Un critico amico di Alessandria, a quattordici anni dalla scomparsa. Lo sguardo polivalente di Alberto Farassino

Nuccio Lodato

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Il mondo della critica cinematografica italiana, che non fruisce di una memoria più lunga di quanto non ne metta purtroppo in luce, più in generale, il nostro paese nel suo insieme, tende un po’ a dimenticarsi, tra mille altre cose, anche dell’importanza del contributo offerto dal “colletivo Cinegramma” tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta. Lo ha descritto bene uno dei suoi quattro antichi componenti, il mio compagno di università Tatti Sanguineti, intervistato da Anna Bandettini per “la Repubblica” il 3 marzo 2004, a un anno esatto dalla scomparsa di Alberto Farassino, in occasione dell’uscita dei suoi postumi Scritti strabici da lui curato Continua a leggere

Ignobile viltà di alcuni senatori

Domenicale Agostino Pietrasanta

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Plinio Cecilio Secondo, più noto come Plinio il Giovane, vissuto tra il primo e il secondo secolo dopo Cristo, scrisse, tra l’altro, un nutrito epistolario, vero capolavoro di osservazioni e giudizi sulla vita, sui costumi e sulle corruzioni di Roma del suo tempo. Le lettere, in totale più di trecento, sono raccolte in dieci libri e risultano di facile e gradevole lettura, molto spesso brevi e concise, altra volta più distese e articolate. Le due più note e celebrate sono, una all’imperatore Traiano sul trattamento severo, ma garantista da risercare ai cristiani, l’altra, inviata a Tacito, sull’eruzione del Vesuvio del 79 D.C. durante la quale era morto lo zio dell’autore, noto come Plinio il Vecchio. Continua a leggere

Multifariam multisque modis…

Gian Piero Armano

par

E’ stato presentato due mesi or sono presso l’Associazione “Cultura e Sviluppo” in Alessandria, un docu-film dal titolo “I ribelli del Roverno” nell’ambito di una serata che invitava a conoscere e a riflettere il tema “Le scelte della Resistenza” che il prof. Bruno Maida ha sviluppato con approfondita chiarezza. L’iniziativa della conferenza e del docu-film era fnalizzata ad allargare il concetto di Resistenza, sedimentato nell’immaginario collettivo che troppo spesso ha identificato la Resistenza con l’azione armata compiuta dalla minoranza dei partigiani in possesso di un’arma o appartenenti a qualche gruppo politico particolare, a scapito della considerazione e della valorizzazione di tutti quegli italiani che parteciparono, in modi diversi ma non meno importanti, alla rivolta morale e politica che fu nel suo insieme l’esperienza resistenziale. Continua a leggere