Lepanto e la tenacia del simbolo

Dario Fornaro

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La commemorazione della Battaglia di Lepanto ( 7 ottobre 1571) tenutasi nei giorni scorsi a Bosco Marengo, in “casa” di Pio V,  con una tavola rotonda ampiamente ripresa dalla “Stampa” (8.10. us.), è stata anche l’occasione, per il giornalista (P.B.) e poi anche per me, di ripescare il volumone di Alessandro Barbero (appunto, “Lepanto – La battaglia dei tre imperi”, denso di 769 pagine, edito da Laterza nel 2010) e verificare il rapporto tra storia “laica” dell’evento e persistenza  del simbolo popolare del conflitto senza quartiere  tra grandi religioni. Continua a leggere

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Urla nel ghetto. Il giorno orribile degli Ebrei di Roma

Domenicale Agostino Pietrasanta

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Tutti gli Italiani, e non solo gli Ebrei, dovrebbero fare memoria, nei prossimi giorni, e più precisamente il 16 ottobre, degli eventi devastanti subiti dalla popolazione ebraica residente a Roma in quella data del 1943 (un sabato, non a caso). Milleduecentocinquantanove (1259) persone, dopo aver versato per la propria salvezza cinquanta KG. d’oro richiesti dai Tedeschi che occupavano la città dal settembre precedente, furono ugualmente razziate nel ghetto sul far del giorno. Il successivo lunedì 18 ottobre dalla Tiburtina con diciotto (18) carri bestiame, milleventitré (1023) di loro furono deportati ad Auschwitz; due perirono durante il trasporto, ottocentoventi (820) furono subito soppressi nelle camere a gas e degli altri duecento (200) circa, solo sedici (16) sopravvissero. Continua a leggere

Ostracismo a “Bella Ciao”

Domenicale Agostino Pietrasanta

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Il fatto in sé non sarebbe neppure da richiamo. A Carmagnola si festeggia la sagra del peperone ed il coro invitato inserisce nel repertorio il canto simbolo della Resistenza, “Bella Ciao”. Il vicesindaco censura la scelta perché certi simboli non sono condivisi e riconosciuti da alcuni membri della Amministrazione comunale e dunque motivo di divisione. Inutile qualsiasi richiamo alle tinte di parte dei protestatari; l’evento resta increscioso, ma soprattutto sembra ridicola e risibile la confusione tra i pareri di alcuni amministratori e la realtà ben più seria della divisione che certi simboli rischiano tuttora. Continua a leggere

Otto settembre, la nazione imperfetta

Domenicale Agostino Pietrasanta

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I nostri lettori conoscono benissimo il dibattito storiografico che oppone, in confronto dialettico, le due interpretazioni del dramma vissuto l’8 settembre 1943 dagli Italiani. Una parla di morte della nazione e fa riferimento alla dissoluzione istituzionale seguita alla firma dell’armistizio di Cassibile fra l’Italia e gli alleati; l’altra ritiene la stessa data come l’inizio di una stagione di riscatto che, grazie alla Resistenza, ha posto le premesse per la formazione di istituti democratici e repubblicani. Continua a leggere

Teresio Olivelli, il martirio della ribellione

Agostino Pietrasanta

toIl quotidiano che si qualifica di ispirazione cattolica, in data 18 giugno scorso, riporta notizia della promulgazione dei decreti per la beatificazione di Teresio Olivelli. Papa Francesco ne ha riconosciuto la qualifica di martire “in odium fidei, in odio alla fede”. In effetti Olivelli fu assassinato nel lager di Hersbruk in Baviera, dopo una lunga permanenza a Flossemburg: non sopravvisse a ripetute e brutali percosse ricevute dalle SS e dai sorveglianti del campo, perché aveva assistito e soccorso un compagno in agonia. Continua a leggere

Ignobile viltà di alcuni senatori

Domenicale Agostino Pietrasanta

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Plinio Cecilio Secondo, più noto come Plinio il Giovane, vissuto tra il primo e il secondo secolo dopo Cristo, scrisse, tra l’altro, un nutrito epistolario, vero capolavoro di osservazioni e giudizi sulla vita, sui costumi e sulle corruzioni di Roma del suo tempo. Le lettere, in totale più di trecento, sono raccolte in dieci libri e risultano di facile e gradevole lettura, molto spesso brevi e concise, altra volta più distese e articolate. Le due più note e celebrate sono, una all’imperatore Traiano sul trattamento severo, ma garantista da risercare ai cristiani, l’altra, inviata a Tacito, sull’eruzione del Vesuvio del 79 D.C. durante la quale era morto lo zio dell’autore, noto come Plinio il Vecchio. Continua a leggere