Poveri professori, povera nazione

Domenicale Agostino Pietrasanta

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Giovedì scorso, 13 luglio, un inserto del quotidiano di ispirazione cristiana (come vedete lo leggo anche nei particolari) dedicava una pagina intera alle miserie retributive degli insegnanti. Il particolare mi ha colpito: mentre tutti i media riportavano le lamentose espressioni dei docenti universitari che sarebbero alla fame, il foglio cattolico scopriva lo scandalo delle elemosine (poco più di mille euro al mese) erogate ai professori della primaria e secondaria dei due gradi. Continua a leggere

Su due episodi tra i tanti dell’ultimo giorno di scuola. Ultraismo da stadio e squadrismo studentesco

Nuccio Lodato

Quanto accaduto a Pavia e Tortona c’impone profonde riflessioni

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Che l’ultimo giorno di scuola si sia a poco a poco venuto trasformando, nei lustri più recenti, in un sottile e strisciante ma non inesistente problema di ordine pubblico è noto non solo agli operatori del settore ma a qualsiasi osservatore minimanente attento e sensibile del quotidiano divenire sociale.

Da antico addetto ai lavori, per sua fortuna però preposto a una fascia di utenza di età inferiore (“secondaria di primo grado”, poi anche primaria) confesso di aver sempre temuto per l’incolumità fisica di bambini e ragazzi (anche del personale, ma questa è un’altra storia). Assistendo all’ultima uscita dell’anno, che per nessuna ragione al mondo mi sarei perso, direttamente sul portone dell’istituto, dicevo fra me e me: «Adesso, almeno, fino a settembre nessuno si farà più male qui dentro», e sicuramente quel sospiro di sollievo un po’ individualistico e ipocrita qualche mese di vita virtuale in più me lo faceva guadagnare. Continua a leggere

Scuola – Un’eredità di Barbiana?

Dario Fornaro

domDa un buon mese la “lettera al governo” di 600 tra docenti e accademici vari, preoccupati, per non dire angosciati, dello stato in cui versa mediamente la padronanza della lingua italiana presso i vari ordini e gradi della scuola nazionale, tiene banco sulla stampa. Non trattandosi, almeno in prima battuta, di un problema gestional-sindacale, questa persistenza di dibattito, con tutte le recriminazioni al seguito, è sicuro indice di gravità percepita. Continua a leggere

Viva la cultura, viva la scuola! O no?

Domenicale Agostino Pietrasanta

scSuccede di leggere dei dati inquietanti: un sondaggio degli ultimi giorni, attiene una ricerca sui risultati della scuola italiana. Se, come dicono i suddetti risultati, gli Italiani “analfabeti funzionali” i quali leggono meccanicamente, senza capire e senza comprendere un testo di “media difficoltà” raggiungono l’80% del campione, anche la scuola qualche domanda se la dovrebbe porre.

Forse l’enfatizzazione dei metodi didattici e la rimozione delle competenze culturali hanno sortito non pochi effetti discutibili. Tuutavia la politica ed i responsabili delle Istituzioni hanno, a mio sommesso parere, maggiori responsabilità del personale scolastico. E, per non rimanere al piagnisteo ricorrente, voglio scendere a qualche esempio che dice senza ombra di dubbio, di una scuola/cenerentola del sistema. Continua a leggere

Gli esami non finiscono mai…

Roberto Cresta

emaIn questi giorni il Ministro della Pubblica Istruzione comunica le materie oggetto della seconda prova scritta e del colloquio per l’Esame di Stato, e si mette in moto la consueta retorica sia nelle scuole che sui media.

Personalmente non ho saputo resistere alla tentazione di ricordare sommariamente le principali vicissitudini di questo tormentone di fine ciclo. Dopo decenni di esame “gentiliano” nel 1969 venne attuata una “semplificazione”, che consentì di valutare l’ ammissione dei candidati e le prove  dei medesimi esclusivamente con giudizi, cioè con parole più o meno appropriate dalle quali scaturiva (!) il voto finale, ovvero un numero espresso in sessantesimi Continua a leggere

La mano alzata

Domenicale Agostino Pietrasanta

manMi accade talora, o forse spesso, di trattare argomenti che mi fanno correre qualche rischio; ad esempio di deludere anche quei pochi lettori che si ostinano a seguirmi. Non già perché le scelte poste in essere siano particolarmente ostiche (almeno non credo), ma semplicemente per il fatto che non sono in agenda; ed in questi giorni l’agenda si orienta o si limita agli insulti elettoralistici pre/referendari. Eppure personalmente sono contento che sullo specifico, lo staff di AP abbia scelto di non operare su nessuno dei due versanti: ciò ha permesso un confronto di opinioni nutrito, rispettoso e cospicuo, non privo di reciproco rispetto fra i diversi interventi.
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L’inutile discordia sui compiti a casa

Domenicale Agostino Pietrasanta

scLa scuola non interessa a nessuno; mi correggo, della scuola interessano solo questioni di basso profilo e solo ai diretti protagonisti, insegnanti, alunni e rispettivi genitori. Costoro si preoccupano della promozione di fine d’anno, indipendentemente dalle cognizioni acquisite, dalle abilità consolidate e dal merito rilevato. Eppure il merito e la sua rilevanza costituzionale sono scritti ed esplicitati dalla Carta, mai realizzata né da quelli che ora si accapigliano per cambiarla, né da coloro che vorrebbero conservarla integra, senza riconoscere che la scuola, come altre materie, sta nella parte mai discussa. Continua a leggere