Perché difendere i Testimoni di Geova

Domenicale Agostino Pietrasanta

geLa corte suprema della Federazione russa, su istanza del ministero della Giustizia ha dichiarato fuori legge i Testimoni di Geova. In applicazione di una legge incomprensibile, usata per una vera e propria attività persecutoria, ha stabilito la possibilità dell’arresto e della condanna per gli aderenti di suddetta confessione religiosa, se sorpresi in qualsivoglia attività di proselitismo e propaganda, in considerazione (afferma la sentenza) del loro estremismo.

Premetto che personalmente non condivido né le proposte del gruppo religioso, né il loro metodo di diffusione. La posizione di condanna di ogni altra fede, sempre incapace di salvezza e la radicalità del loro proselitismo intollerante mi infastidiscono. Tuttavia il dissenso legittimo su un contenuto ed un metodo non significa approvazione di un intervento normativo che degenera fino al punto di trattare per legge positiva, gli aderenti ad una religione come quella di cui stiamo trattando, alla stregua di bande violente e pericolose. Spiace che la stampa nazionale abbia riservato scarsa o nessuna attenzione alla notizia che, per parte mia, ritengo tra le più inquietanti di questi giorni.

Anche per questo ritengo di proporre quattro buone ragioni a difesa della confessione religiosa discriminata. La prima ragione sta proprio nella scelta e nella prassi della tolleranza, secondo il principio che il dissenso non mi esime da fare il possibile per la libertà delle opzioni altrui e delle relative conseguenze.

Accanto a questa prima motivazione ne vedo almeno altre tre. Intanto “I Testimoni di Geova”, per quanto radicali nella loro proposta, non solo non hanno mai espresso opinioni o attività di violenza, ma se mai hanno subito la violenza altrui: talora nei loro diritti, ma spesso nella loro stessa vita. Proprio perché non accettano l’uso della forza armata sono morti nei Lager e nei Gulag. Paragonarli alle bande violente dei nostri giorni è almeno pregiudiziale e illecito strumentale.

Solo i totalitarismi pretendono di fondare i diritti di opinione e di vita sulla norma positiva; si tratta di diritti prioritari che la legge può solo organizzare, non sottoporli ad una coercezione persecutoria. Certi, interventi, lo storia lo conferma drammaticamente, si sa dove cominciano, non dove vanno a parare e purtroppo degenerare.

Infine se fosse vero ciò che qualcuno ipotizza che il motivo dell’intervento non attiene la sfera religiosa, ma quella politica perchè ci sarebbe da rimarcare l’influenza della Chiesa ortodossa sul Cremlino, la cosa mi lascerebbe anche più inquieto, sia pure nella speranza decisa che la presunzione non sia vera. Sarebbe grave che una confessione tanto autorevole quanto prestigiosa come l’Ortodossia, si assumesse una responsabilità in contrasto con la scelta ecumenica cui le Chiese Cristiane si appellano ed alla cui realizzazione stanno faticosamente lavorando. E poco importa il fatto che il gruppo religioso così ingiustamenhte perseguito, di ecuminismo non ne voglia sapere.

Tanto basti per esprimere, in questa congiuntura, la mia difesa e la mia solidarietà ai Testimoni di Geova.

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One thought on “Perché difendere i Testimoni di Geova

  1. Caro Agostino, concordo con la tua affermazione; tutti i testimoni di Geova che ho conosciuto, alcuni di striscio, altri, miei allievi a scuola, più profondamente, sono non violenti, non usano neppure l’aggressione verbale. Una delle miei allieve memorabili alle magistrali, Manuela C.,anche per il professor Giudice, era testimone di Geova, avrebbe voluto convertirmi, inossidabile. Convinta di dover dire sempre la verità, non aveva paura di niente e di nessuno. Era “la più piccola” di una classe forte, con la sua spiccata personalità, senza volerlo, la teneva in pugno. Studiosa, eccellente in tutte le materie, moralista coerente, come un puritano del Seicento, prima di tutto con se stessa. E’ diventata una splendida maestra elementare, vincendo il concorso al primo colpo, e senza far mistero di appartenere a quella setta religiosa ( statunitense, non dimentichiamolo, i cui finanziamenti sono sempre apparsi sospetti, come pure le espulsioni interne, e l’obbligo di sposarsi con un testimone, non proprio il massimo della libertà personale, tuttavia accettato dai condizionati militanti), pur non aderendo allo Stato Italiano (i testimoni non riconoscono l’autorità politica , e a ben pensarci non hanno tutti i torti, anche se il loro rifiuto è aproristico; cercano di conviverci; non vanno a votare, tuttavia accettano un impiego statale) da maestra aveva a cuore prima di tutto l’apprendimento dei suoi piccoli allievi, l’idea di volerli indottrinare, il che, dato il suo indubbio carisma, le sarebbe stato facile, non le passava neppure per la mente: penso ad alcune (oggi poche) maestre cattoliche intolleranti nelle viscere, senza sapere di esserlo, e penso: mille volte meglio lei, ma si tratta di una persona fuori del comune, aldilà della scelta religiosa.
    I testimoni di Geova sono probailmente intolleranti al loro interno, data la rigidità delle regole a cui si sottopongono, e la convinzione assurda dell’obbligo dell’interpretazione letterale della Bibbia, che non è assolutamente un’opera monolitica, anzi: plurlististica, onnicomprensiva (basti pensare alla diversa taratura culturale di Paolo rispetto a un qualsiasi apostolo), parola di Dio (per me forse), ma figlia della propria epoca e degli avvenimenti storici, da cui proviene. E questo dato inconfutabile non ne diminuisce il fascino, anzi lo accresce, a dismisura nei libri apocalittici, anche il Vangelo di Giovanni lo è, anche il Cristo di Matteo (penso al film di Pasolini) lo è talvolta.
    Vanno difesi, perché sono sempre stati indifesi, profeti no, ma disarmati sì.

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