Richelieu fuori tempo e fuori luogo

Agostino Pietrasanta

Senza nome

Un autorevole quotidiano ha pubblicato, giorni addietro, un editoriale tanto interessante quanto pregevole in cui si affermava la continuità della forza nazionale della Francia; in particolare veniva sottolineata la tradizione cui Macron si rifarebbe, a cominciare da Richelieu.

Al netto del mio approccio personale, molto meno autorevole e/o dei possibili fraintendimenti, rimango perplesso. Certamente è vero che una tradizione della Francia ha spesso proposto una prospettiva che la faceva guardare all’Europa con finalità di potenza interna, ma mentre Richelieu e Mazzarino (ma soprattutto il primo) così facendo, guardavano avanti, Macron, come tutti in Europa, guardano indietro e della tradizione più che interpreti sono prevalentemente succubi. Continua a leggere

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Cattolici francesi: un risveglio ambiguo

Mauro Fornaro

crIl contesto sociale e politico francese presenta talune analogie col nostro, inoltre gli eventi francesi sembrano enfatizzare o anticipare eventi che si verificano pure da noi. Comune con l’Italia è il progressivo e consistente calo numerico dei cattolici e tra di essi il calo di quelli praticanti; di converso si assiste all’incremento di orientamenti atei e laicisti. La Francia ci ha preceduto nell’approvazione della legge sulle unioni omosessuali e su altre questioni “eticamente sensibili”. Inoltre nella primavera prossima i francesi andranno di certo alle urne e già si sa chi sarà il candidato del centro destra, eletto con le primarie: François Fillon, che ha alte probabilità di diventare il nuovo presidente della repubblica (a patto che nel ballottaggio la sinistra converga su di lui in chiave anti Le Pen). Continua a leggere

Laicità

Carlo Baviera

lacNel maggio scorso il giornale francese cattolico La Croix ha pubblicato un’intervista a Papa Francesco sul tema «laicità e religione in ambito pubblico».

Mi interessa riprendere due risposte del Papa che aiutano anche noi ad assumere decisioni consapevoli del nostro essere contemporaneamente cittadini e credenti.

Rispondendo a una domanda sul modello della «laicité» francese, Francesco afferma che «Gli stati devono essere secolari, quelli confessionali finiscono male. Continua a leggere

Laicismo alla francese e laicità all’americana

Mauro Fornaro

chsUn’antica questione si ripropone, oggi a seguito dell’incremento di genti di religione musulmana nelle nostre città: la compatibilità tra credo, pratica e istituzioni religiose da una parte, Stato e istituzioni civili dall’altra parte. Se “libera Chiesa in libero Stato” è il principio guida negli Stati a costituzione liberal e social-democratica, quel principio può essere modulato in forme abbastanza diverse, con rilevanti conseguenze pratiche. Continua a leggere

Al di là della società liquida: nuove e vecchie sfide

Mauro Fornaro

Epoca di crollo delle grandi ideologie politiche, di svuotamento delle chiese, di relativismo quando non di scetticismo su ogni valore ritenuto oggettivo; epoca di ripiegamenti narcisistici, di centratura sul consumo privato e sullo status symbol che dia prestigio: nessun ideale o aspirazione che vada oltre il benessere e il successo individuali. Ecco i tratti essenziali dell’odierna “società liquida”, egregiamente dipinti da Zygmunt Bauman, l’eminente sociologo polacco uscito dalle granitiche certezze dei Paesi del socialismo reale. Continua a leggere

La Francia si veste di nero?

Daniele Borioli (*)

lpLo choc  provocato, agli occhi e al cuore di un democratico, dall’enorme successo riscosso dal Front National al primo turno delle elezioni regionali francesi consiste essenzialmente in questo: mai in un Paese di lunga tradizione democratica, componente primario dell’alleanza che sconfisse il nazismo nella seconda guerra mondiale, al punto dall’avere un posto di diritto nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, socio fondatore dell’Unione Europea, della quale è primario attore economico, demografico e militare, ha espresso un così vasto consenso a una forza di estrema destra, antieuropea, ultranazionalista e apertamente xenofoba. Continua a leggere

Parigi vive ancora

Daniele Borioli (*)

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Tre sono le cose che mi sento di dire a caldo, mentre Parigi vive ancora tra orrore e terrore.

La prima è che l’Isis non solo rappresenta, dalla fine del nazismo ai giorni nostri, la più devastante e pervasiva ideologia di distruzione comparsa sulla scena della storia. Ma soprattutto che essa è in grado di trasformarsi in atto, dandosi nel “Califfato”, che disintegra taluni confini nazionali e punta a una nuova e originale nazione panislamica, facendone la base per una guerra civile permanente portata all’interno del mono occidentale. Continua a leggere