Politicamente scorretto

Roberto Cresta

re(Come precedentemente comunicato, la pubblicazione non assume posizione formale sul voto referendario, proprio per lasciare piena libertà di dibattito che ha già introdotto una serie di articoli tanto sul versante del sì quanto su quello del no. Ora, alla vigilia della celebrazione del referendum, riproponiamo alcune riflessioni, sempre aperte alle due diverse posizioni. Oggi ospitiamo l’intervento di Roberto Cresta. Ap).

La legge di riforma costituzionale è stata proposta dal Governo, il Parlamento l’ha condivisa ma senza raggiungere i due terzi, e quindi  è seguito il referendum confermativo. Fin qui tutto corretto.

A questo punto il  Governo, avendo svolto lodevolmente il suo compito, avrebbe dovuto farsi da parte, ovvero i suoi membri, premier in testa, avrebbero dovuto astenersi dal fare propaganda per il SI, e soprattutto  dallo stigmatizzare l’ eventuale vittoria del NO come una sciagura nazionale e internazionale.

In questo modo si sarebbe aperto un confronto di opinioni tra i  partiti, i movimenti, le varie associazioni, e tra i  singoli cittadini, in un contesto di partecipazione democratica la più ampia e articolata possibile, e priva di condizionamenti estranei alla consultazione referendaria. Soprattutto  non si sarebbe posto il volgare problema di una scelta pro o contro Renzi, ovvero pro o contro il Governo, perché le due questioni, la riforma costituzionale e la sopravvivenza dell’ attuale esecutivo, sono indipendenti l’ una dall’ altra, e la loro commistione è scorretta e deleteria.

Invece il premier  ha prima personalizzato impropriamente il referendum, e ora fa campagna elettorale per il SI come soggetto di parte: equilibrismo facile poiché è anche il segretario del partito di maggioranza relativa. Equilibrismo formalmente legittimo, ma, a mio parere, politicamente scorretto; senza contare che in questo esercizio quasi funambolico  il premier ricorre ad un “presenzialismo” mediatico, che supera qualsiasi misura (in barba alla par condicio).

Recentemente Renzi ha addirittura dichiarato che in caso di vittoria del NO non accetterà un ulteriore “governo di scopo”; dichiarazione priva di qualsiasi logica se non quella di suscitare empatia nei suoi confronti con una frase che non significa niente ma fa effetto (come tante altre pronunciate nelle più svariate circostanze).

Siamo di fronte ad una situazione imbarazzante, e quasi ridicola, ma che nasconde (neanche troppo) un comportamento orientato ad affermare il proprio personale successo  politico scommettendo sull’ esito dei profili istituzionali, e costituzionali, che attengono all’interesse generale del Paese. Una scommessa analoga è stata fatta da Cameron in Inghilterra con la  Brexit.

Sembra proprio che i processi di decisione rispetto a scelte molto importanti per i destini delle Nazioni siano oggi affidati troppo spesso ad espressioni  di leaderismo incontrollato, che si potrebbero anche definire come una singolare pulsione di cambiamento irrazionale (purtroppo non contrastata in Paesi tuttora democratici). Se è così, bisogna davvero “incrociare le dita”.

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One thought on “Politicamente scorretto

  1. Purtroppo, è morta la Politica, insieme alla Democrazia ed al rispetto per le Istituzioni: il proverbiale tirare l’acqua al proprio mulino la fa da padrone anche in campi dove sarebbe assolutamente da proscrivere.

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