Periferia e visioni periferiche

Angelo Marinoni

Immagine correlata

Una delle dimostrazioni della distanza della classe dirigente dal mondo che dovrebbe saper dirigere è nella difficoltà a prendere coscienza della fine del concetto di periferia: le periferie non esistono più e allo stesso modo non esistono i centri nel senso socio-economico, esistono delle aree che assumono un ruolo guida e i cui confini sono incerti e in continuo movimento. Continua a leggere

Annunci

La buona strada

Angelo Marinoni

Risultati immagini per mazzoncini del rio

A inizio anno è normale domandarsi cosa ci si aspetti, più razionalmente cosa effettivamente sia cambiato rispetto al 31 dicembre dell’anno appena concluso: se non rispetto al 31 dicembre, rispetto all’ultimo trimestre 2017 sicuramente sappiamo che il 2018 inizia con una discreta dote di novità qualcuna buona e qualcuna che potrebbe esserlo, e qualcuna che non lo sarà. Continua a leggere

Ripartenze

Angelo Marinoni

reteferroviaria

In questo inizio estate elettorale possiamo registrare il risultato positivo delle dichiarazioni dell’Assessore regionale ai trasporti Balocco circa l’imminente firma dell’intesa fra Regione Piemonte, Regione Lombardia e RFI che porterà alla riapertura delle linee ferroviarie Casale Monferrato – Vercelli e Casale Monferrato – Mortara entro l’anno 2018. Questo importante risultato è stato ottenuto con la tenacia e la bontà della proposta di Associazione Ferrovie Piemontesi, Casalebenecomune (lista civica), Legambiente Casale Monferrato, Associazione Comuni del Monferrato e la tenacia e la volontà della Sindaca Titti Palazzetti di Casale Monferrato e della lista Casalebenecomune che hanno coordinato buona parte della mobilitazione sul territorio che attraverso singoli e gruppi cittadini, associazioni come FIAB e il mondo scolastico ha risposto in modo straordinario e entusiasta. Continua a leggere

Quel treno che “all’incontrario va”

Dario Fornaro

ferNiente da fare. Come se nulla fosse successo, negli ultimi vent’anni, in tema di infrastrutture e servizi ferroviari, ad Alessandria la politica resta inchiodata alla nostalgia del grande, storico scalo/smistamento, nel segno del dov’era e com’era. E continua a riproporre la negletta opportunità di recuperarlo dal semiabbandono,  per proiettarlo nel business salvifico della moderna logistica, declinata ovviamente alla bella alessandrina.

Sfortunatamente il quadro  della presenza ferroviaria attiva e delle funzioni trasportistiche in atto (merci, passeggeri), è profondamente cambiato sotto il segno impellente dell’ammodernamento tecnico e del risanamento economico-gestionale del colosso FS, ricondotto faticosamente alle logiche societarie. Continua a leggere

E i bambini giocano nel cortile

Angelo Marinoni

bamOgnuno di noi conduce le sue battaglie dentro e fuori i confini del proprio quotidiano, confini diversi quanto a estensione e forma: sono battaglie che non sempre si vincono generando quelle sconfitte o anche solo quegli stalli che rendono il nostro cammino più impervio e faticoso.

Pensiamo però sempre che l’arena sia una sola e che, quindi, siamo tutti gladiatori nello stesso gioco, sotto lo sguardo severo o annoiato di un unico imperatore: il tempo che scorre. Continua a leggere

A proposito di Andria

Angelo Marinoni

fsLa tragedia dell’incidente ferroviario pugliese colpisce e ferisce a fondo tutti i suoi spettatori, volendo rispettare e non parlare del dolore di chi ne è stato vittima diretta o indiretta. Fra gli inorriditi spettatori ferisce in particolare chi nel mondo ferroviario vive per lavoro, per studio e per passione.

Si leggono sulla stampa e si sentono in televisione decine di sciocchezze e si eleggono decine di capri espiatori, si vedono poi sconcerie degradanti come la foto del Delrio in testa a una immagine del disastro e si leggono vomitevoli speculazioni di ordine politico vestite di tecnico, le peggiori. Continua a leggere

Scalo FS. Opportunità o vincolo?

Qui Alessandria  Dario Fornaro

FERTraggo spunto dal recente articolo di Agostino Pietrasanta sullo “smistamento” di Alessandria  (“Appunti”  del 9.1.us.) per “ventilare” la necessità di un  salto di qualità, di una discontinuità, come dire?, sentimentale, nel dibattito che da anni accompagna, tra disappunto e protesta, il lento e apparentemente inesorabile declino del famoso Scalo ferroviario (“il secondo d’Italia dopo Bologna”) che onorava e beneficiava questa città.

Pietrasanta si trattiene ancora  sul disagio e sul nocumento  che  tale “inspiegabile” declino arreca  alle fortune e all’autostima degli alessandrini, ma fa un passo in più: non solo lamenta la progressiva dismissione funzionale dello scalo (riduzione massiccia di attività), ma allude ad un abbandono tout-court di un’area vastissima, incuneata tra la stazione e il rione “Cristo”,  destinata di fatto e largamente a deposito incontrollato – vale a dire passibile di ogni tipo di intrusione, non sconosciuto alle cronache – di materiale rotabile obsoleto. Continua a leggere