L’ombra di Sparta

Angelo Marinoni

genParlare di genitorialità è difficile, a maggior ragione se non si è genitori, ciò non ostante esiste un comune senso del giudizio e dovrebbe esistere un comune senso del pudore che consente a noi cittadini di esprimere un’opinione e al magistrato di emettere una sentenza.

La vicenda della coppia di Mirabello Monferrato ormai nota a tutti e della quale, quindi, evito una ripetizione della cronologia degli eventi, è uno degli episodi più indegni che mi ricordi: la sensazione che mi rimane al suo epilogo è un profondo senso di vuoto, un pesante senso di amarezza verso una sommatoria di dolori che non so immaginare, ma il cui eco è spaventevole all’intuizione.

Il peggiore incubo di un genitore è la scomparsa di un figlio, come i peggiori incubi dei bambini (e non solo)  sono legati alla separazione dai genitori o alla rottura di quell’innato patto di fiducia che si instaura naturalmente nell’equilibrio famigliare, fatti salvi gli statistici deragliamenti.

Con quale coraggio si riesca a firmare un provvedimento che impone la rottura di quel patto non lo so, ma immagino che ci siano circostanze, i deragliamenti citati, in cui sia necessario e bisogna essere felici che esistano persone sufficientemente sagge e autorevoli per applicare il loro giudizio in una materia cosi’ delicata.

Dobbiamo pero’ essere terrorizzati dal fatto che una vicenda giudiziaria le cui origini sono quantomeno discutibili duri il tempo necessario alla leggera decisione di rendere definitiva una separazione dei genitori dalla loro bambina che non si era rivelata corretta nella sua forzosa esecuzione.

Alla coppia è stata sottratta la figlia di 35 giorni sulla base di una accusa che sette anni dopo si è rivelata infondata, ma essendo passati sette anni è stato deciso che la separazione debba considerarsi irrevocabile per non turbare la crescita della bimba che sicuramente verrebbe traumatizzata venendo a sapere quello che le è capitato.

Agghiacciante.

Alla coppia, avanti con l’età, è stato subito affibbiato l’irriverente, squallido, offensivo e becero nomignolo di genitori-nonni iniziando un processo con una sentenza.

E’ stato giudicato senza riguardo un gesto d’amore talmente generoso da essere incosciente.

Con quale autorità sentenziamo circa l’età giusta che deve avere una madre?

Sulla base di quale diritto una comunità, attraverso le sue istituzioni, sottrae il figlio naturale di 35 giorni a una coppia di persone perbene?

La coppia vive in un paese dove molti bambini chiedono l’elemosina o sono costretti al furto senza che la pubblica autorità metta gli organi competenti nelle condizioni di intervenire e sottrarre quelle giovani vite al degrado e allo sfruttamento.

La coppia vive in un paese dove molti bambini vivono nelle strade di quartieri dove molti adulti avrebbero paura ad andare.

La coppia vive in un paese dove le adozioni sono difficili e le caratteristiche per ottenere gli affidi sono decise sulla base di criteri non sempre condivisibili e comunque non paritari.

Cosa può pensare questa coppia della sua comunità, del suo paese?

Esistono strumenti efficaci e istituzioni sociali composte da persone qualificate in grado di assistere una genitorialità complessa come quella che, forse, sarebbe stata quella della coppia monferrina, esistono tante strade che potevano essere percorse prima di sottrarre una bambina di 35 giorni ai suoi genitori naturali, ne esistono talmente tante che non ne è stata percorsa nessuna?

E’ un paese che mi spaventa quello che risolve la distruzione scientifica, oserei dire spartana, di un rapporto genitoriale con un neologismo becero che sposta i parametri del razzismo dal colore della pelle o dalla religione all’età.

Sicuramente i genitori adottivi della bambina saranno meravigliosi e forse il risultato principale, quello della felicità della bimba sarà raggiunto, ma un profondo senso di tristezza mi pervade nel rileggere le fasi di questa vicenda: forse perché non sono padre e probabilmente non lo sarò mai e non so immaginare cosa proverei se una paternità orma insperata divenisse realtà e all’improvviso e repentinamente mi venisse negata perché reo di essere, nel frattempo, invecchiato.

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2 thoughts on “L’ombra di Sparta

