Popolari di sinistra (nona parte)

Carlo  Baviera

Risultati immagini per buttiglione rocco

pacgAbbiamo visto, nella esposizione precedente (ottava parte), come Punto a capo – in quanto organo del rigenerato Partito Popolare dopo la scissione di Buttiglione – riportasse le notizie e gli approfondimenti necessari alla ripartenza coerente con ideali, programmi, posizioni politiche della storia del cattolicesimo democratico popolare e sociale.

Merita, prima di addentrarsi nel cammino che certifica la collocazione stabile all’interno dell’Ulivo (alleanza riformatrice di centro sinistra guidata da Romano Prodi), riportare una serie di notizie sia sugli incarichi, che sulle iniziative degli anni 1996/1998, anni che vanno dalla vittoria dell’Ulivo alle elezioni politiche, che riportano il centro sinistra alla guida del Paese e fotografano una rinascita di speranza ed entusiasmo riguardo alla capacità del Paese di ritornare ad affrontare positivamente le non poche questioni che lo hanno frenato rispetto ad altre nazioni europee, e arrivano alla preparazione delle elezioni amministrative ed europee, le quali serviranno a verificare il radicamento reale del partito.

Intanto si viene informati che il 1 luglio si è svolto a Torino il 1° Congresso Regionale del PPI; che in precedenza, il 24 febbraio, il Congresso Provinciale aveva eletto come Segretario Giancarlo Cattaneo, mentre il Comitato Provinciale era composta da: Marco Almirante, Renato Balduzzi, Carlo Baviera, Italo Biestri, Franco Brignone, Gianni Casanova, Massimo Castagnello, Giuseppe Cetta, Cesare Chiesa, Mario Compareti, Pietro Damilano,  Paolo Ferrari, Matteo Ferraris, Paolo Filippi, Antonella Fornaro, Fabrizio Fracchia,  Mario Ghione, Giovanni Gotta, Albino Griffero, Andrea Maccario, Alfredo Marenco, Angelo Masoero, Mauro Milano, Ennio Morgavi, Mauro Oglietti, Maria Alice Piccardo, Albino Piovano, Pietro Ruffini, Guido Trespioli, Luciano Vandone; che nella prima riunione il comitato aveva nominato la direzione provinciale composta da: Cesare Chiesa, Paolo Ferrari, Matteo Ferraris, Paolo Filippi, Antonella Fornaro, Fabrizio Fracchia, Giovanni Gotta, Pietro Ruffini, Guido Trespioli, Luciano Vandone; che come vicesegretario si era scelto Paolo Filippi, mentre nella riunione del 17 giugno si erano affidati incarichi esecutivi: dipartimento Enti Locali a Paolo Filippi, la Formazione a Pietro Ruffini, la direzione di Punto a Capo a Carlo Baviera.

Altre notizie comunicano che a fine novembre si sarebbe tenuta a Genova la Conferenza Nazionale Programmatica del Partito (ne accenneremo altrove), che il Congresso Nazionale si sarebbe svolto dal 9 all’11 gennaio 1997 a Roma e che i precongressi regionali si sarebbero dovuti tenere entro il primo dicembre; che del Comitato Regionale del partito facevano parte, in rappresentanza della Provincia di Alessandria, Carlo Baviera, Franco Brignone, Antonella Fornaro, e Guido Trespioli il quale era anche nella Direzione regionale; che i Delegati al 2° Congresso Nazionale del PPI, in rappresentanza della provincia erano 9: Giancarlo Cattaneo, Marco Almirante, Carlo Baviera, Agostino Gatti, Giancarlo Fantacone, Marcello Lesina, Giorgio Pizzorni, Luciano Vandone, Vito Zicardi; che l’on. Giancarlo Lombardi  avrebbe tenuto una conferenza nel novembre 1996 sul tema “Iniziative per lo sviluppo della società italiana”; e che il 3° Congresso Provinciale si sarebbe svolto il 4 luglio 1998 con lo slogan “Essere popolari oggi”.

