Larghe intese senza obiettivo

Domenicale Agostino Pietrasanta

Risultati immagini per renzi berlusconi

Salvo imprevisti ed imprevedibili scenari, al netto della fiducia nei sondaggi preelettorali, il voto del prossimo 4 marzo, eleggerà un Parlamento senza la prospettiva di una qualsiasi maggioranza e dunque senza la possibilità di assicurare un governo al Paese. Certo non mancano le indicazioni, a mio avviso del tutto fantasiose, per una soluzione di larghe intese; un autorevole quotidiano nazionale esprime un’idea, ritenuta remota, di un accordo PD, Forza Italia, Noi con l’Italia e Leu. Con tutta evidenza, considerato il contesto della proposta, sembrerebbe non crederci neppure chi la pone in lettera; al solo pensare Renzi, assieme a D’Alema c’è da rimanere basiti; Renzi con Berlusconi, passi, ma con D’Alema sarebbe miracoloso. Tra l’altro sia Belusconi, sia Renzi lanciano segnali, espliciti il primo, criptici il secondo, per un ritorno alle urne, magari con proroghe a Gentiloni e con la stessa legge elettorale in vigore. E l’ingovernabilità diventerebbe stabile.

Ad ogni modo facciamo finta di credere alla ipotesi delle “larghissime intese”. E subito ne segue domanda: con quale progetto?

Primo e prioritario, abbassare il carico fiscale. Tutti lo vogliono, ognuno propone il tutto ed il contrario, ad ogni ora si cambia proposta. Nessuno si accorda con se stesso, immaginate un po’ in un consesso variegato e litigioso come quello costituito da forze tra loro sempre in tanto contrasto da negarsi persino e spesso, legittimazione reciproca. E non è tutto e neanche il peggio; nessuno propone le realtive coperture, quasi sempre calcolate in parecchie decine o centinaia di miliardi.

Secondo, ma non meno proclamato: abolire la “Fornero” o almeno assicurare una pensione minima di mille euro a testa; anche qui nessuna indicazione credibile di copertura. Tutto questo mentre il debito pubblico, nonostante ripetute assicurazioni, non deflette; un leggero miglioramento del rapporto PIL/debito, non scalfisce il problema. Al massimo si può ammettere che la situazione viene posta sotto controllo; ma dell’autore (Padoan) nessuno parla. A volte il silenzio è oro per le “inutili vittorie” elettorali.

Terzo, la questione immigrati; lasciamo stare l’intemperanza razzista di chi identifica immigrazione/criminalità. Resta il fatto che tutti, al netto delle dichiarazioni, corrono a gara per la palma dei “respingimenti”. Se non mancano posizioni prudenziali, il più convincente è quello che corre di più. Nessuno pone consapevolezza del fatto che siamo a fronte di una situazione strutturale di migrazioni epocali e di lungo periodo che devono essere governate da un’identità culturale e istituzionale che si chiama Europa. E cosa ne pensano i componenti delle succitate grandi intese, anche se si liberano della presenza ingombrante di un Salvini, nemico dichiarato dell’Unione? Ormai, in parecchi hanno abbandonato le “iracondie” antieuropeiste, ma in quanto a progetto positivo di interventi, neppure l’ombra.

Quarto e soprattutto. Nessuno si preoccupa della crescita del Paese e delle conseguenze di un suo invecchiamento. In Europa stiamo tutti male, ma in Italia stiamo molto peggio. E qui non sono mancati sulla nostra pubblicazione, i rilievi di chi si preoccupa della formazione e della scuola. Aggiungerei che manca una prospettiva di intervento capace di creare professionalità autonome anche perché c’è un vuoto di ricerca scientifica di appoggio. Gli Istituti universitari sono, al riguardo latitanti, ma soprattutto non esiste una comunicazione tra la ricerca e la formazione che pesa, più ancora che la scarsa politica sulla famiglia e sulle sue risorse. Stiamo consumando e non stiamo producendo con equilibrato rapporto e raccordo perché o non c’è formazione o respingiamo le capacità fuori del Paese. Non mi dilungo; sulla questione del merito e della promozione di competenze, ne ho più volte detto; purtroppo nella stessa base del Paese manca una sensibilità adeguata e la classe dirigente è del tutto inadatta a dare risposte. E non parlo solo di dirigenza politica: l’appiattimento e l’omologazione sono generali e nessuna élite sembra rendersene convinta. E così, sulle soglie della tornata elettorale, tutto diventa inestricabile.

