Di necessità virtù

Qui Alessandria  Dario Fornaro

porDove non arrivò il comune buon senso, civico e amministrativo, sembrano riuscirci il vecchio (ormai) dissesto di bilancio e la conseguente, pluriennale cura cavallina di incremento delle entrate e, nel nostro caso, di controllo della spesa.

L’oggetto del contendere era relativamente modesto, ma  eroica fu la lunga resistenza: le nostre strade del centro urbano  vanno a porfido e se il traffico le rovina vistosamente, pazienza, meglio un nobile lastrico smozzicato che un plebeo manto d’asfalto. Ogni tanto, quando il degrado diventava clamoroso, si rifaceva a fondo, col dovuto strepito, questa o quella strada: sempre a porfido, custa l’on ca custa.

Contenere, alleggerire il traffico veicolare urbano – così scarsamente compatibile, non è difficile a capirsi, con la costosa pavimentazione a porfido – manco a parlarne: meglio insidiare un nido di calabroni che dare ipotetica ombra ai commerci. E così per lunghi anni di città-groviera (specie se ti facevi “imbolognare” un porfido di sospetta fattura). Strade rotte? Ci metteremo le fioriere a risarcimento dei cittadini!

Poi venne, a metà dello scorso anno, il cospicuo rifacimento, con rotatoria, del vecchio incrocio semaforizzato Spalti-Cavalcavia, del quale via Savona costituisce l’uscita per il centro cittadino. Per quest’arteria in Comune si è scelto, per l’urgenza di concludere i lavori, di sbaraccare  il fondo a porfido, malandato e rappezzato di suo, con un decoroso manto d’asfalto. Qualche flebile protesta, ma tutto è filato liscio e soddisfacente: il dado era tratto.

Non a caso in pari tempo si annunciava il rifacimento del ben più ampio e simbolico Viale della Repubblica (o della Stazione, o dei Giardini): rimozione del porfido, di quel che resta, e stesura del tappeto d’asfalto. Che consentirà tra l’altro di realizzare e mantenere, al viale multiparcheggio, quella segnaletica orizzontale che tanto precaria risulta sul porfido.

I lavori sono testé iniziati; obiezioni ancora esigue; il “nuovo corso” sembra accettato: porfido sì, ma solo dove luogo, usi e costi lo consentano, a ragion veduta e non a sentimento.  E’ stato del resto il vicesindaco ad annotare, opportunamente, che il rifacimento a porfido del viale avrebbe comportato costi esorbitanti rispetto alle risorse disponibili, col che l’alternativa sarebbe stata di non farne niente e tenerci il fondo scassato chissà fino a quando.

Ovviamente non si tratta di celebrare la rivincita di un materiale sull’altro, ma di impiegarli secondo logica economico-tecnica e risultati attesi come da consolidata esperienza. I puri gusti personali, sia pure di “primo cittadino, non dovrebbero costituire elemento decisivo. Come di fatto avvenne una decina d’anni addietro allorché il necessario rifacimento della via maestra, ben congruamente avrebbe potuto comportare l’uso di un buon porfido e invece fu affidato a lastroni color pastello, innervati da inserti nerastri. Effetto complessivo, a futura memoria: cavoli a merenda in Corso Roma.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...