Maggio tra sacro e profano

Carlo Baviera

napSiamo al termine del mese di maggio e una serie di date e ricorrenze ci danno il senso che la vita si trascorre, se così si può dire mantenendosi ad un livello di leggerezza, tra sacro e profano.

Per i credenti maggio è dedicato alla Madonna, al Rosario; e perciò proteso alla preghiera e alla contemplazione.

Per altro verso, il mese inizia con la festa dei Lavoratori. Una Festa operaia, sindacale, nella percezione di molti; ma che è festa di tutte le espressioni del lavoro umano (creativo, intellettuale, manifatturiero, artistico, imprenditoriale). Che fu, un tempo, Festa celebrata e rispettata molto anche dagli artigiani (barbieri, falegnami, calzolai, …); mi ricordo un bell’articolo apparso decenni fa su Avvenire  (o era L’Italia? Autore Gigi De Fabiani) che narrava il Primo Maggio del papà artigiano: un pieno godersi la festa, guai prendere in mano uno strumento di lavoro. Quando si dice festa di tutte le espressioni lavorative, c’è poi da inserire anche il <lavoro contemplativo> come definito da Dossetti nell’elencazione dei vari tipi di lavoro.

******************

Poi abbiamo il ricordo della morte di Napoleone (5 maggio), il quale esportò a nome della rivoluzione i principi della democrazia: pur attraverso guerre, distruzioni, assoggettamenti. E quei principi li calpestò facendosi proclamare Imperatore. Più profano di chi fu “due volte nella polvere, due volte sull’altar” non ci potrebbe essere, anche se pare si fosse convertito in fin di vita.

Nella seconda domenica del mese, siamo poi chiamati a celebrare la Festa della mamma. Festa ormai commerciale oltre che profana; ma le mamme non sono qualcosa di sacro per ognuno di noi?

********************

Si passa rapidamente al 9 maggio: Festa dell’Europa (la Dichiarazione Schuman). Anche in questo caso c’è una miscela di laico e profano in questa celebrazione, la quale assume allo stesso tempo un rilievo quasi sacro per l’obiettivo che è proposto ai nostri popoli; obiettivo di valori, di relazioni, di dialogo, di casa comune. Sono sacre la pace e la collaborazione reciproca che stavano alla base degli auspici dei Padri Fondatori.

Mentre, sempre il 9 maggio, ci riporta con crudezza agli omicidi, assassinii, barbari sacrifici, di Aldo Moro e di Peppino Impastato. Profani sotto ogni punto di vista i fatti, il tragico epilogo. Sacre le persone, le loro idee, le loro opere, il loro impegno; diverso, anche opposto se vogliamo, forse in contrasto, ma comune nel cercare il bene del Paese, nel lavorare per la verità e la giustizia. Sacro il martirio, di cui non si sentiva la necessità, e che ha bloccato o fatto arretrare lo sviluppo della coscienza civile nazionale.

********************

Giungiamo così nei giorni centrali del mese e nella seconda parte con una serie di alternanza tra sacro e profano. Il 13 maggio si celebra la Beata Maria Vergine di Fatima (giorno della prima apparizione. Il 2017 è il centenario!); mentre il 22 maggio in molte parti della Penisola la fa da padrona la festività di Santa Rita da Cascia, la santa degli impossibili con numerosi fedeli.

Però il 23 di questo mese siamo richiamati al deferente ricordo della strage di Capaci in cui vennero assassinati Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, e la scorta. Anche in questo caso gli eventi brutali ci riportano alla dura realtà profana; ma le figure e la dignità dell’impegno di chi ha perso la vita sottolineano anche un aspetto sacro, da rispettare e da avvicinare con rispetto e pudore.

Si passa così al giorno 24: Festa di Maria Ausiliatrice. Una giornata sacra per il mondo salesiano soprattutto. In questo stesso giorno si intreccia, però, l’anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia (Il Piave mormorava
calmo e placido al passaggio dei primi fanti, il ventiquattro maggio: l’Esercito marciava per raggiungere la frontiera, ….. ). Lo confesso, sono fra coloro che ritengono fosse opportuno l’atteggiamento iniziale di molti (Giolitti, la Chiesa e il mondo cattolico, buona parte dei socialisti) che si dichiararono neutralisti. Prendo altresì atto, anche se la cosa sul piano dei valori non mi soddisfa, che nel 1915 anche i cattolici, nonostante la posizione del Papa contro il conflitto, mutarono atteggiamento e vollero dimostrare che si ritenevano patrioti e cittadini dello Stato unitario al pari degli altri. Fu quello, dicono sempre gli storici, l’evento in cui si ricuciva la frattura civile e sociale che aveva diviso gli italiani da Porta Pia in avanti. La Conciliazione tra Stato Italiano e Stato vaticano, come sappiamo, ritardò di una quindicina di anni. Classifico, nonostante la positiva ricucitura tra italiani, l’entrata in guerra tra le cose profane; pur nel sacro rispetto per i tanti caduti, innocenti e usati anche allora dal potere come sacrificio per interessi non popolari. Non sto qui a citare don Milani con il suo “L’obbedienza non è più una virtù”.

