Pronti, si parte!

Qui Casale Monferrato Carlo Baviera

staAlcuni siti riportano il risultato dell’incontro tenutosi nella mattinata del 10 gennaio dal “Tavolo di Lavoro sui Trasporti” a Casale Monferrato riguardo al ripristino delle linee ferroviarie Casale – Vercelli e Asti-Casale-Candia-Mortara.

Si legge che è stata redatta un’istanza da presentarsi alla Regione Piemonte e alla Regione Lombardia, “richiedendo il ripristino delle linee ferroviarie Casale-Vercelli e Asti-Casale-Candia-Mortara, ritenute fondamentali diritti dei cittadini per diversi motivi: la legittima richiesta di diritto alla mobilità di un territorio ricco di arte e cultura, patrimonio Unesco ma ridotto e compresso in tutti i suoi servizi, l’esigenza di tutela ambientale e l’improrogabile passaggio di quote di mobilità dalla gomma al ferro come unico e concreto sistema di mobilità sostenibile, l’enorme opportunità di sviluppo di un turismo sostenibile con la rimessa in efficienza di infrastrutture di collegamento ferroviarie fra le grandi aree metropolitane del Nord e il territorio monferrino, le esigenze del pendolarismo scolastico e la tutela delle necessità degli orari didattici nonché di ampliare il bacino d’utenza di un’eccellenza come l’Università del Piemonte Orientale”.

Oltre a rappresentanti di Scuole, di Istituti Superiori casalesi e dell’Università del Piemonte Orientale erano presenti anche Associazioni, rappresentanti dei pendolari, della Provincia di Pavia e dei Comuni di Alessandria, Vercelli, Candia e Mortara; i quali “si sono impegnati a presentare nei rispettivi Consigli Comunali la stessa istanza, ad avviare una raccolta firme su tutti i territori coinvolti (che abbracciano ben quattro province) per avere maggiore forza propulsiva alla richiesta grazie al supporto della popolazione e ad organizzare una mobilitazione collettiva in vista del prossimo incontro con il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino” anche perché la richiesta sia inserita nel Piano Triennale che sta per essere approvato dalla Regione Piemonte.

Si sviluppa e concretizza una serie di iniziative necessarie a spingere chi di dovere a ripensare scelte errate degli ultimi anni e considerare quanto sia necessario per turismo, scuola, lavoro, economia di un’area vasta (che è anche Patrimonio Unesco) un sistema di trasporti non solo accettabile, ma che porti ad un maggior utilizzo del ferro rispetto alla gomma anche per i trasporti commerciali; anche l’ambiente e il risparmio energetico ne avrebbero benefici.

Devo esprimere una soddisfazione e una delusione.

La soddisfazione, evidentemente, è non solo per il prosieguo della pressione da parte di più soggetti, in collaborazione reciproca, verso chi deve prendere atto della grave lacuna operata verso un’area lasciata quasi esclusivamente tagliata fuori dai trasporti ferroviari; e quindi penalizzata pesantemente dal punto di vista economico, sociale, e delle comunicazioni tra nord e sud, e tra est e ovest del Piemonte orientale e fra Piemonte e Lombardia.

La soddisfazione maggiore è data dal vedere scritta nero su bianco, dopo anni di dimenticanza o di voluto colpevole abbandono, anche il tratto che collega Asti con Casale Monferrato (il quale ha certamente bisogno di un intervento strutturale e costoso in una galleria, ma non ci si può fermare di fronte ad ostacoli del genere: si spende a volte anche per cose di minor interesse o utilità!). Mi preme ricordare che anni fa, nei progetti del Comitato Comprensoriale di Casale Monferrato e assunti dalla Regione Piemonte si individuava fra le priorità proprio il rafforzamento della linea ferroviaria (oltre che stradale) fra Milano – Mortara – Casale Monferrato – Asti –Cuneo – fino a Nizza.

E quindi “In vettura, si parte!”.  Sennonché c’è un aspetto che delude; mi riferisco all’assenza di rappresentanti dell’astigiano e delle Provincie di Vercelli e soprattutto Alessandria. Può essere che non siano stati invitati, che il comunicato del sito da me letto non li citi: in questo caso mi scuso.

