L a Sentenza definitiva della Corte di Cassazione sulla vicenda di Viola e dei suoi genitori

Elvio Bombonato

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La Sentenza del 14 febbraio scorso che stabilisce l’adottabilità di Viola (nome fittizio di Silvana Mossano) la bimba di Mirabello sottratta ai genitori a soli 35 giorni dalla nascita, chiudendo la vicenda dopo otto anni dall’evento scatenante,  rivelatosi infondato, va rispettata e nel contempo, a mio avviso, discussa.  L’etichetta  disgustosa di genitori-nonni, creata dai giornali nel 2010, fingendo di essere neutrale, in realtà fu una prefigurazione di giudizio, volta a indirizzare l’opinione pubblica.

Appunti Alessandrini pubblicò il 15/3/17 un acuto articolo sdegnato “L’ombra di Sparta” di Angelo Marinoni, che esaminava  il tema della genitorialità, da me commentato in calce.

L’ANSA scrive che la Cassazione, in questa Sentenza del 14 febbraio 2018 (capovolgendo la richiesta del proprio PG Francesca Ceriani che aveva chiesto la restituzione della bimba ai genitori legittimi poco più di un mese fa), ha ritenuto i genitori incapaci di comprendere quali siano i bisogni emotivo affettivi e pratici” della bambina: il padre risulta “totalmente dipendente” dai desideri della moglie “chiusa in un processo narcisistico”.

Confermata pertanto la sentenza emessa dalla Corte di appello di Torino nel 2017 nel processo di secondo grado-bis.  Sulla nevrosi  narcisistica è necessaria cautela: si tratta di una categoria discussa e non condivisa dai teorici della psicoanalisi. Lo stesso Freud che la teorizzò,  attribuendola  a uno spostamento della libido, che si contrappone al transfert, poi la abbandonò. Su di essa incombe fortissimo il pericolo della proiezione. Poiché siamo tutti narcisi , accade  di frequente  che quando etichettiamo il narcisismo ad altri, in realtà espelliamo da noi e localizziamo nell’altro una qualità che rifiutiamo di riconoscere in noi. E’ la forma primaria di autodifesa dalla paura, da situazioni spiacevoli , dalla sofferenza. Agisce ovviamente  in concomitanza anche la coazione a ripetere.

E’ evidente che per la bimba ( la quale adesso ha 8 anni e frequenta la II elementare non si sa dove), sia meglio restare coi genitori affidatari e quindi adottivi. I genitori veri non potranno mai vederla e neppure sapere dove sia. Che essi siano prostrati da una feroce vicenda Kafkiana durata quasi 8 anni, è inevitabile. Non sappiamo cosa sia stato raccontato a Viola ; e soprattutto non possiamo prevedere cosa accadrà quando Viola a 18/20 anni verrà informata della vicenda. Perché ci sono i giornali, e tutti conoscono la tragedia, e qualcuno inevitabilmente glielo dirà. Mi ricorda i casi dei figli dei desaparecidos in Argentina, adottati neonati dai carnefici dei genitori; sono centinaia, adesso adulti, sconvolti. Comunque una tragedia così può capitare a chiunque. I genitori biologici sono benestanti e benvoluti a Mirabello: lei bibliotecaria comunale, lui giornalista in pensione e già consigliere comunale, amico del compianto sindaco Demartini, democristiano benemerito (come il grande sindaco di Casale Riccardo Coppo), il quale si oppose alla Daneco, per difendere il Comune dalla progettata discarica di amianto.

Vicende siffatte che coinvolgono minori, addirittura neonati, devono essere risolte in sei mesi, non in 8 anni, lo scrive oggi su La Stampa Alessandria con forza anche Silvana Mossano, giornalista casalese, la maggiore esperta del caso, che ha seguito fin dall’inizio. L’articolo è pacato,quasi referenziale, ma si avverte il dolore di fondo, per una vicenda assurda, nata da un’inezia infondata, e trasformata in una tragedia indegna di un paese civile.

Stupefacente, nel suo involontario cinismo, la motivazione di questa terza Sentenza della Cassazione (che peraltro contraddice se stessa rispetto alle due sue Sentenze precedenti): i genitori biologici sono stati consumati goccia a goccia per 8 anni, senza poter vedere la propria figlia, non sapendo neppure dove fosse e con chi. Alla fine del percorso, o più propriamente del massacro, viene loro detto: poiché siete psichicamente inidonei, non possiamo restituirvela, anche se ne avreste diritto. A ben vedere, se si sottraessero i figli a tutti i genitori presumibilmente inidonei, a cominciare da coloro che hanno divorziato (anch’io), dove metteremmo tutti questi bambini/ragazzi? La Corte Europea dei Diritti dei Minori ha più volte ammonito l’Italia: per togliere un figlio ai genitori devono essere accaduti reati gravissimi di violenze o di abbandono; non basta una anche fondata incapacità genitoriale.