  1. La cortina di silenzio che circonda l’operato della nostra Magistratura quando agisce sui minori, è stata più volte rimproverata all’Italia dall’UE. Sul caso dei “ genitori- nonni “ di Mirabello, l’etichetta disgustosa, creata dai giornali nel 2010, fingendo di essere neutrale, in realtà è una prefigurazione di giudizio, per indirizzare l’opinione pubblica.
    Riassumo in breve la vicenda, riferendomi al mio articolo del 31/7/16 “Corte di Cassazione: la nuova sentenza per Revocazione”, uscito sui Città Futura, Appunti Alessandrini, Blog di Lava, Alessandria News:
    – Il 28/8/10 una vicina di casa, in lite coi genitori, telefona ai carabinieri per avvertirli che dentro l’auto parcheggiata nel proprio cortile e due metri dell’ingresso c’è un neonata che piange. Il padre, poiché la neonata dormiva, era stato assente dai 4 ai 7 minuti per scaldarle il biberon.
    – La bimba, di 35 giorni, viene tolta ai genitori, e affidata a una casa- famiglia.
    – Il tribunale dei minori di Torino, dopo un anno, decreta l’adottabilità della bimba, perché lasciata dai genitori in stato di abbandono.
    – La corte d’Appello di Torino, dopo un altro anno, conferma l’adottabilità, che è irreversibile, e con crudeltà disumana, vieta ai genitori di vedere la bambina, come era fin’allora accaduto, 2 volte la settimana in presenza di un’assistente sociale, Da allora non l’hanno più vista, né saputo dove fosse finita.
    – Il 13/6/13 il Tribunale di Casale assolve i genitori, con formula piena, per non aver commesso il reato di abbandono.
    – L’8/11/13 la Corte di Cassazione, presieduta dall’83 enne Corrado Carnevale, il giudice più discusso d’Italia per aver annullato 500 condanne a mafiosi, Banda della Magliana, Brigate Rosse, sospeso per 6 anni dai ministri Martelli e poi Martinazzoli, reintegrato dal Lodo Berlusconi, passato dal più prestigioso penale al civile, per evitare altri guai, emette la sentenza definitiva di adottabilità.
    – La stessa Corte di Cassazione 2, il 3/6/16 pronuncia una sentenza di Revocabilità (evento rarissimo che la Cassazione dia torto a se stessa) perché la sentenza precedente non aveva tenuto conto del giudizio del Tribunale di Casale di assoluzione sull’evento che aveva provocato l’iter giudiziario, e denunciando con forza il pregiudizio sull’età dei genitori, sottolineando che in Italia nessuna legge pone limiti anagrafici per chi intenda procreare (infatti i vip anziani lo fanno a qualsiasi età e vanno pure in TV a vantarsi), ordinando il rinvio al Tribunale di Torino per una nuova sentenza che tenga conto di quanto da essa affermato , per cui l’adottabilità è una misura estrema da attuare solo in caso di genitori indegni.
    Finalmente si celebra il processo d’Appello bis, nel dicembre2016 con un’altra Corte giudicante: Il tutore della bimba, che adesso ha 7 anni, durante i quali è stata sballottata tra case- famiglia e famiglie affidatarie, sostiene che essendo passati 4 anni, senza che abbia potuto incontrali, la bimba non potrà essere restituita ai genitori naturali, mentre il P.M. stesso chiede di restituirla, ovviamente con una procedura graduale assistita, che i coniugi di Mirabello hanno subito accettato. L’incredibile sentenza, contraddicendo la sentenza di Revocazione della Cassazione, conferma l’adottabilità, si presume da parte della famiglia che l’ha in affido da qualche mese. Qualcuno sospetta un complotto inconfessabile: in effetti visto l’atteggiamento persecutorio, di cui sono state vittime innocenti i genitori legittimi, potrebbe anche aver ragione.
    I giudici sono permalosi; proprio a Torino pochi giorni fa sono arrivati gli ispettori del Ministero per chiarire la vicenda della bambina di 12 anni stuprata, per il cui processo, elementare, non sono bastati 20 anni ed è quindi caduto in prescrizione. Ma c’è qualcuno che paga per questi errori marchiani ?
    Ribadisco che una vicenda così può capitare a tutti: non lasciate i vostri figli soli in macchina nemmeno per pagare il ticket del parcheggio; potrebbero portarveli via e non saprete mai che fine abbiano fatto: non gli zingari, la Magistratura, la stessa che in altre città decreta l’adozione a coppie gay, a single ecc.
    Sta salendo un coro di indignazione, ma alcuni giudici di Torino sono inossidabili e pervicaci, nelle loro certezze. Dio ce ne scampi da finire nei loro fascicoli.
    Elvio bombonato

  2. ho dimenticato di premettere che condivido la forte reazione di sdegno e di indignazione che Angelo Marinoni esprime, con argomentazioni inoppugnabili, profonde e condivisibili (eticamente ispirate), anche da un non credente: Lo scopo del mio intervento è un’aggiunta: vuole solo fornire la documentazione cronologica, che credo non tutti ricordino, visto che la vicenda si trascina da 7 anni. L’analisi di Marinoni è sicuramente e giustamente più dura della mia cronologia, specialmente dal fulminante “agghiacciante” in poi. L’ Indignazione di Marinoni all’inizio sembra contenuta, poi esplode in un crescendo inarrestabile, efficacissimo, direi quasi paragonabile, per intensità, alle celebri invettive di Dante nella Commedia (contro i papi simoniaci, Firenze, Pisa, Genova, la donazione di Costantino, quella di Cacciaguida. e soprattutto quella di San Pietro, conto i papi che usurpano il ruolo che fu suo, rompendo improvvisamente il registro alto della cantica).

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