Ultimo giro per un “Papa da corsa”?

Dario Fornaro

Detti affettuosamente, sia il giro che la corsa, andiamo ai contenuti di cronaca seria. E’ bastato che  Papa Francesco si mostrasse visibilmente claudicante e poi  tranquillamente in carrozzella da impedito, come tanti normali  anziani in crisi deambulatoria che, sommando queste immagini  ad altre voci di particolari difficoltà ministeriali in atto, qualche bello spirito abbia giocato, d’annuncio e di scoop, vaticinando che il Papa, per ragioni di salute e “altre impegnative” starebbe meditando le dimissioni dall’alto mandato, similmente al suo predecessore e, risalendo la storia, al Celestino malmenato da Dante.

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Rubrica – Ampie Schiarite – 3/22

Carlo Baviera

Pensieri, dichiarazioni e aforismi del periodo attuale che mi sembrano utili e positivi, accompagnandoli con un breve commento

(da una intervista di Agensir a Paola Bignardi, pedagogista, già presidente dell’Azione cattolica italiana, coordinatrice dell’Osservatorio Giovani dell’istituto Giuseppe Toniolo di Studi superiori – 21.12.2021)

Negli ultimi anni in molte diocesi e perfino in alcuni dicasteri vaticani i laici hanno raggiunto ruoli di grande responsabilità. La trova una cosa positiva? Al tempo stesso, è sufficiente per affermare che cresce nella Chiesa il ruolo e la soggettività laicale?

È certamente positivo che ai laici siano riconosciute delle responsabilità in ambito ecclesiale, e purtroppo dobbiamo ancora meravigliarci di questo fatto che dovrebbe essere naturale. Ma alla domanda che mi è stata posta rispondo anche: dipende! Dipende dalle “regole del gioco”. Dipende dalla possibilità che questi laici hanno di portare la loro cultura professionale ed ecclesiale, dalla possibilità o meno di contribuire realmente alla maturazione degli orientamenti ancor prima che delle decisioni.

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La Chiesa e la pace, un complesso percorso di cultura

Editoriale Agostino Pietrasanta

La politica internazionale di Papa Francesco per il 2022 – Il Conservatore

Nel discorso al corpo diplomatico accreditato presso la S. Sede, tenuto lo scorso 10 gennaio, il papa ha ripreso alcuni passaggi dell’enciclica “Fratelli tutti” e ha richiamato gli impegni della comunità internazionale sul perseguimento della pace tra i popoli. Mi corre l’obbligo di una premessa. La Chiesa sposa ormai l’opzione di una pace globale come obiettivo “non negoziabile”; tuttavia, e proprio per questo, mi colpisce e interessa la lettura del passaggio indicato dall’enciclica che richiama, virgolettando, la traduzione italiana della “Pacem in Terris” di papa Giovanni. Cito quella traduzione che, come noto, si riferisce a documento del 1963, “…riesce quasi impossibile pensare che nell’era atomica, la guerra possa essere utilizzata come strumento di giustizia”. Non sembra difficile osservare che, rispetto al testo latino che definisce “alienum a ratione” e cioè irrazionale il ricorso alle armi, esiste un’importante attenuazione del messaggio profetico e assoluto della “Pacem in Terris”. Resta quindi un nodo importante da sciogliere sulla opzione “non negoziabile” della pace da parte del  magistero; almeno nei casi di legittima difesa, sembra che neppure a Francesco appaia possibile una soluzione definitiva e radicale. Quel “quasi” resta quanto mai significativo.

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Fernando Charrier, vescovo della Chiesa di Dio

Agostino Pietrasanta

Fernando Charrier - Wikipedia

Nel 2007, quattordici anni fa, Fernando Charrier, lasciava per raggiunti limiti di età, il sevizio episcopale della Chiesa di Alessandria; sarebbe tornato alla Casa del Padre dopo quattro anni e, in questi giorni si fa suffragio nella ricorrenza decennale. Premetto perché si capisca il taglio di ciò che andrò ricordando, la mia avvertita convinzione di una vicenda purtroppo sottovalutata, sia in diocesi, sia nel contesto della vita religiosa della nazione.

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Gli ultimi giorni di Pompei ?

Dario Fornaro

Bevagna, a Ernesto Galli della Loggia il Premio Nerina Antonini Ponti -  Vivo Umbria

Un recente articolo di E. Galli della Loggia, apparso sul “Corsera” del 29.12. us., ha colpito, non proprio favorevolmente, diversi amici di “Appunti” e stimolato alcuni commenti, tra i quali vado ad inserire il mio.