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3 thoughts on “Larghe intese senza obiettivo

  1. L’assenza di progettualità e’ purtroppo evidente in generale, e non solo rispetto all’eventualita’ di intese più o meno larghe, in questa non-campagna elettorale. Mi permetto di aggiungere che intravedo una ulteriore complicazione dovuta alla attuale (pessima) legge elettorale. I sondaggi indicano per i vari partiti/movimenti percentuali di consenso probabilmente attendibili e comunque circoscritti in piccole variazioni, mentre gli scostamenti rispetto alla attribuzioni dei seggi sono molto più ampi. Segno che gli esiti definitivi del voto possono essere imprevedibili, ovvero può verificarsi qualsiasi stravagante combinazione…di governo (!!!).
    Roberto Cresta

  2. Concordo con tutte le pacate e ferme considerazioni di Agostino. Mi chiedo da qualche tempo: come abbiamo fatto ad arrivare a questo punto? Sarà un punto di non-ritorno?

  3. Non voglio assolvere nessuno, per carità: ai “politici” possono essere addebitate tutte le colpe di questo mondo, ma non quella di non rappresentare l’elettorato italiano proprio com’è… Forse sta giungendo il momento in cui, prima che sui partiti e sulle istituzioni, le domande di fondo dobbiamo cominciare a porcele proprio riguardo al chi è? com’è? cosa pensa? cosa vuole? cosa fa? l’elettorato italiano, cioè noi stessi.
    Per quasi mezzo secolo di almeno apparenti vacche grasse, dal dopoguerra a Tangentopoli, era un segno distintivo sbattersene della politica, andando a votare turandosi il naso (minoritaria non era tanto l’opposizione ufficiale, congelata dal “fattore K” di roncheyana memoria,, quanto gli appassionati alla Cosa Civica e alla Politica, di qualunque orientamento personale fossero…La DC, ripensata oggi, era un rassemblement di Titani, ça va sans dire! ). Poi è cominciata la festa del vivere vistosamente al di sopra delle proprie possibilità -anche chi scrive, sia chiaro- facendo nello stesso tempo il tifo per il Pool che dava la caccia ai massimi esponenti e teorizzatori della tendenza. Allora tutti, appena si sono sentiti punti nel portafoglio, hanno cominciato a” interessarsi di politica”. Scritte inneggianti alla forca sui muri, il leghista Leoni Orsenigo (nomen bi-omen!) col cappio in parlamento (e intanto Belsito era al lavoro, con e per la famiglia Bossi…). Le “soluzioni” sono state: Polo della Libertà al Nord + Polo del “Buon governo” [l’hanno chiamato davvero così!] al Sud nel ’94; poi a tutto Silvio pigliatutto e tutti due volte; infine Grillo 2013 (e con tutta verosimiglianza -e tutto quanto visto e sentito- pare si vada a un bis al grido “Di Maio premier”!!).
    Non preoccupiamoci troppo: siamo… superiori a queste cose. Il “Rosatellum” [ma ci rendiamo conto?] è orrendo e continua a espropriare chi voterà della sua libera scelta delle persone, ma ha almeno un merito: ci consentirà di dire con la scheda esattamente come la pensiamo, non qual è il meno peggio, e di contarci al riguardo. E non preoccupiamoci troppo della “governabilità” per favore, su cui “la stampa d’opinione” (ma quale opinione??) sta facendoci una testa grossa così, più ancora dell’elementare disvelamento delle balle/promesse multimiliardarie sui “programmi”. Belgio Spagna Germania hanno dimostrato che non ci si muore sopra, e non possedevano neppure il Genio Italico.
    Insomma, tutto quanto hai scritto è sacrosanto, caro Agostino, intendiamoci: ma…

    P.S. Forse dovremmo pensare a risolvere decidendoci a incoraggiare raggruppamenti tendenzialmente più vasti in “capacità attrattiva” -si dice così, no?- in grado cioè di puntare tranquilli alla maggioranza assoluta in tutti i sondaggi e poi nelle urne:
    1) PEFM (Partito Evasori Fiscali Motivati), oltre il 40% garantito;
    2) PARF (Partito Automobilisti Renitenti Filosmog): meglio ancora, realistico pensare a un buon 90% multipartisan!
    Prova del 9: provate a presentare una lista con primo punto programmatico l’interdire alle auto i centri storici in tutte le città, senza se senza ma, potenziando mezzi pubblici: 0,4% sicuro come l’oro!

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