Democrazie destabilizzate?

Carlo Baviera

Sul Corriere della sera del 5.07.22 Mauro Magatti, affrontando il tema del Centro politico (che andrebbe rilanciato, dice, sull’idea dei costruttori) scrive “Sappiamo che, negli ultimi anni, Putin ha cercato di aumentare la sua influenza nel nostro Paese, considerato come uno dei più penetrabili dello scenario europeo. La nascita del governo Draghi ha però segnato un deciso cambio di rotta. Anche se adesso, con la scadenza delle prossime elezioni, sorgono nuovi interrogativi. Tanto più che Putin ha esplicitamente dichiarato che la destabilizzazione delle democrazie occidentali è uno degli obiettivi che si prefigge con l’iniziativa militare cominciata a febbraio. Un rischio che, in particolare in Italia, occorre scongiurare.

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Oltre il trentennale (di Capaci e di Via D’Amelio)

Carlo Baviera

Abbiamo celebrato, in Italia, nei giorni scorsi, il trentennale della morte di Borsellino e la sua scorta. Un’altra delle tante ricorrenze che rischia di diventate formale e retorica: il silenzio polemico dei familiari dovrebbe porre qualche problema e far riflettere.   Sono ancora troppe le ombre e i dubbi, come quelle sul depistaggio all’agenda rossa del magistrato assassinato, sparita.

Già il 22.05.2022, con un articolo sulla Gazzetta di Mantova e il 23.5.2022 su La stampa Don Ciotti faceva memoria del trentennale della strage di Capaci. Mi sembrano interessanti alcune parti del suo scritto.

 “Giovanni Falcone aveva prefigurato lo sviluppo economico e imprenditoriale del crimine mafioso. Ecco perché, se dall’infinito spirituale dei giusti in cui dimora Giovanni guardasse oggi le celebrazioni del trentennale di Capaci, credo che resterebbe perplesso e penserebbe che qualcosa stona in questa celebrazione, dal momento che lui e gli altri martiri della strage non sono morti per essere ricordati, ma perché fosse dato seguito alla loro opera sconfiggendo quel male oggi più che mai vivo, vegeto e operativo”.

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Lutto in casa AP

Con grande dolore dobbiamo purtroppo comunicare l’improvvisa scomparsa di CARLA CANEVARO in FORNARO, consorte del caro amico DARIO, cofondatore e redattore di Appunti Alessandrini.

Si comunicano le date delle celebrazioni che verranno officiate nella chiesa parrocchiale di San Paolo, ad Alessandria in Via De Gasperi Alcide, 43/A

  • S. Rosario, ore 19.30 di oggi, 7 luglio
  • Funerali, ore 11.30 di domani, venerdì 8 luglio

Tutta la Redazione si associa al dolore del caro amico Dario ed esprime amicizia e vicinanza.

Le persone contano e devono decidere

Tre leve per iniziare il cammino verso il ritorno alla partecipazione.

Democrazia partecipativa comunale, federalismo e legge elettorale nazionale con seggi contendibili

Mimmo Ravetti

In questo turno elettorale, non solo per quanto riguarda la bassa affluenza registrata, la partecipazione è una delle questioni più significative che i cittadini hanno consegnato alla politica. La decisione di non partecipare è un segnale che va decifrato con molta attenzione e non può essere catalogato banalmente tra le dinamiche possibili del nostro tempo quasi fossero compatibili con una sana democrazia moderna. Non c’è nulla di sano se più della metà degli elettori ritiene inutile il suo voto o peggio se preferisce segnalare con la sua assenza il disagio nei confronti delle Istituzioni Pubbliche.

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Il sogno della terza fase repubblicana

Carlo Baviera

Le vicende internazionali, con la invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo, hanno (giustamente) in questi giorni il sopravvento su ogni altra notizia e argomento. Ciò non impedisce, però, di continuare a riflettere e confrontarsi su questioni interne e, per certi aspetti, meno rilevanti e urgenti ma pur sempre importanti per la vita politica democratica.

Nelle cronache giornalistiche la si definisce per semplicità Seconda Repubblica. Termine che non condivido: la storia della Repubblica italiana continua, senza interruzioni, dal 1946 (referendum istituzionale). Semmai potremmo accettare di ritenere gli ultimi venticinque o trent’anni di vita politica repubblicana come il secondo tempo: quelle dell’abbandono del sistema proporzionale puro per l’elezione del Parlamento, e con l’introduzione dell’elezione diretta di Sindaci e Presidenti di Regione.

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Mattarella, una luce accesa nella nebbia

Daniele Borioli

Mattarella, discorso di insediamento integrale: "La lotta alle  diseguaglianze è cruciale" - Politica

Cominciamo dalla cosa più importante: benedetta sia la rielezione di Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica. Una luce che rimane accesa e, per contrasto, evidenzia impietosamente il mare fosco e tempestoso nel quale, incerta, galleggia la politica.

