Se vuoi ridistribuire ricchezza devi produrla

Marco Ciani

Produttività totale dei fattori a prezzi nazionali costanti per Italia (blu), Germania (rosso) e Francia (verde)

Nei giorni scorsi un tweet pubblicato dall’economista italiano Fabio Ghironi dell’Università di Washington ha suscitato un certo dibattito. La discussione prendeva le mosse dal grafico sopra dal quale si dovrebbe evincere che la produttività di questo Paese nel 2019 (dunque prima del covid) è al livello di mezzo secolo prima, cioè del 1969. Basta guardare la linea blu. Siamo noi. Le altre due le ho messe io, giusto per provare ad aggiungere qualcosa, e rappresentano la Germania, linea rossa, e la Francia, linea verde. Che invece continuano a crescere anche dopo tale anno, come si osserva facilmente.

Cosa si intende per produttività? Ciò che spiega l’aumento di produzione non determinato dall’incremento dai fattori lavoro e capitale. Un altro modo di definirla è il rapporto tra output prodotto ed input utilizzato. Essa può essere calcolata a livello di impresa, di settore e di Paese e costituisce una misura della loro efficienza. Per esempio in termini di PIL/ore lavorate, ma esistono anche altri metodi.

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Alitalia, MIMS e la confusione italiana dei ruoli

Angelo Marinoni

Alitalia, aumentano i voli in Italia a giugno: linee e aeroporti coperti

La vicenda ormai più che decennale di Alitalia è rappresentativa di una difficoltà sostanziale della classe dirigente italiana di attuare una politica dei trasporti che non sia sbilanciata rispetto a vari poteri, forti e meno forti, che da anni, di fatto, condizionano le non molte decisioni generazionali in ambito di trasporti.

Dimostrazione quasi estenuante è data dalla stessa evoluzione dell’organizzazione ministeriale: il primo passaggio è stato l’accorpamento del Ministero dei Trasporti con quello delle Infrastrutture e, il secondo, a mio modo di vedere particolarmente grave, è stato quello di abbandonare del tutto il concetto di Ministero dei Trasporti inaugurando un Ministero della Mobilità Sostenibile accorpato alle infrastrutture.

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Un auspicabile ritorno al futuro

Angelo Marinoni

Keynes, una vita a sfidare Hayek" - I Liberali

Dall’impoverimento progressivo del dibattito politico d’Italia e nella drastica e drammatica riduzione dei programmi politici in slogan sfuggono alcuni ambiti di discussione dove il pensiero liberale sfida quello socialista e entrambi si oppongono a quello liberista.

La cronaca, come la storia recente, ci insegna che l’esperienza liberista, applicata linearmente ovvero senza correzioni, ovunque attuata, si sia rivelata un fallimento non inferiore a quella comunista nel secolo scorso, ciò non ostante il liberismo continua a dominare il panorama economico europeo rivelandosi parecchio aggressivo quando messo in discussione.

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Le quattro crisi

Domenico Ravetti

Crisi e Risorse: due insolite alleate - COUNSELING. Sviluppo Personale,  miglioramento personale, crescita personale Blog di A.S.P.I.C. Counseling e  Cultura.

La pandemia è un fattore che non rispetta i confini, non ha bussole per orientarsi, non ha nemmeno destinazioni precise. Viaggia con le persone, va dove vanno loro senza badare alle ricchezze e alle povertà. In questo senso il virus ha un suo profilo anarchico che può essere condizionato solo da intese intergovernative, sistemi sanitari pubblici all’altezza della sfida mondiale e un piano vaccinale che in breve tempo assicuri una immunità di gregge diffusa almeno tanto quanto si è diffuso il virus stesso. Questa è la crisi sanitaria con cui dobbiamo fare i conti oggi.

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Per ripartire dopo l’emergenza Covid-19

Gaël Giraud (*)

cc

Ciò che stiamo sperimentando, al prezzo della sofferenza inaudita di una parte significativa della popolazione, è il fatto che l’Occidente, dal punto di vista sanitario, non ha strutture e risorse pubbliche adeguate a questa epoca e a questa situazione. Come fare per entrare nel XXI secolo anche dal punto di vista della salute pubblica? È questo che gli occidentali devono capire e mettere in atto, in poche settimane, di fronte a una pandemia che, nel momento in cui scriviamo, promette di imperversare per il Pianeta, a causa delle ricorrenti ondate di contaminazione e delle mutazioni del virus[1]. Vediamo come e perché. Continua a leggere

Idoli nelle parole di papa Francesco

Domenicale Agostino Pietrasanta

Idoli - Scriptum

Tempo addietro, poco meno di un ventennio, mi capitò, per funzioni che esercitavo, di essere convocato, assente il sindaco in ferie, dal prefetto; mi anticipò che la questione era di urgenza inquietante. Dopo alcuni momenti di attesa in compagnia dell’eccellenza laica, galantuomo di grande sensibilità, entrarono tre compassati e freddi personaggi dirigenti di una attività produttiva già fondata da un lungimirante industriale alessandrino; ormai defunto aveva lasciato eredi della sua iniziativa protagonisti di altra pasta. Continua a leggere

Le parole che avremmo voluto ascoltare da Lagarde

(Riprendiamo dal sito lavoce.info il seguente post sulla disastrosa comunicazione rilasciata in piena crisi finanziaria conseguente all’epidemia di coronavirus e riguardante gli spread dalla Signora Lagarde. La Presidente della BCE non è un tecnico. Al contrario, ha svolto  una carriera politica di primo piano all’ombra del potente ex presidente francese Nicolas Sarkozy. Le regole si devono rispettare ma, come dicevano gli antichi, est modus in rebus. Ap).

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Tommaso Monacelli

I mercati hanno reagito in modo molto negativo alle parole di Christine Lagarde sullo spread dei titoli sovrani. Invece proprio questo sarebbe il momento di mostrare che anche nella zona euro la cooperazione tra politica monetaria e fiscale non è un tabù. Continua a leggere

Un mercato dai piedi d’argilla

Carlo Baviera

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Luigino Bruni il 4 marzo 2020 scriveva una bella riflessione, invitando a ripensare alle scelte sbagliate compiute: “Una immensa impotenza. Abbiamo messo in piedi un sistema economico estremamente vulnerabile. Niente come un virus mostra che il re capitalista è nudo. Come sapeva già Keynes i piedi di argilla del capitalismo sono i sentiments e le emozioni della gente. I grandi strumenti, i potentissimi mezzi dell’economia e della finanza oggi non possono nulla. La mano invisibile si è totalmente inaridita e le voci dei suoi paladini zittite.
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Povertà e diritti: occorre riparare il capitalismo o superarlo?

Carlo Baviera

Nel nuovo libro (uscito lo scorso anno negli Stati Uniti “Persone, potere e profitti”) del premio Nobel per l’Economia Joseph E. Stiglitz – una delle voci più forti al mondo nella critica della globalizzazione e del liberismo, si chiede di rivedere le regole in modo da arrivare a un «capitalismo progressivo» perchè “La disuguaglianza frena la crescita” e quindi “Serve una cassetta degli attrezzi per riparare il capitalismo. Altrimenti i populisti di tutto il mondo si uniranno”. Continua a leggere

Tecnologia

Marco Ciani

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Sostiene Simon Johnson, ex capo economista dell’FMI, che tre fattori principali determinano la prosperità economica: capitale umano (istruzione e competenze della popolazione); capitale fisico (la quantità e la qualità dell’infrastruttura fisica, inclusi macchinari, edifici, energia e trasporti); e tecnologia (conoscenza scientifica e sua applicazione). Continua a leggere