Sono contrario da sempre alle gravidanze ottenute con un metodo non naturale. Però la legge le consente. Non solo ma, come stabilì il 3/6/2016  la Sentenza di Revocazione della Cassazione,“la vicenda è percorsa da un refrain, l’età dei genitori”ma “la legge italiana non pone limiti anagrafici a chi intende procreare”,“è terrificante lo scenario di uno Stato che si arroghi il potere di autorizzare a procreare solo entro una certa fascia di età”.  Quale sarebbe  questa età: 42 anni, 46, 48, 50 e mezzo (il paradosso greco dell’acervo).? La procreazione è un fatto privato, su cui nessuno può avere l’arroganza di entrare, specie se abbia ricevuto il dono di avere figli secondo la natura. E i vip che concepiscono da anziani, e vanno pure in TV a vantarsi? E i minori che perdono i genitori e vengono allevati dai nonni? Meglio i nonni della casa- famiglia. Gesù oggi dovrebbe essere dato in adozione? Colpirne uno per educarne 100 era lo slogan delle BR, giustamente stigmatizzato da Nanni Moretti nel film “La seconda volta” 1995.

A Mirabello da tempo corre la voce, impossibile da verificare, per cui potrebbe essere infondata, che l’attuale famiglia affidataria, quella che ora ha ottenuto l’adozione dalla Cassazione, sia una famiglia potentissima di Torino, con gli agganci giusti. Del resto tutta la vicenda è stata seguita da un avvocato da essa nominato. Scrissi a tale proposito: “C’è del marcio in Danimarca?”, rilevando come in Italia,  più volte rimproverata dall’UE anche per questo motivo, l’azione della Magistratutra Minorile sia avvolta da una cortina impenetrabile. Il bambino viene portato via ai genitori (anche nei casi di reati gravissimi in cui sia inevitabile farlo), i quali non ne sapranno più nulla, neppure quando finalmente si svolgerà il processo.

Ribadisco che una vicenda così può capitare a tutti: non lasciate i vostri figli soli in macchina nemmeno per pagare il ticket del parcheggio; potrebbero portarveli via e non saprete mai che fine abbiano fatto: non gli zingari, la Magistratura, la stessa che in altre città decreta l’adozione a coppie gay, a single ecc.

APPENDICE

Riassumo brevemente la vicenda,  riferendomi al mio saggio del 31/7/16 “Corte di Cassazione: la nuova sentenza per Revocazione”, uscito  su Appunti Alessandrini  il 31/7/2016.

