Crollo della natalità e crisi dell’Occidente

Il punto Mauro Fornaro

Risultati immagini per denatalità

Massimo Gramellini col suo solito stile che punta a stupire col paradosso, ma a prezzo di non poche superficialità, si interroga nell’articolo di fondo del Corriere della sera, del 31 luglio,  sul vistoso calo della natalità nei Paesi occidentali (meglio dire Paesi europei, il fenomeno negli USA è meno avvertito) e sulle conseguenze per il futuro della civiltà occidentale. La gravità del fenomeno non sarebbe avvertita dai governanti né dalla popolazione, nonostante il fatto che la prosecuzione di questo trend porterebbe a un declino dell’Occidente e dunque a un suo ruolo secondario nella storia dell’umanità. Continua a leggere

Annunci

Prossimo medioevo senza crescita

Domenicale Agostino Pietrasanta

culLe nascite in Italia accusano una contrazione sempre più preoccupante; se nel 2015 sono state 486.000, nel 2016 si sono attestate sulla cifra di 475.000. Inoltre la popolazione complessiva comincia a scendere nonostante la presenza degli stranieri. C’è però un dato anche più inquietante: le previsioni Istat nel 2011, e dunque assai recenti, prevedevano come scenario del tutto pessimistico, un dato annuale mai inferiore alle 500.000 unità di nati fino al 2065 ed invece siamo già ora molto al di sotto. Ribadisco, dato inquietante; e tuttavia non solo come tale, ma perché potrebbe essere segnale negativo su altri versanti. Continua a leggere