto da questa vicenda, che ancora una volta ci mette di fronte alla questione delle armi, per sottolineare che gli armamenti  (di qualunque dimensione, gittata, potenza) sono uno dei <mali> che vanno sradicati, mentre invece rappresentano uno scandalo non sempre e del tutto avvertito.

Continua a leggere

Suprematismo

Dario Fornaro

Succede spesso che quando ad un fenomeno sociale storicamente recente e “sbilenco” (per tempi e modi di manifestazione, protagonisti e localizzazione geo-politica) la cronaca riesce da dare un nome riconosciuto, si sia compiuto un passo importante nell’interpretazione del fenomeno stesso.

Vero, anche se talora la nuova parola, per il pubblico generalista continua a suonare a vuoto di contenuti affidabili.

Succede quando, come nei giorni scorsi, la cronaca (Buffalo, USA) ci porta drammatici episodi di suprematismo con sparatoria e vittime  fortuite (ma, nel caso, con .. marchio afroamericano).

Continua a leggere

Modello Helsinki – finalmente inizia la politica

Carlo Baviera

Fare di tutto per fermare il conflitto. Difendiamo l’Ucraina, ma cerchiamo di non gettare benzina sul fuoco; mettiamo in campo ogni iniziativa non violenta per far tacere le armi. Lo aveva già detto l’ex  capo di Stato maggiore dell’Aeronautica generale Leonardo Tricarico: “bisogna fare in modo che questo conflitto termini. E da questo punto di vista non vedo l’impegno di nessuno, anzi vedo tutta una serie di incendiari che fanno esattamente l’opposto””Prima di tutto il nostro Paese dovrebbe fare di tutto, e non mi risulta che lo stia facendo, affinché il conflitto possa cessare. Quando dico fare di tutto significa concertare con altri Paesi europei, in particolare Francia e Germania, una posizione comune nei confronti della schiera di Paesi guerrafondai, con in testa gli Stati Uniti affinché la smettano, affinché promuovano una tregua e i negoziati, pena una turbativa nei rapporti con gli Usa”. Lo dicevano persone come Rosi Bindi:  “Purtroppo temo che questa richiesta continua di armi servirà a rendere sempre più cruenta la guerra. Le armi non portano alla fine del conflitto. So che stiamo dalla parte giusta, ma ho dubbi sul modo in cui lo stiamo facendo. Temo che tanti abbiano un buon motivo per non mettere fine a queste atrocità [..] C’è chi sta traendo vantaggio da queste stragi. La diplomazia non sta lavorando abbastanza”. Poi è montata una campagna che tacciava di <putinismo> <filorussi> <traditori dei valori occidentali> chi non si appiattiva sulle tesi comunicative diffuse dai media.

Continua a leggere

La guerra dei mondi

Dario Fornaro

Titolo fondativo  (H.G.Wells, 1892) della fantascienza stellare per introdurre argomenti molto terrestri, molto prossimi a noi: lo scontro Russia-Ucraina, con i suoi diversi aspetti e finalità, preludio, il Cielo non voglia, ad un conflitto senza quartiere Russia-Occidente euroamericano (e le potenze terze a guardare?).

Dopo oltre due mesi di guerra sul campo, tragicamente perseguita ed esibita, il dibattito e la stessa informazione (quelli seri!) conoscono mille varianti sulle cause, modalità, obiettivi dei protagonisti, compresi quelli “impliciti”. Il tutto sotto ipoteca, sempre irrisolta, del quando e come taceranno, anche in regime di provvisorietà, le armi e le distruzioni in atto.

Continua a leggere

I “latrati” della NATO e i chierici dello Stato

Editoriale Agostino Pietrasanta

Nei giorni scorsi, un autorevole quotidiano nazionale ha pubblicato un’intervista di papa Francesco, firmata dal direttore responsabile; non esito a definire l’intervento del papa come un documento pietra miliare della dottrina e dell’approccio pastorale posto in essere nel corso del pontificato. Benché, nasca da una occasione particolare e da una situazione devastante, l’elaborazione approfondisce alcune linee portanti delle prospettive di riferimento della Chiesa sia nei rapporti istituzionali e politici maturati nel dopo Concilio, sia di fondazione dottrinale di tali rapporti.

Continua a leggere

Non me la fate!

Dario Fornaro

Parliamo di uno degli ultimi sondaggi. Si tratta di quello (realizzato da Demo & A) curato dallo specialista Ilvo Diamanti e pubblicato su Repubblica del 19.4 us. Titolo-sintesi: “Un italiano su quattro diffida dei media sugli orrori dei russi – Propaganda di Kiev”.

I sondaggi popolari, per i quali si è sviluppata tra i media una vera passione, per solito non danno esiti d’opinione particolarmente sorprendenti per chi abbia un minimo di occhi aperti sull’attualità: qualche punto percentuale in meno o in più di quanto avremmo previsto.

Del resto se il sondaggio insegue il “medio sentire”, gran parte di noi fa parte della “medietà” indagata.

Continua a leggere

La guerra e gli idoli devastanti di Cesare.

Editoriale Agostino Pietrasanta

Riprendo in mano, solo per caso, il testo pubblicato nel 2019, delle omelie di Gian Piero Armano; nel ricordo della sua intensa attività nelle scuole, e non solo, sulle questioni della memoria, dei massacri perpetrati dai totalitarismi del secolo scorso e della Resistenza, in occasione del 25 aprile, sfoglio il volume e mi soffermo su una pagina in cui si richiama l’episodio dei Farisei che chiedono a Gesù se sia lecito pagare il tributo a Cesare; se sia lecito oppure no pagare le tasse. Lo fanno per mettere in imbarazzo un noioso sovvertitore dei privilegi fondativi del loro potere: se la risposta sarà positiva, poiché si trovano all’interno del tempio, Gesù passerà per un infedele alla legge di Dio unico Signore, se sarà negativa potrà essere ritenuto sovvertitore dell’ordine costituito. Il nodo sembrerebbe senza soluzione condivisa; la risposta però rimbalza sulla maligna ambiguità posta in essere perché i farisei invitati a porgere una moneta dovranno mostrare l’effigie di Cesare idolatrata proprio da coloro che ritengono sacrilega un’immagine diversa da Dio, quando sia ostentata nel Tempio a Lui dedicato. Una confusione imperdonabile, una invasione di potere nel tempio della coscienza.

Continua a leggere