Se così non fosse, sarebbe un’assenza grave proprio perché (mi riferisco in particolare alla nostra Provincia) dovrebbe essere l’Ente Intermedio che ci rappresenta come territorio. In questo modo si dà l’impressione di un disinteresse o una dimenticanza che gioca pesantemente sullo sviluppo di un’area rilevante della Provincia.

Se così fosse dovrei dare ragione alle ripetute accuse e  lamentele che un amico (Giancarlo) da anni ripete: Casale è trattata a pesci in faccia, e gli si porta via (o non le si riconosce) tutto quanto è possibile. Ho sempre ribattuto che il Monferrato deve ragionare in termini di alleanze e di collaborazione, che non si deve isolare, che dobbiamo abbandonare la predisposizione a pensarci ancora Marchesato che gli altri devono rispettare solo per il passato storico.

Però, se tutto ciò è necessario, è altrettanto necessario che le città attorno a noi dimostrino di credere anch’esse alla collaborazione e dimostrare di sostenere Casale Monferrato nel rafforzarne le infrastrutture e i servizi necessari a svolgere un ruolo di capofila di un territorio socio-economico e paesaggistico-culturale che rischia di essere abbandonato e isolato. Dimostrare che non si comportano come 800 anni fa, quando distrussero il Borgo di Casale Monferrato.

Quindi la Provincia di Alessandria ha il dovere/compito di rappresentare tutto il suo territorio, anche il casalese; deve mettersi alla guida anche per queste richieste, rivendicazioni, iniziative con convinzione. Altrimenti dovrò anch’io prendere atto di una situazione ormai consolidata e negativa per noi, e non potrei che dare ragione al mio amico Giancarlo e ai suoi collaboratori.

Spero ancora che ciò non avvenga. Allora sì che potremo dire: Pronti, si parte!

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3 thoughts on “Pronti, si parte!

  1. L’invito è andato a tutti gli interlocutori territoriali delle quattro province (AL, AT, PV, VC) l’unica assenza rimarcabile è stata quella di Asti che indipendentemente ha aperto un altro tavolo le cui conclusioni sono favorevoli al collegamento verso Casale quindi Mortara, seppure non mi siano chiari i metodi.
    Il tavolo casalese è un tavolo concreto che porta avanti una istanza per l’ottenimento di quanto si può far a strettissimo giro quindi riapertura del tratto Casale-Mortara e Casale-Vercelli. Il territorio Vercellese era rappresentato dall’assessore ai trasporti del Comune di Vercelli.
    Sulla relazione Asti -Casale non sono necessari voli pindarici, ma semplicemente occorre incaricare il gestore dell’infrastruttura, RFI, di quantificare i costi di ripristino e con quei numeri arrivare in Regione con un progetto, che a mio modesto avviso poteva essere fatto anni fa o meglio preso in considerazione anni fa, quando se ne fecero molti. Dal 2010 a oggi solo ora si assiste al risveglio delle coscienze, specie ad Asti, nonostante per anni chi sosteneva tesi pro ferro fosse considerato un visionario.
    A Casale si voleva far passare una tangenziale sulla ferrovia, progetto per fortuna abortito.
    La situazione trasportistica casalese è così grave che necessita di interventi rapidi e concreti come quello intrapreso con il recente tavolo presieduto dalla Sindaco Palazzetti, organizzato con Casalebenecomune, associazione ferrovie piemontesi che rappresento e Legambiente.
    La provincia di Alessandria non brilla per visibilità, ma la presenza del Comune capoluogo e la sua vicinanza alle tesi del tavolo, sostenuto anche da Università Piemonte Orientale, rende ottimisti circa una nuova consapevolezza del territorio.

  2. Dopo quasi cinque anni dall’infausta delibera dei rappresentanti – non è dato sapere di quale popolazione – è già molto che si parli in via ufficiale ed in sede istituzionale di assegnare al treno il ruolo cardine dei trasporti terrestri che gli è proprio.
    Desta, certamente, scalpore l’assenza dell’Amministrazione Provinciale di Alessandria, tuttavia, in quel di Asti, lunedì 9 gennaio si è tenuto un analogo tavolo tecnico: occorre ora che le due Province uniscano le loro forze per un progetto comune.

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