– Il 28/8/10 una vicina di casa, in lite coi genitori, telefona ai carabinieri per avvertirli che dentro l’auto parcheggiata nel proprio cortile e due metri dell’ingresso c’è un neonata che piange. Il padre, poiché la neonata dormiva, era stato assente dai 4 ai 7 minuti per scaldarle il biberon.
– La bimba, di 35 giorni, viene tolta ai genitori, e affidata a una casa- famiglia.
– Il Tribunale dei minori di Torino, dopo un anno, decreta l’adottabilità della bimba, perché lasciata dai genitori in stato di abbandono.
– La corte d’Appello di Torino, dopo un altro anno, conferma l’adottabilità, che è irreversibile, e con crudeltà disumana, vieta ai genitori di vedere la bambina, come era fin’allora accaduto, 2 volte la settimana in presenza di un’assistente sociale, Da allora non l’hanno più vista, né saputo dove fosse finita.
– Il 13/6/13 il Tribunale di Casale assolve i genitori, con formula piena, per non aver commesso il reato di abbandono.
– L’8/11/13 la Corte di Cassazione, presieduta dall’83 enne Corrado Carnevale, giudice più discusso d’Italia,  emette la sentenza definitiva di adottabilità.
– 3/6/16  La stessa Corte di Cassazione 2 pronuncia la sentenza di Revocabilità (evento rarissimo che la Cassazione dia torto a se stessa) perché la sentenza precedente non aveva tenuto conto del giudizio del Tribunale di Casale di assoluzione sull’evento che aveva provocato l’iter giudiziario, e denunciando con forza il pregiudizio sull’età dei genitori, sottolineando che in Italia nessuna legge pone limiti anagrafici per chi intenda procreare, ordinando il rinvio al Tribunale di Torino per una nuova sentenza che tenga conto di quanto da essa affermato , per cui l’adottabilità è una misura estrema da attuare solo in caso di genitori indegni.
Finalmente si celebra il processo d’Appello bis, nel dicembre2016 con un’altra Corte giudicante: Il tutore della bimba, che adesso ha quasi 7 anni, durante i quali è stata sballottata tra case- famiglia e famiglie affidatarie, sostiene (un paradosso pirandelliano) che essendo passati 4 anni, senza che abbia potuto incontrarli, la bimba non potrà essere restituita ai genitori naturali, mentre il P.M. stesso aveva chiesto di restituirla, ovviamente con una procedura graduale assistita, che i coniugi di Mirabello hanno subito accettato. L’incredibile sentenza, contraddicendo la sentenza di Revocazione della Cassazione, conferma l’adottabilità, si presume da parte della famiglia che l’ha in affido da qualche tempo. Qualcuno sospetta un complotto inconfessabile: in effetti ,visto l’atteggiamento persecutorio, di cui sono state vittime innocenti i genitori legittimi, potrebbe anche aver ragione.
Alcuni  giudici sembrano permalosi; proprio a Torino pochi giorni fa sono arrivati gli ispettori del Ministero per chiarire la vicenda della bambina di 12 anni stuprata, per il cui processo, elementare, non sono bastati 20 anni ed è quindi caduto in prescrizione.
– 14/2/2018  Sentenza definitiva della Cassazione che decreta l’adottabilità di Viola, per cui i genitori legittimi non potranno più vederla  (peraltro non l’hanno più vista da sei anni) e neppure sapere dove e con chi sia finita.

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2 thoughts on “L a Sentenza definitiva della Corte di Cassazione sulla vicenda di Viola e dei suoi genitori

  1. Elvio Bombonato: dall’ultimo articolo di Silvana Mossano, giornalista di Casale, la massima esperta della vicenda Eternit, che ha seguito fin dall’inizio il massacro dei genitori di Mirabello, traggo due considerazioni capitali. I giudici della Corte di Appello di Torino bis (la cui decisione di adottabilità di Viola è stata confermata due giorni fa dalla Cassazione ter, contraddicendo la sentenza precedente di Revocazione della Cassazione 2), si sono basati sull’unica perizia effettuata 8 anni fa sui coniugi, dichiarata nulla dalla Cassazione 2. In altre parole, dopo quasi 8 anni, i magistrati non hanno disposto un’altra perizia. Non ho parole per commentare le responsabilità di questo sfacelo. Seconda considerazione: Viola è stata sballottata per 6 anni tra case famiglia e famiglie adottive (dichiarazione dell’avv. Boscagli, difensore dei coniugi), per cui la presunta motivazione di assicurarle la stabilità nella nuova famiglia affidataria e adesso adottiva, appare infondata. Ricordo che, in base alla Legge, l’adozione è irreversibile: i genitori legittimi non solo non potranno mai più vedere la propria bambina, ma neppure sapere dove sia finita e con chi. Magari tra breve una compagna di scuola, II elementare, avendo orecchiato i genitori, le dirà: “Ma tu non sei figlia di quelli che ti portano e ti vengono a prendere”. Chissà cosa le è stato detto e cosa le diranno, povera Viola.

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    18 FEBBRAIO 2018 ALLE 16:32 RISPONDI
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  2. Hai seguito con encomiabili competenza e passione le interminabili vicende di questa surreale e purtroppo perduta battaglia: tu, e prima di te Silvana de “La Stampa”, oltre alla splendida avvocatessa. Certo, in uno stato di diritto le sentenze si rispettano ma possono essere discusse eccome, si spera. Nei vent’anni dietro la scrivania scolastica ho purtroppo dovuto toccare con mano in più di un’occasione come spesso la giustizia nei confronti dei minori e dell’infanzia si muova coi piedi di piombo solo quanto a tempistica. Personalmente riterrei -e lo penso anche per l’altra recente sentenza milanese definitiva sulla coppia dei vetrioleggiatori folli per strada- che la genitorialità biologica dovrebbe, in linea generale, essere intangibile e irreversibile nella quasi totalità dei casi. Sempre che almeno si finga di credere nella virtualità recuperante della detenzione (troppo generosamente dispensata e diffusa da noi, specie in via preventiva: altro che “butta ,la chiave”!

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