Uguaglianza

Marco Ciani

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In questi giorni di ristoro dolomitico, tra un’escursione e una lettura al fresco delle montagne natie, mi è capitato di riflettere su un’idea antica quanto attualissima ma, in questo particolare frangente della storia, sostanzialmente espulsa dalle preoccupazioni dell’immaginario collettivo, prima ancora che dal dibattito politico.

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Elogio della Val Borbera

Elvio Bombonato

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Nella mia ricerca dell’Italia che non c’è più o che va scomparendo, non poteva mancare il convinto elogio della Val Borbera e dei suoi abitanti.

A un’ora di auto da Alessandria (prima di Serravalle si prenda l’autostrada uscendo a Vignole: pedaggio 40 cent), oppure utilizzando le efficienti Autolinee Val Borbera linea Cabella-Novi, esiste un paradiso incontaminato: la Val Borbera, col torrente omonimo di 38 km, celebre per le “Strette”: 10 km di gola a picco (una forra pascoliana profonda 100 metri), con anse e meandri, dove si fa il bagno, siccità permettendo. Continua a leggere

Se n’è andata la più grande. Jeanne Moreau scomparsa a 89 anni nella sua Parigi

Nuccio Lodato

«La faccia meravigliosa della Moreau, che come la Garbo esprime talmente
tanto di per sé, per il solo fatto d’esser lì, da dare involontariamente corpo e
peso alle situazioni più vuote»

Alberto Arbasino, Ritratti italiani

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Nella sua sterminata filmografia, però, intendiamoci bene, non abbondano certo le “situazioni più vuote” cui si riferisce lo scrittore vogherese, alludendo esplicitamente alla Notte di Antonioni, film poco amato anche dalla sua protagonista femminile (ci si tornerà).

Pur se figlia del fondatore-proprietario del celebre ristorante “La Cloche d’Or” di Pigalle, a pochi passi dal Moulin Rouge e non distante dall’Opera (tra i frequentatori di allora Kessel, Cocteau, la Piaf con Cerdan), sceglie un’altra strada: recitare. Continua a leggere

Inventario, quasi sorprendente, di una nostra eccellenza Una provincia piena di musica

Nuccio Lodato

Sarà l’ orchestra del teatro Regio di Torino ad inaugurare il Festival Perosiano “Perosi 60”

Se ci guardiamo attorno, effettivamente, alla prima impressione sembrerebbe che non ci sia molto da stare allegri: i nostri capoluoghi territoriali -per non dire dei piccoli centri, che in certe ore della giornata parrebbero spopolati, e in altre mutati in case di riposo a cielo aperto- sembrano demotivati, disillusi, scettici: pare che la gente abbia perso, con le aspettative individuali e collettive, un po’ persino la voglia di stare al mondo e di godersi il dono dell’esistenza. Continua a leggere

Ripensare “geograficamente” un grande pittore del nostro territorio. In giro per il Monferrato sulle orme del Moncalvo

Nuccio Lodato

caccia

Devo a un’indimenticabile cara figura, lo scomparso pittore di fede Bahai Arturo Figini, autonominatosi, dal paesino di cui originario nel Tortonese (vi si mangia una delle migliori… pizze del nord-ovest) “il Momperone” (1905-2002), la scoperta di un altro maggior pittore tra ‘500 e ‘600, Guglielmo Caccia detto il Moncalvo. Continua a leggere

Il fatale 1977: e ora il “libro contro” di Elias Canetti (2) Il Sole, la Morte e il telefono

«E ovunque si dilatava e si spargeva una profonda musica,
che stringeva il cuore. Io sapevo,
pur senza afferrarne un senso e senza comprender nulla,
sapevo una cosa sola, che quella era la morte».

Hugo von Hoffmannsthal, Erlebnis (1892, trad. Claudio Magris)

 

«La cosa peggiore nella morte è la sua concentrazione. Riconduce
tutto a sé: una restrizione. Le religioni non si accontentano di una
simile restrizione. Dietro la strettoia dipingono immani paesaggi.
Com’è allettante!».

«Ti sei forse facilitato la morte opponendole frasi fatte?».

Elias Canetti, Il libro contro la morte (Adelphi 2017)

 

Nuccio Lodato

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Il 3 giugno di quello stesso, estremo ’77 era morto improvvisamente, nella sua ultima casa romana, Roberto Rossellini. Era reduce dalla presidenza della giurìa di Cannes, dove aveva imposto -forse con una forzatura generosa ma impropria – l’assegnazione della Palma a Padre padrone (col successivo Il prato, magari non a caso interpretato dalla figlia Isabella, il film meno felice dei Taviani). Continua a leggere

Il fatale 1977: e ora il “libro contro” di Elias Canetti (1) Il Sole, la Morte e il telefono

«Mia madre si sporse fuori con tutto il busto e
si mise a gridare a voce alta e stridula: “Figlio
mio, tu giochi, giochi e tuo padre è morto. Tuo
padre è morto! Tuo padre è morto!».

«È come se dalla morte improvvisa di mio padre
io fossi rimasto lo stesso. La morte, che si annida
in me da allora, mi ha improntato di sé, e io non
posso sbarazzarmene».

Elias Canetti, La lingua salvata (1977)

«Né il Sole né la Morte si possono guarda fissamente».

François de la Rochefaucauld, Riflessioni o
sentenze e massime morali [citato da R. Rossellini a
chiusa de La presa del potere da parte di Luigi XIV, 1966]

«Giunge inevitabilmente nella vita di ognuno il momento
in cui nella persona che si è diventati si riconosce il
proprio padre».

Stefan Zweig, Il mondo di ieri. Ricordi di un europeo (1942)

 

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Nuccio Lodato

Non è cosa buona  sfruttare testate on line amiche per condividere autobiografie personali. Tento di guardarmene: per noi pensionati ultrasettantenni, la spinta istintiva a volgersi all’indietro nella presunzione illusoria di un potenziale uditorio è troppo insidiosa. Se oggi faccio un’eccezione (non la prima e onestamente, temo, neanche l’ultima…) è per una serie di coincidenze che trascendono le pur evocate vicende individuali. Continua a leggere