Danneggiati dal televisore spento

Domenicale Agostino Pietrasanta

tvPapa Francesco, si sa, fa notizia e fanno notizia, e talora benefico scalpore, le sue uscite e le sue esternazioni. Non può quindi stupire più di tanto se in parecchi hanno raccolto una sua provocazione: siamo in Quaresima, spengiamo il televisore dieci minuti al giorno. In sostanza un momento di quiete e forse una tappa penitenziale. Sta di fatto che anche quei fedeli praticanti che ancora si confessano (molto rari secondo i sondaggi) se dovessero sentirsi assegnare una simile penitenza ne resterebbero colpiti. Molto più che il mandato di tre pater/ave/gloria.

I media però non l’hanno passata come una possibilità penitenziale; hanno piuttosto rimarcato e presumo a ragione che se si sentono meno urla, se si ascoltano meno banalità, se si subiscono meno bombardamenti mediatici, si ragiona di più. Ribadisco che non ci sarebbe nulla da eccepire.

Forse bisognerebbe anche pensare che un momento di ripresa della propria autonomia personale va a tutto vantaggio della salute soprattutto psichica, ma anche coronarica.

Ora però mi permetterei di fare poche osservazioni circa i soggetti che ne sarebbero particolarmente avvantaggiati. Certamente i partiti politici; i quali ne fanno di tanti e disparati colori, da stufare anche i più resistenti. Le varie e colorite vicissitudini passerebbero con molta meno enfasi, se tacesse la televisione; in soldoni, se tutto si conosce in tempi reali, le “malefatte” dei politici danneggiano irrimediabilmente i loro autori. Ci pensino; anche se papa Francesco non fa riferimento e tanto meno pensa a loro possibili vantaggi, ascoltino il suo consiglio, invitino i loro seguaci più incalliti a spegnere il televisore. Sarà loro indiscutibile vantaggio. Prendete il centro/sinistra: si divide, si insulta, si frantuma, si contorce: non fa un bel vedere. A televisione spenta ci sarebbero meno problemi. Prendete Grillo, l’uomo del vaffa: sono sicuro che prima o poi stuferà. Per carità, in molti si divertono e ne consegue anche consenso, ma non certo la possibilità di governare. Prendete il centro/destra: o boccheggia o lascia spazio ad un cannonegiamento (per ora solo mediatico) contro gli immigrati ed è inutile contrapporre che contro i processi storici non si va. Tuttavia quando la gran parte dei cittadini comincerà a capire, il ricordo di certe sparate, di certe urla alla Salvini saranno di danno. A televisione spenta non si noterebbe la banalità di certa ricerca di un consenso strappato all’emozione ed alla paura dello spettatore.

Vedete i vantaggi? Io spengerei anche di più di dieci minuti, ovviamente non sarei capace di rinunciare al “Commissario Montalbano”. Solo per semplificare e tentare di essere capito.

Possibile, mi chiedo, che lo spengimento non danneggi nessuno? Certo che danneggia! danneggia il partito dell’astensione. Il fatto è ben comprensibile: ci saranno parecchi cittadini che non ascoltando ciò che pensano (?), ciò che promettono e ciò che fanno o non fanno i politici, ci saranno parecchi cittadini, dicevo, che ritorneranno a votare.

Annunci

One thought on “Danneggiati dal televisore spento

  1. Stavolta Agostino ti sei divertito, come mi sono divertito io a leggerti. Tutto il tuo articolo è un paradosso: nel senso che si legge la premessa autorevole e condivisibile, se sia giusto spengere (raffinato toscanismo arcaico, come padule per palude: metatesi) il televisore (ben più dei 10 minuti proposti dall'”astuto” papa Francesco) per rilassarsi, prendere un momento le distanze dall’ urlare, nei programmi anche di intrattenimento o peggio dalla voce suadente (che ricorda quella fuori campo del cinema americano degli anni di John Ford e James Stewart) dei messaggi pubblicitari, che al solito promettono una cosa sola, la felicità, e l’unicità, che si raggiunge col possesso dell’oggetto reclamizzato.
    Ebbene non è questo lo scopo di Agostino. Il pezzo sui partiti (?) politici che litigano al loro interno è esilarante: sinistra, grillo, destra, litigando mostrano il loro lato peggiore (ammesso che ce ne sia uno migliore, qualche decennio fa, forse: parlo dell’effetto complessivo, non dei singoli. Anche se i fratelli d’Italia che si dicono cattolici mi lasciano esterrefatto. Ma come, il cattolicesimo non si fonda soprattutto sul Vangelo, che racconta la vita di Cristo sulla terra? Ditemi una sola frase della Meloni che sia in accordo con esso).,
    Se smettessero, non di litigare, è impossibile, ma di mostrare in pubblico il modo e i contenuti dei loro litigi, quale sarebbe il risultato? Ecco l’aprosdàketon, l’effetto sorpresa. Diminuirebbe, afferma perentorio Agostino, l’astensionismo,
    Splendido,
    Un aforisma degno di Guicciardini o di Montaigne, ma anche del Leopardi dei Pensieri o di Saba di Scorciatoie e Raccontini o del Primo libro delle favole di Gadda, tralasciando Oscar Wilde o Karl Kraus.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...