Il pianto di Gesù su Gerusalemme

Domenicale Agostino Pietrasanta

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Gesù, a testimonianza dell’Evangelo, pianse due volte: una volta davanti al sepolcro di Lazzaro ed un’altra osservando Gerusalemme e preveggendo le sue traversie e distruzioni. Mi è successo, richiamando alla memoria questi due episodi, in modalità pressoché naturale, di accostarli al tono con cui Francesco ha proposto “accorato appello” alla Comunità internazionale di rispettare lo Status quo della città santa “luogo” delle grandi religioni monoteiste. Certo, nulla di nuovo; si tratta della posizione ormai tradizionale della S. Sede, ma il tono del Papa è stato di una tale ed emotiva pregnanza da richiamare la voce del pianto. Continua a leggere

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Senza futuro

Domenicale Agostino Pietrasanta

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Sembrerebbe paradossale: nello stesso giorno che l’ISTAT rileva un’ ulteriore contrazione delle nascite in Italia, arriva la decisione di dimezzare il “bonus bebè”, provvedimento in sé non certo esaltante, ma la scelta resta indicativa di una tradizionale mancanza delle sensibilità istituzionali ad una questione che riguarda il futuro della nazione. Pressoché in contemporanea si legge, con più amarezza che stupore, la notizia  di una cospicua azienda che si propone di licenziare una lavoratrice perché necessità di orari flessibili per badare ad un figlio diversamente abile (attenti alle espressioni!). Continua a leggere

Catastrofe rimossa

Domenicale Agostino Pietrasanta

La questione dei profughi fa notizia, una notizia prevalentemente accompagnata dalla preoccupazione, manifestata dal cittadino europeo di doversi confrontare con il diverso. Non avrei nulla da obiettare perché si tratta di preoccupazione comprensibile, dal momento che siamo obbligati ad assistere ad una mortificante incapacità e confusione dei Paesi occidentali a prendere atto di un fenomeno epocale “indesiderato”, ma inevitabile. Continua a leggere

Spurio accordo contro Francesco

Domenicale Agostino Pietrasanta

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I miei rari, ma attenti lettori, si sono accorti che situazioni, eventi e vicende di oggi, mi richiamano spesso alla memoria esperienze della mia età fanciullesca. Preciserò che, bambino, a cavallo tra gli anni quaranta e cinquanta del secolo scorso, facevo, nel natio paese e come l’80% dei miei coetanei, il chierichetto. Mi capitava così di servir Messa, la domenica, nella Chiesa di una confraternita; si trattava di Messa letta o, come si diceva, “bassa” per distinguerla da Messa cantata, ossia “alta”. Continua a leggere

Meritocrazia, deviazione del merito

Domenicale Agostino Pietrasanta

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Nel suo messaggio ai delegati della settimana sociale, tenutasi a Cagliari dal 26 al 29 ottobre, papa Francesco ha parlato, e giustamente, di una malattia gravissima, la meritocrazia. Ribadisco che si tratta di un’ indicazione non solo condivisibile, ma ampiamente condivisa dalla linea della nostra pubblicazione che del merito fa una questione di significativa rilevanza. La meritocrazia costituisce una vera e propria deviazione perché anziché fare del merito uno strumento di crescita per il bene comune, ne usa surrettiziamente per competizione esclusiva anziché per servizio di solidarietà. Continua a leggere

Il general Cadorna ha scritto alla regina. (Nel centenario di Caporetto)

Domenicale Agostino Pietrasanta

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I fatti sono noti: nella notte sul 24 ottobre 1917 alle 2.00 del mattino, l’esercito austro/tedesco attaccò le linee italiane, nel corso della prima guerra mondiale, e dette inizio alla dodicesima battaglia dell’Isonzo. Altrettanto noto l’esito: la disfatta di Caporetto, bollata con l’epiteto della vergogna, dalla pubblicistica e dalla storiografia. Premesso il mio sincero rispetto per i soldati e la truppa che vi trovarono la morte o le più devastanti ferite e permanenti inabilità, mi pare che le vergogne di allora e di oggi, in rapporto a quell’evento, siano parecchie. Continua a leggere

Urla nel ghetto. Il giorno orribile degli Ebrei di Roma

Domenicale Agostino Pietrasanta

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Tutti gli Italiani, e non solo gli Ebrei, dovrebbero fare memoria, nei prossimi giorni, e più precisamente il 16 ottobre, degli eventi devastanti subiti dalla popolazione ebraica residente a Roma in quella data del 1943 (un sabato, non a caso). Milleduecentocinquantanove (1259) persone, dopo aver versato per la propria salvezza cinquanta KG. d’oro richiesti dai Tedeschi che occupavano la città dal settembre precedente, furono ugualmente razziate nel ghetto sul far del giorno. Il successivo lunedì 18 ottobre dalla Tiburtina con diciotto (18) carri bestiame, milleventitré (1023) di loro furono deportati ad Auschwitz; due perirono durante il trasporto, ottocentoventi (820) furono subito soppressi nelle camere a gas e degli altri duecento (200) circa, solo sedici (16) sopravvissero. Continua a leggere