La testimonianza rimossa

Domenicale Agostino Pietrasanta

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Succede che i nodi vengano al pettine. Così anche il presidente della Repubblica ha ritenuto di farne pubblica denuncia e ha definito incivili ed inaccettabili le aggressioni fatte agli insegnanti e al personale della scuola, anche all’interno dei locali scolastici. Cito le parole di Mattarella “…quando i genitori si permettono un atteggiamento di contrapposizione alla scuola vanno contro l’interesse dei propri figli, perchè solo la collaborazione, il dialogo, lo scambio di opinioni tra famiglia e scuola consentono a ciascun ragazzo e ragazza di esprimersi con pienezza”

Ovviamente sono parole condivisibili perché si vive con la spiacevole impressione di un fenomeno inquietante. Un allievo riporta una valutazione insufficiente; invece di chiedere al docente la correzione degli errori ed un aiuto ad evitarli, gli va a sbattere letteralmente sul naso il foglio della verifica. Un alunno viene rimproverato per la scarsa attenzione e forse il disturbo indotto nel gruppo classe; il padre va a scuola e schiaffeggia il professore. Una bambina della scuola primaria risponde maleducatamente alla maestra e viene (giustamente!) richiamata; la mamma aggredisce verbalmente e per le vie di fatto la responsabile del richiamo e la manda al pronto soccorso. Un insegnante (maschile) invita un suo allievo ad uscire dall’aula nel periodo dell’intervallo, come da regolamento d’istituto; i familiari entrano nei locali scolastici, minacciano e picchiano senza scrupolo tanto da mandare il docente al pronto soccorso. E la litania continuerebbe, tanto che ormai riesce difficile sostenere che si tratta di episodi; siamo in presenza di un fenomeno generalizzato anche se (si spera) posto in essere da una minoranza: in ogni caso una minoranza assolutamente cospicua.

A fronte di tale constatazione ci poniamo una domanda cui si fanno seguire due osservazioni. Intanto la domanda: non sarebbe ora che l’amministrazione scolastica, il Ministero in prima battuta, ponesse mano ad un minimo di chiarezza? Che cosa sta succedendo? Ci sono degli ispettori ministeriali; perché non si fanno presenti per controlli adeguati sull’atmosfera che si respira nelle scuole, tanto più che rende molto perplessi il fatto che siano alcuni docenti offesi e letteralmente aggrediti, ad essere sottoposti a procedimento disciplinare. Come vanno le cose sul piano delle competenze disciplinari? come possono reggere dei dirigenti scolastici che sostengono o per titolarità o per reggenza anche tre o più istituti? come si vivono adeguate solidarietà all’interno del mondo della scuola? dove sono degenerate le testimonianze educative, ma anche di prestigio del mondo scolastico? Alle corte! Calma, gesso e adeguati chiarimenti di fronte ad un’atmosfera inquietante e ad una condizione evidentemente fragile.

Le due osservazioni. In fondo l’aggressione è un fenomeno che contraddistingue anche i comportamenti di chi dovrebbe essere in cima alla testimonianza. La propaganda (eufemismo) politica è classico “caso in fronte”. Il cittadino che assiste agli insulti più inverecondi da parte dei suoi delegati alla salvaguardia delle istituzioni e alla costruzione della città dell’uomo col “bene comune” finisce per imitare; ed i giovani seguono gli adulti.

C’è però un aspetto più devastante.Assistiamo, pressochè impotenti, agli esiti infausti della “civiltà dei consumi”; il successo del subito e tutto nega la formazione alla fatica attraverso la realizzazione del merito di tutti e di ciascuno.Si vuole tutto facile e si ritorna alla pratica del privilegio. Si dice, senza pudore che anche il lavoro si trova sempre più grazie alle conoscenze (io le chiamerei raccomandazioni) e con la responsabilità di tutti ci siamo omologati all’andazzo. Guai a perdere e se si ha torto, l’arroganza si rende pronta a giustificare tutto. Volevamo l’uguaglianza contro il merito individuale e ci siamo ridotti al privilegio in un contesto di disuguaglianze vergognose. E gli ultimi (gli insegnanti li abbiamo resi tali!) pagano per tutti.

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One thought on “La testimonianza rimossa

  1. Le realistiche osservazioni di Pietrasanta confermano le insufficienze organizzative del sistema scolastico, l’indifferenza ministeriale (e politica in generale) rispetto alla condizione di marginalità in cui è consegnata la docenza, e, mi permetto di aggiungere, l’ irresponsabilità di troppi genitori. Manca poco alle elezioni e il tema della scuola e’ stato praticamente ignorato da tutti…che tristezza…
    Roberto Cresta

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