Fra tutte queste notizie che possiamo definire organizzative e di interesse esclusivamente interno, una spiccava sia per l’effetto anche esterno sia per il peso che assumeva per l’impegno futuro. Il numero 3 del dicembre 1996 si apre con queste parole: Ferraris x PaC 9 (002)Paolo Ferraris ci ha lasciati. Per sempre. Se ne è andato, a 49 anni, il primo lunedì di dicembre, in punta di piedi, quasi avesse timore di disturbare le nostre quotidiane attività. Abbattuto dal mesotelioma. Paolo non solo era un bravo e onesto politico, una persona capace di stabilire rapporti umani profondi, in grado di valorizzare e sostenere l’impegno di tante persone che facevano parte del partito; era anche, e soprattutto, un instancabile lavoratore, un organizzatore efficiente e preciso, un efficace operatore nel progettare e programmare attività, impegni, incontri, proposte politiche, un “fondatore” di iniziative e di cooperative. Con lui, al quale si deve – insieme ad altre cinque o sei persone – la pronta rinascita della presenza popolare sia in provincia che in regione, dopo la vicenda Buttiglione, veniva a mancare una parte significativa della dirigenza del partito, del cuore pulsante di una presenza che era anche credibile per la capacità e onestà dimostrata. Era anche un equilibratore fra le tante istanze e sensibilità all’interno dei popolari, e la sua assenza si sarebbe sentita in più occasioni. Nonostante questa grave “ferita” si intuisce, da quanto si legge su Punto a capo, che gli amici impegnati nell’attività pubblica hanno comunque saputo reagire e dimostrare che le idee, i valori, le proposte programmatiche erano acquisite profondamente e si poteva continuare nell’azione a favore del bene comune anche quando gli amici più bravi se ne erano andati.

Proprio dell’ultima iniziativa e presenza pubblica di Paolo, parla il numero 3 (di dicembre 1996). Lo fa in relazione alla presentazione in un Convegno tenutosi, a Vignale Monferrato il mese precedente, della Proposta di Legge Regionale “per lo sviluppo e la tutela dei territori collinari”, legge che venne approvata dopo la sua morte. Una proposta che andava incontro all’esodo e al calo demografico delle colline, alla riduzione delle attività agricole anche per una prospettiva di reddito basso; una proposta che si proponeva di creare, sia dal punto di vista infrastrutturale che istituzionale, un clima favorevole al ritorno alla vita e al lavoro in aree che rischiavano la marginalità economica e civile. Mentre sul numero 1 (del mese di luglio), di Ferraris era riportata un’intervista in ordine al contributo che avrebbe potuto offrire il PPI per qualificare l’impegno amministrativo e offrire un servizio allo sviluppo della comunità provinciale. Dopo aver rilevato come la Provincia fosse tornata di nuovo competitiva, indicava anche i punti su cui lavorare: concentrarsi sulle infrastrutture, progettualità nei settori strategici, migliorare il funzionamento dell’amministrazione aiutando la collaborazione con i Comuni e coordinandosi con i sette centri zona. “E’ un progetto che si attuerà se tutto l‘Ulivo ne sarà convinto e se il PPI saprà legare il progetto alla rappresentanza della società, di mostrando di essere un partito essenziale per la Provincia”.

I numeri di Punto a capo, nei due anni (‘96/’97) che stiamo prendendo in considerazione, si concentrano sul futuro dei piccoli comuni (Riccardo Triglia che, nella prospettiva di difendere la straordinaria storia delle autonomie locali, invita a superare i campanilismi rafforzando l’esperienza dei Consorzi estendendola all’esercizio delle funzioni amministrative), su temi quali la famiglia e dell’emergenza droga, sulla Legge Finanziaria (di cui tratta in due occasioni l’on. Gianfranco Morgando “Vi sono privilegi sociali e anche conquiste sindacali che devono essere rimesse in discussione prima che siano travolte dalla globalizzazione. Dobbiamo rivedere i livelli di spesa sociale per poter difendere con maggior efficacia i livelli di occupazione” ed elencava le tematiche su cui si concentravano le scelte: un avvio di riforma della scuola, attivazione di misure volte a favorire la famiglia, risorse per favorire la competitività dei settori produttivi, attenzione all’ambiente), sulla moneta comune per l’Europa (riportando le dichiarazioni di Delors “io non parlo mai di moneta unica, ma di unione economica e monetaria; perché c’è anche la politica fiscale, la politica dei redditi, la politica attiva del mercato del lavoro, la ricerca e la tecnologia, l’istruzione e la formazione”).

