Non abbiamo (più) l’età

Dario Fornaro

Quando l’ultimo strillo di questi Appunti mi ha portato la ferale notizia della scomparsa di Carlo Beltrame, ho avvertito, a parte l’ovvia fitta di dispiacere, la sensazione “sonora” (Clac) di un portone che si chiude, in  corrispondenza al gentile invito affisso all’interno: L’ultimo spenga la luce e chiuda la porta.

Estrapolando alquanto, l’uscita di Beltrame, non da un locale ma, simbolicamente,  da un periodo storico vissuto intensamente, segnava per me – e credo non solo – la fine definitiva dell’Età della programmazione economico-territoriale. Insediatasi nei decenni 70 e 80 ad ogni livello politico-amministrativo e svaporata lentamente nei due decenni di fine secolo. Oggi, pura archeologia.

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Dieci anni per ridisegnare Alessandria

Daniele Borioli

DIECI ANNI PER RIDISEGNARE ALESSANDRIA

Trent’anni di Sindaci

Non si può certo dire che ad Alessandria il meccanismo dell’alternanza di governo, per quanto riguarda l’amministrazione civica, non funzioni. Dal 1993, l’anno in cui per la prima volta gli alessandrini furono chiamati a votare direttamente il sindaco della città, solo a Francesca Calvo è riuscita l’impresa di farsi eleggere per due volte consecutive a Palazzo Rosso: la prima volta per il mandato 1993-1997 (per un breve arco di anni la durata in carica delle amministrazioni comunali e provinciali era stata ridotta a quattro anni), la seconda per il mandato 1997-2002. Dal 2002 al 2022, i sindaci di centrosinistra e di centrodestra si sono succeduti con perfetta cadenza quinquennale: Mara Scagni dal 2002 al 2007, Piercarlo Fabbio dal 2007 al 2012, Maria Rita Rossa dal 2012 al 2017, Gianfranco Cuttica di Revigliasco dal 2017 al 2022 e, da ultimo, Giorgio Abonante, appena eletto e chiamato a guidare il Comune sino al 2027.

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Lutto in casa AP

Con grande dolore dobbiamo purtroppo comunicare l’improvvisa scomparsa di CARLA CANEVARO in FORNARO, consorte del caro amico DARIO, cofondatore e redattore di Appunti Alessandrini.

Si comunicano le date delle celebrazioni che verranno officiate nella chiesa parrocchiale di San Paolo, ad Alessandria in Via De Gasperi Alcide, 43/A

  • S. Rosario, ore 19.30 di oggi, 7 luglio
  • Funerali, ore 11.30 di domani, venerdì 8 luglio

Tutta la Redazione si associa al dolore del caro amico Dario ed esprime amicizia e vicinanza.

Le persone contano e devono decidere

Tre leve per iniziare il cammino verso il ritorno alla partecipazione.

Democrazia partecipativa comunale, federalismo e legge elettorale nazionale con seggi contendibili

Mimmo Ravetti

In questo turno elettorale, non solo per quanto riguarda la bassa affluenza registrata, la partecipazione è una delle questioni più significative che i cittadini hanno consegnato alla politica. La decisione di non partecipare è un segnale che va decifrato con molta attenzione e non può essere catalogato banalmente tra le dinamiche possibili del nostro tempo quasi fossero compatibili con una sana democrazia moderna. Non c’è nulla di sano se più della metà degli elettori ritiene inutile il suo voto o peggio se preferisce segnalare con la sua assenza il disagio nei confronti delle Istituzioni Pubbliche.

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Carlo Beltrame

Carlo Baviera

Il sen. Riccardo Triglia ci ricordava sempre l’importanza del ruolo giocato da Carlo nelle scelte della sinistra democratico cristiana degli anni sessanta del secolo scorso a Casale Monferrato. Negli anni di lavoro a Milano e per i contatti stabiliti con personalità del milanese (in particolare Bassetti futuro Presidente della Regione Lombardia) e con il mondo della <Base>, la corrente di Marcora e Granelli alle cui riunioni non di rado partecipava, portava agli amici casalesi impegnati in politica le valutazioni, gli approfondimenti, le argomentazioni che erano alla base delle intuizioni di rinnovamento istituzionale e della necessità di profonde riforme che sottostavano alla formazione dell’alleanza di centro sinistra.

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Zelensky

Dario Fornaro

Stiamo doppiando il quarto mese  della drammatica guerra promossa (operazione speciale!) dalla Russia contro l’Ucraina per ragioni di sostanziose rettifiche territoriali a favore dell’aggressore . Da allora, fine febbraio, cronisti e commentatori di vaglia si interrogano, al seguito di immagini devastanti, sul perché di questa guerra ( un Golia predatore, immagine abusata, contro un Davide non meglio soppesato) e soprattutto sul percome si tirasse avanti, smentendo da subito la troppo facile previsione di guerra-lampo.

