La pagella “QV”

Dario Fornaro

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Come ad ogni inizio di dicembre il quotidiano economico  “24 Ore” mette a classifica le province italiane in base all’indice sintetico della “Qualità della Vita” – abbreviamo in “QV”- che designa la scala dei vantaggi/svantaggi dei quali godrebbero i residenti (persone fisiche o giuridiche) nelle varie zone amministrative (da ultimo 110) testé sfuggite, tra l’altro, alla decapitazione referendaria.

Il giornale (12.12 us.) parla di 27° edizione dell’indagine: noi possediamo gli  indici degli ultimi 25 anni (dal 1992 ad oggi) e su questi abbozziamo qualche ragionamento domestico, vedi appunto per Alessandria che, nel 2016, si ritrova al 66° posto (72° nell’anno precedente, 67° nel precedente ancora, etc.).

Con limitato riferimento alla nostra regione abbiamo Alessandria al 7° posto su 8 province piemontesi, dietro solo Asti (70° in graduatoria generale).

Giova subito ricordare – ed è questo uno dei diversi “inconvenienti” della rilevazione – che i dati afferiscono al territorio provinciale ma, nella comune lettura, vengono “affibbiati” al capoluogo (quest’anno primeggia Aosta e Vibo Valentia regge il fanalino di coda) e la competizione si instaura di fatto tra città (il che sarebbe anche ragionevole) anziché tra province.

Altrettanto utile è ricordare che l’indice sintetico (il “numero magico” al quale si guarda essenzialmente) viene elaborato/distillato attraverso 42 serie numeriche (fino allo scorso anno erano 36) raggruppate in 6 capitoli o settori (reddito, affari, servizi, demografia,giustizia, cultura): ciascuna delle 110 province è perciò “descritta e soppesata”  da 42 dati della più varia natura, purché attinenti in qualche modo alla difficilmente afferrabile qualità della vita. La nostra provincia risente perciò,  come tutte, di 42 “sottoclassifiche” recanti le posizioni più diverse: la migliore performance 2016 si trova in zona “export” (quota export su PIL) con un 11° posto; la meno lusinghiera con i “furti in casa” che ci assegnano un 102° posto.

I curatori della ricerca avvertono sempre che l’attendibilità dei confronti interprovinciali risiede  all’interno delle singole serie annuali e decresce di parecchio nel confronto tra anni diversi, più o meno lontani tra loro. Poiché questo secondo esercizio è più incerto/discutibile, ma più “piccante”, possiamo vedere, con i 25 indici annuali a nostra disposizione, come si è mossa (pardon: si sarebbe mossa) la “QV” alessandrina nei 25 anni del periodo 1992-2016.

Premesso che la posizione media del periodo si trova al 61°  posto  e che, sempre nel periodo, la posizione più elevata segnala un 39° posto (1993) e la meno brillante un 78° posto (2009), se spezziamo il periodo troviamo conferma di uno scivolamento verso posizioni di medio-bassa classifica. Periodo 1992-2000 graduatoria media 51° posto; periodo 2001-2016 graduatoria media 66° posto (casualmente coincidente con il dato più recente, ma con sentore di dati peggiori). Non è  che questo trend a calare della “QV” desti molte sorprese, come di una sensazione già largamente acquisita.

Sarà per questo, o per altri pensieri dominanti, che la rilevazione dei giorni scorsi è passata inosservata. Alla prossima.

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