Ignobile viltà di alcuni senatori

Domenicale Agostino Pietrasanta

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Plinio Cecilio Secondo, più noto come Plinio il Giovane, vissuto tra il primo e il secondo secolo dopo Cristo, scrisse, tra l’altro, un nutrito epistolario, vero capolavoro di osservazioni e giudizi sulla vita, sui costumi e sulle corruzioni di Roma del suo tempo. Le lettere, in totale più di trecento, sono raccolte in dieci libri e risultano di facile e gradevole lettura, molto spesso brevi e concise, altra volta più distese e articolate. Le due più note e celebrate sono, una all’imperatore Traiano sul trattamento severo, ma garantista da risercare ai cristiani, l’altra, inviata a Tacito, sull’eruzione del Vesuvio del 79 D.C. durante la quale era morto lo zio dell’autore, noto come Plinio il Vecchio. Continua a leggere

Riformare per comandare o riformare per crescere?

Il punto  Carlo Baviera

bosA metà luglio un quotidiano titolava: «“Vietato dissentire” così i partiti reintroducono il vincolo di mandato».

E citava i casi e le posizioni dei leader che, richiedendo disciplina di partito su ogni aspetto della legislazione, di fatto fanno sì che venga scavalcato l’articolo 67 della Costituzione. Ovviamente sono opinioni criticabili e argomenti che i pubblicisti usano per avere materiale da proporre ai lettori oppure per sostenere con qualche argomento in più il loro dissenso da questo o quel capo partito, da questo o da quel personaggio. Continua a leggere

Riforma costituzionale: un buon compromesso (e diverse questioni aperte)

Daniele Borioli (*)

reseNon è facile esprime un giudizio sintetico sulla riforma costituzionale che è ora approdata all’Aula del Senato, tanto più a lavori ancora in corso, quando ancora non è dato sapere con esattezza quale sarà l’esito conclusivo di questa prima lettura. Giacché diversi sono i punti su cui la discussione è ancora aperta.

Tuttavia, nonostante questo friabile terreno di partenza, proverò ad esprimere con schiettezza, e anche con qualche “rischio” politico, il mio giudizio. Definendo, in primo luogo, qual è l’oggetto della riforma. Che non tocca la parte dei principi, non quella della forma di governo, e neppure quella riguardante la giustizia e il ruolo del potere indipendente della magistratura. Continua a leggere

Quattro punti per le riforme

Renato Balduzzi (*)

senLa pausa delle ultime settimane di campagna elettorale consente una riflessione più ponderata sulle cosiddette riforme.

La riforma del bicameralismo e quella dei rapporti centro-periferia sono solitamente invocate per migliorare l’efficienza delle nostre istituzioni, al tempo stesso rilegittimandole attraverso la riduzione dei costi della politica e dei privilegi dei titolari di cariche pubbliche. Approfitto della cortesia di “Appunti Alessandrini” per sollecitare l’attenzione su quattro punti rilevanti. Continua a leggere