E’ un articolo “forte” e polemico, a cominciare dal titolo che suona “I grandi temi che la Chiesa ha pensato di non vedere” ove, tra “vedere” e “pensare (praticamente decidere – nota mia) di non vedere”, si insinua subito un inequivoco giudizio di valore: non di errori storici, anche marchiani, si sta parlando, ma di  consapevoli scelte di convenienza operate ai vertici della Chiesa. Questo si propone  al severo giudizio dei lettori.

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Piazze piene chiese vuote e i percorsi contestati di Francesco

Editoriale Agostino Pietrasanta

La preghiera del Papa solo a San Pietro nei giorni della pandemia | Euronews

Da parecchie settimane e con disparati interventi, AP sta valutando la deriva inarrestabile della pratica religiosa e cerca di individuarne la cause e le ragioni in un contesto di scristianizzazione assolutamente inedito nella storia dell’esperienza cristiana, almeno nell’Occidente sedicente civilizzato. C’è una ben chiara consapevolezza che attiene le condizioni non solo di alcune Chiese locali, a cominciare dalla nostra, ma di diffuso fenomeno apparentemente inarrestabile.

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Chiese vuote, la possibile risposta di un Concilio

Domenicale Agostino Pietrasanta

Così i vescovi cinesi al Concilio: capire prima di giudicare

Da tempo vado pensando la necessità o piuttosto l’urgenza di un Concilio Vaticano III; non sono certamente unico né tanto meno originale, ma non trovo numerosa compagnia. Ora, da altrettanto tempo, alcuni amici dello staff di “Appunti”, piccolo gregge, sollecitano l’attenzione dei lettori al deserto pressoché totale, e per quasi tutto l’anno liturgico, in cui sopravvivono le nostre chiese, nonché l’indifferenza di cui soffre la Parola della Chiesa  e il messaggio dell’Evangelo, senza escludere la celebrazione del Sacramento, in un contesto di scristianizzazione neppure scalfito dalla sovraesposizione carismatica di autorevolissimi personaggi a cominciare da papa Francesco fino a alcuni rari vescovi, tipo lo scomparso Carlo Maria Martini o gli ormai dimenticati Michele Pellegrino e Salvatore Pappalardo.

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Chiesa e territorio – Un silenzioso affanno

 Il punto Dario Fornaro

E’ in corso da qualche anno un fenomeno mass-mediatico  –  con annesse implicazioni politiche di varia natura – sul quale si concentrano  attenzioni e interpretazioni diverse, talora opposte.

Si tratta della sovraesposizione della persona e della figura di Papa Francesco al cospetto della pubblica opinione, cattolica e non, continuamente sollecitata da qualsiasi oggetto, notizia o iniziativa che concerna i vertici della Chiesa, tra i quali, eminente, a buon titolo o meno, il pontefice in carica.

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Il grande silenzio

Marco Ciani

bh

Prendo spunto da due articoli apparsi recentemente su Appunti, «“Messalizzanti”: una lunga crisi» di Dario Fornaro del 29/7 e «La Chiesa converta la sua pastorale» di Carlo Baviera del 7/8 per svolgere alcune riflessioni sullo stato della Chiesa e del mondo.

Che le chiese, intese come edifici, siano sempre più vuote e le funzioni liturgiche sempre meno partecipate, per lo più da anziani, non è una novità. Da decenni viene registrata una crescente emorragia di praticanti. Il punto è un altro. La secolarizzazione procede a passo più o meno spedito a seconda dei momenti. Nemmeno si può ridurre la questione al consenso intorno ai papati o alla ricomparsa di epidemie su vasta scala. Continua a leggere

La Chiesa converta la sua pastorale

Carlo Baviera

Cercasi fedeli per celebrare la Messa: il caso di Venezia scuote ...

“Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore” (Vangelo di Matteo). Mi vengono in mente queste parole quando penso alla situazione in cui ci si trova riguardo alla fede e alla religione. Nonostante sia arduo (diciamo impossibile) stabilire il grado di fede e religiosità delle persone, e nonostante il gradimento (anche tra i poco frequentanti) di Papa Francesco, è facile intuire il sempre maggiore “distanziamento” tra predicazione e insegnamenti, e vissuto, conoscenza della Parola, traduzione dei valori e applicazione delle indicazioni morali ed etiche. C’è disorientamento, c’è un cristianesimo fai da te, c’è una libertà di coscienza molte volte confusa con “io la penso così”. Continua a leggere