Erano solo due le possibilità disponibili per evitare un rovinoso naufragio: Draghi al Quirinale e, contestualmente, l’accordo per la sopravvivenza di un Governo provvisto almeno dello stesso sostegno parlamentare; la riedizione dell’assetto vigente tra il Colle e Palazzo Chigi sino al giorno prima delle giornate di voto. La prima opzione è stata affossata da veti incrociati e rancori personali, primo fra tutti quello di Conte, che evidentemente considera il Presidente del Consiglio un usurpatore di ruolo, ma anche dal timore diffuso di non riuscire a trovare una guida altrettanto forte e autorevole per una maggioranza di Governo tanto ampia quanto tormentata da laceranti divisioni intestine.

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Nulla è cambiato ma cambierà tutto (forse)

Carlo Baviera

Roma: al via le elezioni dei Presidenti della Camera e del Senato della  XVIII legislatura - Valseriana News

Finito il settennato di Mattarella è risalito al Colle Mattarella. Dopo una settimana di impasse e proposte di nomi divisivi o non doverosamente concordati con tutti i gruppi parlamentari, il “timore” che si concretizzasse l’idea di sostenere Casini, la spinta da basso (i parlamentari in modo libero) per la riconferma di Mattarella ha obbligato il centro-destra a rinunciare al “tocca a noi” e accettare il congelamento della situazione istituzionali con la richiesta a Mattarella di una ulteriore assunzione di responsabilità.

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Povera patria

Angelo Marinoni

Nel fuorionda di Mattarella, l'umanità del presidente: "Giovanni, non vado  dal barbiere neanch'io" - la Repubblica

Il primo contributo che ho scritto per Appunti era una difesa accalorata della Costituzione della Repubblica allora messa in discussione per una potenziale riforma presidenziale. Erano i primi anni Dieci ed, in verità, il primo assalto, purtroppo riuscito, alla Costituzione era già avvenuto alla fine degli anni Novanta, quando oggetto di aggressione fu il titolo Quinto con la riforma che purtroppo ancora oggi produce danni al Paese nel suo complesso, come alle comunità locali. Oramai quella riforma presidenziale è ben meno spaventevole dell’atteggiamento della moderna classe dirigente nei confronti di qualunque problema e, persino di qualunque approccio al tema costituzionale.

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Mantenere viva (con contenuti attuali) la cultura del popolarismo

Carlo Baviera

Il popolarismo di don Luigi Sturzo, «antidoto ad antipolitica e populismo»  - RomaSette

In questi giorni ricorre l’anniversario di fondazione del Partito Popolare Italiano (1919). E’ bene ricordare, celebrare; ma non è più sufficiente. Da tempo si ripete che sia necessaria una cultura e (perché no!) una presenza popolare, utile a stemperare i radicalismi ed estremismi di altre tendenze e posizioni. Uno degli aspetti su cui riprendere un discorso “popolare” deve essere la difesa e lo sviluppo della democrazia e della partecipazione attiva e responsabile dei cittadini.

Ne ha accennato anche Papa Francesco nel suo recente viaggio ad Atene (4.12.2021) “Non si può, tuttavia, che constatare con preoccupazione come oggi, non solo nel Continente europeo, si registri un arretramento della democrazia. Essa richiede la partecipazione e il coinvolgimento di tutti e dunque domanda fatica e pazienza. [..] In diverse società, preoccupate della sicurezza e anestetizzate dal consumismo, stanchezza e malcontento portano a una sorta di “scetticismo democratico”. Ma la partecipazione di tutti è un’esigenza fondamentale; non solo per raggiungere obiettivi comuni, ma perché risponde a quello che siamo: esseri sociali, irripetibili e al tempo stesso interdipendenti”.

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Ampie schiarite 7

Pensieri, dichiarazioni e aforismi del periodo attuale che mi sembrano utili e positivi, accompagnandoli con un breve commento

Carlo Baviera

Ampie schiarite | Appunti Alessandrini

Ministeri – io, che non amo il diaconato (quanto meno in Europa) né maschile né femminile, ho sempre scritto che noi donne, se proprio volessimo accedere ai ministeri ordinati, dovevamo mirare direttamente al sacerdozio, tanto le sacrestane le abbiamo sempre fatte gratis.

Il Papa insegna che, indipendentemente dalla “natura” del Signore e del suo creato, la Chiesa deve partire dalla vita quotidiana e dalla sua effettiva vivibilità per l’umanità, tutta.

(Giancarla Codrignani – 28 giugno 2021 sul sito viandanti.org a commento della risposta del Papa ai diaconi romani che gli hanno chiesto che cosa si aspetta da loro e risponde dicendo quello che “non” vuole: “né mezzi preti, né chierichetti di lusso”).

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