La riforma costituzionale. Il mio “perché sì” al sì.

Nicola Savi

ns(Come precedentemente comunicato, la pubblicazione non assume posizione formale sul voto referendario, proprio per lasciare piena libertà di dibattito che ha già introdotto una serie di articoli tanto sul versante del sì quanto su quello del no. Ora, alla vigilia della celebrazione del referendum, riproponiamo alcune riflessioni, sempre aperte alle due diverse posizioni. Oggi ospitiamo l’intervento di Nicola Savi, insegnante di materie giuridiche alle scuole superiori, consigliere comunale ad Alessandria eletto nelle liste del PD e presidente della Commissione Affari Istituzionali e Partecipazione di Palazzo Rosso. Ap).

La riforma costituzionale.  Il mio “perché sì” al sì.

  1. Perché sono superati i tempi e le ragioni del bicameralismo perfetto (1946 -1989).
  2. Perché non ho paura di un governo più stabile, in grado di prendere decisioni e assumersene la responsabilità.
  3. Perché il nuovo Senato dà un senso al nostro regionalismo disordinato.
  4. Perché, avendola studiata, ne comprendo le ragioni, la coerenza e la necessità.
  5. Perché non penso a Renzi ma al futuro delle mie figlie, mio e del mio Paese.
  6. Perché sono stufo di arrancare dietro alla Germania e voglio sviluppare il mio Paese anche grazie ad un Governo in grado di governare.
  7. Perché il Parlamento è obbligato a considerare le proposte di legge fatte dal popolo.
  8. Perché con l’abbassamento del quorum i referendum popolari potranno essere validi.
  9. Perché si aboliscono enti inutili.
  10. Perché sarebbe un’altra occasione perduta.

***

1. Perché sono superati i tempi e le ragioni del bicameralismo perfetto (1946 -1989)

La parte II della Nostra Costituzione, oggetto della riforma, è stata redatta tra il 25 giugno 1946 e il 22 dicembre 1947.

Settant’anni fa.

Non esisteva la televisione, ben pochi avevano il telefono, molti non avevano il bagno in casa.

Le ferite della guerra erano ancora sanguinanti, le violenze della dittatura dolevano ancora, il rischio di guerra civile non era escluso, Stalin imperava in URSS.

Era necessaria una forte presenza di parlamentari rappresentati del popolo per garantire lo sviluppo democratico del Nostro paese, una compagine di 945 uomini e donne divisi in due Camere (630 – 315) che svolgessero le medesime, identiche funzioni e si controllassero reciprocamente.

Rispetto ad oggi, diverso era il tessuto sociale ed il ruolo dei partiti politici.

Stalin è morto ed il muro di Berlino è caduto.

Abbiamo maturato una coscienza democratica.

È ora di fare un passo avanti verso una maggiore, efficace, responsabile governabilità del Nostro Paese.

***

2. “Perché non ho paura di un governo più stabile, in grado di prendere decisioni e assumersene la responsabilità

A dire il vero, gli articoli relativi al Governo, di fatto, non sono toccati.

Tuttavia, l’effetto su una maggiore stabilità di Governo, pur se lieve, esiste.

Una maggiore agilità alla funzione esecutiva è data:

  1. dalla presenza di un’unica Camera che concede e revoca la fiducia al Governo;
  2. da una riduzione dei tempi di approvazione delle leggi;
  3. dall’individuazione di un percorso privilegiato (più breve) per la discussione e votazione su proposte di legge del Governo (ddl).

Per il resto può dirsi che nulla cambi negli articoli tra il 92 e il 96.

***

3. “Perché il nuovo Senato dà un senso al nostro regionalismo disordinato

L’Italia non è una Repubblica Federale, la Costituzione riconosce e promuove le autonomie locali ed il decentramento amministrativo.

Il nostro territorio è diviso in Regioni.

Già nel 1946 ci fu chi propose che il Senato fosse: “il Senato delle Regioni” ma prevalse in modo condiviso la scelta per il bicameralismo perfetto (o paritario).

Le Regioni furono istituite, con voto popolare, nel 1975 (30 anni dopo), nel 2001 (25 anni dopo) venne modificato il potere legislativo di esse (articolo 117).

Oggi si propone un senato delle rappresentanze territoriali (di 100 membri), allo scopo di coordinare più efficacemente i rapporti Stato/Regioni, rendere più omogenee tra loro le funzioni svolte dalle Regioni, e più uguali tra loro i cittadini delle diverse regioni in termini di diritti individuali e di servizi offerti.

