Cara Laura Boldrini, com’è profondo il mare…

Nuccio Lodato

Fine legislatura e colpi di mano elettorali, migranti e haters, populismi e indistinte ambizioni politiche,scissionistie progressisti misteriosi

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«Fenomeno enigmatico quanto universale è la massa che d’improvviso c’è la dove prima non c’era nulla. […]. Nulla si preannunciava, nulla era atteso. D’improvviso, tutto nereggia di gente. Da ogni parte affluiscono: sembra che le strade abbiano una sola direzione. Molti non sanno cos’è accaduto, non sanno rispondere nulla alle domande; hanno fretta, però, di trovarsi la dove si trova la maggioranza. […]. Il principale avvenimento all’interno della massa è la scarica.
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Un autunno che guarda al futuro

Daniele Borioli (*)

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L’autunno in arrivo mette di fronte alla politica italiana questioni di primaria importanza: dal modo in cui saranno affrontate e, si spera, risolte dipendono molto del futuro prossimo e delle prospettive di più lungo periodo per il nostro Paese.

La prima di esse riguarda l’imminente legge di bilancio, che rispetto a quella degli anni trascorsi, assume una valenza politica ulteriore. Non c’entra la propaganda (o meglio, c’entra ma in modo non banale e strumentale), ma da essa deriverà quota rilevante del prossimo risultato elettorale. Continua a leggere

Ignobile viltà di alcuni senatori

Domenicale Agostino Pietrasanta

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Plinio Cecilio Secondo, più noto come Plinio il Giovane, vissuto tra il primo e il secondo secolo dopo Cristo, scrisse, tra l’altro, un nutrito epistolario, vero capolavoro di osservazioni e giudizi sulla vita, sui costumi e sulle corruzioni di Roma del suo tempo. Le lettere, in totale più di trecento, sono raccolte in dieci libri e risultano di facile e gradevole lettura, molto spesso brevi e concise, altra volta più distese e articolate. Le due più note e celebrate sono, una all’imperatore Traiano sul trattamento severo, ma garantista da risercare ai cristiani, l’altra, inviata a Tacito, sull’eruzione del Vesuvio del 79 D.C. durante la quale era morto lo zio dell’autore, noto come Plinio il Vecchio. Continua a leggere

Referendum: un sì col naso mezzo turato

Mauro Fornaro

Non è il caso di insistere sui tanti difetti della Riforma costituzionale che verrà sottoposta a referendum confermativo il prossimo autunno: tanto sono stati evidenziati da illustri giuristi che non a torto vorrebbero una Costituzione chiara nel dettato, equilibrata nei pesi e contrappesi. I professori di diritto costituzionale bene o male fanno il loro mestiere, ma le costituzioni ben costruite, quelle che un Parlamento e un Paese dovrebbero abbracciare, si scontrano con la possibilità di approvarle effettivamente dovendosi tener conto delle forze in campo, partiti politici e movimenti, favorevoli o contrarie. Continua a leggere

Il settembre delle riforme?

Daniele Borioli (*)

senCercherò di spiegare le ragioni per cui sono contrario all’elezione diretta del nuovo Senato della Repubblica, sempre ammesso che la riforma costituzionale arrivi al suo approdo, prima in Parlamento e poi con il referendum confermativo.

Una premessa. Così come è fuorviante portare la discussione sul piano del “taglio delle poltrone”, altrettanto improprio è accreditare l’idea che l’alternativa tra elezione diretta ed elezione indiretta selezione il grado di “democraticità” del futuro assetto costituzionale. Continua a leggere

Il gusto del budino

Il dibattito sulle prospettive del Movimento 5 Stelle (2) ● Don Walter Fiocchi

griStimolato dall’intervento di Giacomo D’Alessandro sul Movimento 5 Stelle e dal successivo intervento di Marco Ciani, vorrei tornare sul dialogo intercorso su questo argomento con Giacomo e Agostino Pietrasanta qualche settimana fa. Un dialogo interessante, che ci ha fatto guardare al “fenomeno” Grillo da un punto di vista per noi, per la nostra “vecchia” generazione, assolutamente nuovo e originale.

Continuo a non essere convinto da molte aspettative e prospettive di Giacomo, ma indubbiamente il suo punto di vista è per noi “illuminante”. Continua a leggere

Sconforto e Speranza

Angelo Marinoni

parPer parafrasare Battiato direi che viviamo strani giorni, per qualcuno euforici per altri, come me, avvilenti nel constatare che l’opinione pubblica si divida in chi vede in questi tempi manifestarsi la tesi di Tomasi da Lampedusa per cui si invoca un cambiamento radicale perché equivarrà’ a nessun cambiamento e chi assiste speranzoso a radicali mutamenti convinto che siano imprescindibili dalla ripresa del Paese.

Non condivido nessuna delle due impostazioni Continua a leggere