Dell’amministrazione e della politica

Angelo Marinoni

Risultati immagini per ferrovie

Mi è capitato più volte di scrivere sulle ragioni dell’attualità di pensare la Sinistra e la Destra come linee di pensiero eclettiche e divergenti contestando grossolane approssimazione che vogliono superata questa distinzione. I motivi che hanno spinto molte persone e anche alcuni capi politici a dichiarare superata la distinzione non risiedono nell’azione politica, ma nell’agire amministrativo, e, in effetti, una visione oggettiva di molte scelte di giunte di Sinistra e di Destra variamente sfumate possono seminare il dubbio anche in terreni aridi a queste approssimazioni.

Indipendentemente dal naufragio nel “Mar dei Smargiassi” in cui alcuni capi politici nazionali irresponsabili stanno cercando di trasformare la campagna elettorale per le imminenti elezioni del 4 marzo diventa interessante analizzare il fenomeno della compenetrazione Destra-Sinistra nell’azione amministrativa.

Una analisi parte da dei dati e quindi da due enti che possono fare da esempio: amministrati da compagini avversarie fra loro, con elementi sufficienti per una valutazione complessivamente positiva del loro operato e non coinvolti nella imminente competizione elettorale ovvero la Regione Piemonte, amministrata dal centrosinistra e la Regione Liguria, amministrata dal centrodestra.

Ci si aspetterebbe, stante le Weltanschauung consuete, che l’amministrazione tendente a sinistra provveda a gestire i servizi “in house”, ovvero attraverso enti e aziende giuridicamente legate alla Pubblica Amministrazione, mentre l’amministrazione tendente a destra provveda a gestire i servizi attraverso imprese private in competizione tra loro.

Nel nord-ovest italiano non sta andando in questo modo e la gestione dell’anomalia italiana ha due approcci completamente inediti rispetto alle consuete categorie politiche.

Una facile approssimazione ci porterebbe a descrivere il modus operandi piemontese come una liberalizzazione finalizzata all’efficientamento del sistema indispensabile perché divenga anche efficace e il modus operandi ligure come un affido diretto a soggetti pubblici in grado di mediare fra le esigenze del recupero d’efficienza e le istanze territoriali e principalmente interne ai soggetti pubblici stessi.

Si tratta di una approssimazione che non rende giustizia a un processo politico propedeutico a quello amministrativo molto significativo e istruttivo sull’evoluzione dell’approccio che la Sinistra e la Destra stanno maturando nell’iter di governo.

L’ambito amministrativo cui intendo fare riferimento per esemplificare è la gestione del sistema trasporti delle due regioni; come noto la riforma del titolo V della Costituzione alla fine degli anni Novanta del secolo scorso ha portato alla gestione diretta delle regioni delle ferrovie che insistono principalmente sul loro territorio con una suddivisione della rete, peraltro, non sempre felice. Allo stesso modo le Regioni sono diventate il referente principale, se non gestore unico con il migliorabile sistema di governance piemontese, anche dei sistemi di trasporto urbano e suburbano.

La Regione Liguria ha approcciato alla gestione del suo sistema ferroviario senza ricorrere al mondo delle impese, ma indirizzandosi e trattando direttamente con l’impresa definita nazionale, una definizione impropria perché se è vero che la totalità delle azioni dell’impresa ferroviaria “nazionale” è del gruppo le cui azioni sono del Ministero del Tesoro è altrettanto vero che l’impresa ferroviaria “nazionale”  è una compagnia di diritto privato che opera come tale, quindi che non ha il servizio pubblico come core business, ma il profitto.

In questo modo la Regione Liguria ha accontentato le istanze interne, principalmente sindacali, dei lavoratori del settore, di fatto nazionalizzando la gestione del sistema ferroviario, ma ha contemporaneamente rispettato quel principio tipicamente liberista per il quale un sistema diventa efficace se è anche un sistema efficiente e un sistema diventa efficiente se è guidato dalla logica del profitto.

La Regione Piemonte ha invece scelto un percorso molto più lungo e complesso, basandosi, però, sul principio liberale della competizione.

È stata fatta una analisi molto precisa del territorio e delle sue complessità, analisi che ha dovuto tenere conto di un grave dissesto economico e di un sistema di servizi deficitario e inefficace e dopo aver iniziato un percorso virtuoso e complesso la Regione ha maturato la convinzione che una efficace, e non solo efficiente, gestione del variegato e complesso sistema ferroviario piemontese potesse arrivare anche, ma non solo, dal sistema delle imprese.

È stata, quindi, operata una scelta di massimizzazione dell’efficacia dell’offerta al pubblico, cercando di ampliare e servire anche dove non vi è ritorno economico, ma servendosi dello strumento imprenditoriale. La linea guida è stata quella del servizio pubblico, ma si è ritenuto opportuno per poterlo garantire rivolgersi al sistema competitivo.

Entrambe le regioni stanno ottenendo buoni risultati quanto alla programmazione del servizio che si consoliderà ed entrambe stanno operando con un non diffuso nel panorama amministrativo italiano senso di responsabilità, con una prospettiva che supera il mandato elettorale, i cui tempi in contesti così complessi sono troppo limitati.

Il fenomeno velocemente descritto, infine, evidenzia in prima istanza due principali insegnamenti: il primo per il quale le linee di pensiero della Sinistra e della Destra restano attuali e in linea generale non ne risultano traditi e compenetrati i principi, tanto che l’approccio ai temi sociali può evolversi e maturare liberandosi di certe briglie emozionali e il secondo per il quale se si vuol dare alle amministrazione locali poteri di gestione del territorio che esercitati hanno effetti ben superiori alla dimensione locale sia nel tempo che nello spazio  occorre una classe politica con gli strumenti intellettuali, economici, giuridici e temporali idonei.

L’insegnamento principale, però, è che non è superata la distinzione fra Destra e Sinistra, ma è superata l’applicazione di queste categorie all’approccio di temi espressamente tecnici, come quelli che caratterizzano la pianificazione e la gestione di alcuni servizi essenziali come il sistema trasporti.

Approcciare a temi tecnici con consulenti e forma mentis tecnica non comporta, come dimostrato, uno snaturamento dell’agire politico, ma una matura evoluzione dell’agire amministrativo che sarà in grado di coniugare l’efficienza economico-amministrativa con l’erogazione di un servizio efficace alla cittadinanza.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...