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Ultimo giro per un “Papa da corsa”?

Dario Fornaro

Detti affettuosamente, sia il giro che la corsa, andiamo ai contenuti di cronaca seria. E’ bastato che  Papa Francesco si mostrasse visibilmente claudicante e poi  tranquillamente in carrozzella da impedito, come tanti normali  anziani in crisi deambulatoria che, sommando queste immagini  ad altre voci di particolari difficoltà ministeriali in atto, qualche bello spirito abbia giocato, d’annuncio e di scoop, vaticinando che il Papa, per ragioni di salute e “altre impegnative” starebbe meditando le dimissioni dall’alto mandato, similmente al suo predecessore e, risalendo la storia, al Celestino malmenato da Dante.

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Rubrica – Ampie Schiarite – 3/22

Carlo Baviera

Pensieri, dichiarazioni e aforismi del periodo attuale che mi sembrano utili e positivi, accompagnandoli con un breve commento

(da una intervista di Agensir a Paola Bignardi, pedagogista, già presidente dell’Azione cattolica italiana, coordinatrice dell’Osservatorio Giovani dell’istituto Giuseppe Toniolo di Studi superiori – 21.12.2021)

Negli ultimi anni in molte diocesi e perfino in alcuni dicasteri vaticani i laici hanno raggiunto ruoli di grande responsabilità. La trova una cosa positiva? Al tempo stesso, è sufficiente per affermare che cresce nella Chiesa il ruolo e la soggettività laicale?

È certamente positivo che ai laici siano riconosciute delle responsabilità in ambito ecclesiale, e purtroppo dobbiamo ancora meravigliarci di questo fatto che dovrebbe essere naturale. Ma alla domanda che mi è stata posta rispondo anche: dipende! Dipende dalle “regole del gioco”. Dipende dalla possibilità che questi laici hanno di portare la loro cultura professionale ed ecclesiale, dalla possibilità o meno di contribuire realmente alla maturazione degli orientamenti ancor prima che delle decisioni.

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IL CENTENARIO DI PASOLINI E IL SUO VANGELO SECONDO MATTEO – 3

Pasolini si addentra in Matteo: perché, come e dove

Nuccio Lodato

Sceneggiatura e regìa di Pier Paolo Pasolini. Lo recita il penultimo dei ventidue cartelli che, nel classico bodoniano nero su sfondo candido- mai abbandonato da Accattone a Salò: coerenza grafica anticipatrice dell’analoga di Woody Allen…- offrono i titoli di testa del Vangelo secondo Matteo. Lo segue il conclusivo con la proverbiale dedica: Alla lieta, cara, familiare memoria di Giovanni XXIII.

Vero come il suo cinema, per intuibili ragioni, non abbia mai necessitato di altri sceneggiatori (nel ’68, con Teorema, la contestata prima veneziana del film precedette addirittura la decisione di pubblicarne la sceneggiatura-romanzo). Ma nel caso specifico del Vangelo la precisazione attributiva è effettivamente sensazionale, perché, a ripetuta dichiarazione programmatica e asserzione a posteriori dello stesso Pasolini, l’autentico “sceneggiatore” va considerato lo stesso apostolo-evangelista o chi per lui. Un conto infatti è inventarsi una storia originale (come per Accattone, Mamma Roma, Uccellacci e uccellini, Porcile e per gli episodi, in testa il capolavoro La ricotta,e i numerosi film minori o di occasione); un altro trascrivere, pur se in maniera estremamente personale, Sofocle o Euripide, Boccaccio o Chaucer, le Mille e una notte o Sade. Ma un altro ancora, decisamente diverso, prendere sia pure direttamente le mosse da un testo che per i credenti è addirittura Parola di Dio…

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Cucina estrema – Un garbuglio  di stagione servito in “pinzim-odio”

Dario Fornaro

Qualcuno  – più d’uno in effetti – tra la vasta schiera di commentatori da scrivania, cioè vocati  ai collegamenti e alle interpretazione dei fatti e delle premesse (mentre gli inviati  inseguono  per professione gli avvenimenti, la cronaca, ora  per ora sul terreno) l’aveva intravisto e suggerito per tempo. Vediamo; cominciando a chiedere venia per un titolo vagamente surreale laddove nel seguito  non c’è alcunché di surreale, anzi.

Cento giorni e passa della guerra guerreggiata, tripartibili come segue.

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