Saltiamo al giorno successivo e incontriamo (25 maggio) la ricorrenza della elezione alla Presidenza della Repubblica di Oscar Luigi Scalfaro. Fu eletto per l’accelerazione impressa ai Grandi Elettori, che non riuscivano a decidere, a seguito della strage di Capaci. Pannella lo suggerì come personalità garante del ruolo del Parlamento, pur essendone politicamente e culturalmente distante. Esempio di saggezza fra appartenenze diverse. Scalfaro ebbe il duro compito di pilotare con equilibrio e fermezza il lungo periodo di mani pulite, il passaggio delicato tra la cosiddetta prima e seconda Repubblica (ma la storia repubblicana e democratica non è una e solo una ?), e di tenere il timone diritto rispetto alle forzature che le nuove visioni politiche cercavano di imporre tentando di forzare prassi delicate e consolidate. Il presidente della “par condicio”. Un Presidente che ha insistito sulla difesa dei principi costituzionali e sul ruolo dell’Assemblea Parlamentare in quanto rappresentativa dei cittadini e equilibratrice dei poteri del Governo. Cosa c’è di più sacro della Costituzione e delle Istituzioni? Cosa c’è di più laico (e profano) della Costituzione e delle Istituzioni?

******************

Se volessimo spaziare per un solo momento nel settore sportivo, e sorvolando su altre  imprese avvenute durante il mese di maggio, mi piace ricordare che maggio si apre (4 del mese) con la tragedia di Superga (il Grande Torino schiantatosi nell’incidente aereo) che ha privato il calcio di una formazione formidabile: sacro e profano si fondono nella celebrazione e nel ricordo di quei giovani, divenuti immortali.

E si chiude, sempre maggio, con la tragedia dell’Heysel (29.05.1985), dove persero la vita 39 tifosi (di cui 32 italiani). Una vittoria amara e triste della Coppa dei Campioni per la Juventus dei Platini, Scirea, Boniek, Cabrini, P. Rossi accompagnata dall’insensatezza e dalla ferocia degli hooligans. Una carneficina che ha colpito il calcio continentale e offuscato una festa dello sport quale deve essere la finale di una competizione continentale: sacro e profano che si intrecciano beffardamente anche in questo caso.

*******************

Siamo al termine di questa insolita carrellata. Quasi una processione di date e avvenimenti. Come le tante Processioni che si svolgono per chiudere in modo festevole il  mese dedicato a Maria Madre del Redentore.

Una processione profana anche quella delle notizie di nuove stragi e attentati: In Thailandia sono stati 56 i feriti di una doppia esplosione verificatasi, il 9 maggio, nei pressi di un supermarket nella zona centrale della città di Pattani, nel sud del Paese, area dove agiscono forze ribelli islamiste.

A Manchester, 22 maggio 2017, è finito nel sangue il concerto di Ariana Grande a seguito di una potente esplosione avvenuta nel foyer dell’arena dove si esibiva causando almeno 22 morti, – tra cui anche bambini – 59 feriti e 12 dispersi.

Il 25 maggio l’ex premier greco Loukas Papademos, il suo autista e un agente della sicurezza sono stati feriti nell’automobile del politico nel centro di Atene dall’esplosione di un pacco bomba.

Sono state 35 le vittime a seguito dell’attacco al bus su cui viaggiavano cristiani copti compiuto da un commando di 10 uomini a Minya, nel sud dell’Egitto, il 26 maggio.

Sacro e profano si rincorrono e si assemblano per trentun giorni. Il messaggio che ne traggo è semplice, quasi ovvio: essere attenti ad entrambe le cose (gli aspetti sacri e quelli profani). Perché la vita è composta da eventi che contengono entrambi gli aspetti, ugualmente importanti per non sconfinare nell’integralismo né nell’indifferentismo privo di qualsiasi valore; ma anche utili per il futuro dell’Italia e dell’Europa che non ha bisogna solo di rigido materialismo, né di solo devozionismo o fughe in avanti ideali e teoriche, ma di determinazione, coraggio, profezia, spiritualità ed equilibrio.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...