Si è accennato in altra occasione come, Guido Bodrato, fosse una firma fissa per tutto il periodo esaminato; anche se a volte erano articoli ripresi da <Il Popolo>. E’ bene elencare i suoi interventi per sottolinearne oltre che il contributo autorevole su argomenti importanti di carattere generale, anche il riferimento politico della testata. Inoltre si evince quale fosse il livello e l’ambizione di una testata che desiderava dare la propria testimonianza culturale e di proposta politica in un periodo che, diversamente da altri momenti della vita nazionale, era vissuto positivamente e con speranza e apertura al futuro: merito dell’Ulivo.

Bodrato è presente con “PDS, abbracci e gelosie” (dove analizzando le diverse strategie di D’Alema “strategia socialdemocratica volta alla graduale conquista dell’area moderata” e quella di Occhetto “apparentemente più aperta ma nella sostanza viziata da una più pericolosa tentazione di egemonia. I cattolici democratici dovrebbero dissolversi nel nuovo partito democratico dell’Ulivo che si costituirebbe – ed in questa logica è decisivo il riferimento all’uninominale maggioritario e al presidenzialismo -attorno alla Quercia”) “Tra crisi e nuove sfide” (la sinistra ha abbandonato le antiche certezze, ed appare impegnata – nella sua componente riformista – in una battaglia di <emendamenti> al modello liberista) “La politica e l’etica” e “Ceto medio in allarme”; quattro articoli nel solo primo numero! Ritroviamo la sua firma sul numero 2 del 1997 “Corporazioni e mercato” (i contadini sono orfani della DC?.. in passato i contadini italiani si sentivano rappresentati da oltre 50 parlamentari della Coldiretti, e oggi i loro trattori  marciano su Roma e bloccano le strade e gli aeroporti per far sentire la voce dell’agricoltura. Sarà stata sbagliata la riforma agraria  e sarà sbagliata anche la gestione delle quote latte, ma resta il fatto che una svolta come quella imposta dalla politica europea  e dalla mondializzazione, richiede un luogo di confronto, un tavolo attorno al quale sedersi e discutere) e “Una colonia dell’Euro?” (la realizzazione della moneta unica  comporta un’ulteriore riduzione della sovranità nazionale, senza che a questo fatto corrisponda ancora  la costruzione di un nuovo ordinamento politico europeo. Cresce il potere del mercato e dei soggetti che lo dominano, a spese della politica. E questo squilibrio ha conseguenze che dobbiamo proporci di risolvere). Come si può notare, sono nodi largamente irrisolti e a cui il bipolarismo così come applicato nella realtà della penisola non è stato in grado di rispondere adeguatamente; né lo hanno fatto, se non in parte, le numerose riforme dettate dalle Istituzioni finanziarie. E tutti i punti toccati restano attualissimi!

Un altro contributo importante è da segnalare tra quelli che compaiono: è il bell’intervento del Presidente dei Popolari, Giovanni Bianchi. Le sue riflessioni si ricollegano all’intervento del card. Martini per la solennità di S. Ambrogio: “il discorso di quest’anno è stato forse il più forte e il più amaro [..] L’affermazione per cui i cosiddetti conservatori e i cosiddetti progressisti tendono a convergere silenziosamente con il risultato che le differenze tra le grandi visioni della vita e le conseguenti tendenze della politica consistono” nel considerare l’individuo come soggetto di libero e non sindacabile espletamento di comportamenti etici “è di quelle che lasciano il segno” perché certifica e sanziona quello che è definito pensiero unico. “Altrettanto forte  è il richiamo ai cattolici” a cui non possono bastare alcune difese di diritti specifici e di valori particolari, se queste non sono collocate in un orizzonte più complessivo di promozione di tutti i cittadini. “Il problema è quello di una risposta altra e alta alla crisi che si qualifichi per spessore morale e culturale … con l’avvertenza che non basta spolverare qualche scaffale e cambiare qualche ninnolo per dire di avere fatto le pulizie generali”. Un messaggio molto chiaro, direi!

 (fine nona parte)

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...