L’articolo 3 della Costituzione afferma l’uguaglianza sostanziale dei cittadini; oggi riconosco ampie sacche di disuguaglianza. Anche sul piano territoriale.

Il Senato così modificato può operare efficacemente in direzione della realizzazione di una maggior uguaglianza.

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4. “Perché, avendola studiata, ne comprendo le ragioni, la coerenza e la necessità”

Ho dedicato diversi giorni e molte ore alla lettura del testo delle riforma, al confronto con il testo tuttora vigente.

Ho riflettuto a lungo per darne una interpretazione quanto più autonoma e fondata sui contenuti veri della riforma.

Ho considerato i possibili sviluppi della sua applicazione.

Mi sono ragionevolmente e profondamente convinto;

  1. della sua validità e della sua efficacia
  2. della sua necessità (e forse urgenza)
  3. del fatto che non devo temere il cambiamento, l’aggiornamento alle mutate condizioni storiche, sociali, politiche ed economiche nel terzo millennio
  4. che voglio essere progressista e non conservatore.

***

5. “Perché non penso a Renzi ma al futuro delle mie figlie, mio e del mio Paese

Io non voto

  1. per o contro Renzi,
  2. per o contro il governo,
  3. per o contro un eventuale abbassamento dei costi della politica
  4. per o contro Grillo, Berlusconi o Bersani
  5. sulla legge elettorale
  6. con la testa rivolta all’indietro

Io voto

  1. per un cambiamento che non temo ma che auspico;
  2. per un cambiamento adeguato ai tempi e alla realtà in cui viviamo;
  3. per un cambiamento che favorisce una maggiore stabilità di Governo (e autorevolezza internazionale);
  4. per un cambiamento che al tempo stesso stimola il “fare” e la conseguente assunzione di responsabilità;
  5. per un cambiamento … “che se perdo questa occasione alla prossima sarò già vecchio”;
  6. con la testa alta e lo sguardo rivolti al futuro.

***

6. “Perché sono stufo di arrancare dietro alla Germania e voglio sviluppare il mio Paese anche grazie ad un Governo in grado di governare

basta la tabella! GOVERNI ITALINI DAL 1987 AL 2016 GOVERNI TEDESCHI DA 1987 AL 2016
 

1. Craxi II

2. Fanfani VI

3. Goria

4. De Mita

5. Andreotti VI

6. Andreotti VII

7. Amato I

8. Ciampi

9. Berlusconi I

10. Dini

11. Prodi I

12. D’Alema I

13. D’Alema II

14. Amato II

15. Berlusconi II

16. Berlusconi III

17. Prodi II

18. Berlusconi IV

19. Monti

20. Letta

21. Renzi

 

1. Kohl

2. Schroder

3. Merkel

 

COME STA OGGI L’ITALIA? COME STA OGGI LA GERMANIA?

***

7. “Perché il Parlamento è obbligato a considerare le proposte di legge fatte dal popolo

Se è vero che il numero delle firme da raccogliere per presentare una proposta di legge popolare passa da 50.000 a 150.000, è anche vero che in 70 anni di repubblica le proposte di legge di iniziativa, praticamente non sono mai state prese in considerazione.
Con la riforma, invece, l’articolo 71 stabilisce che: «La discussione e la deliberazione conclusiva sulle proposte di legge d’iniziativa popolare sono garantite».
Affermo che: se una proposta è ragionevole, condivisibile appoggiata dalla società civile, 150.000 firme possono essere raccolte con relativa facilità e le attestano forza, sostegno e riconoscono da parte del popolo.

***

8. “Perché con l’abbassamento del quorum i referendum popolari potranno essere validi

Viene introdotta una valida possibilità di rendere i referendum abrogativi validi ed efficaci contrariamente al recente passato quando raramente si è raggiunto il quorum del 50%.
Qualora i proponenti raggiungessero il numero di 800.000 firme (non fermandosi alle 500.000 che restano pur sempre valide come oggi) il quorum si abbasserebbe al 50% delle percentuale dei votanti alla ultime elezioni politiche. Oggi potremmo dire: tra il 35% e il 40%.

***

9. “Perché si aboliscono enti inutili

Non è inutile abolire “enti inutili”.
Non che il CNEL sia un ente inutile, certamente inadeguato ai tempi ed alle mutate realtà sociali ed economiche del terzo millennio.

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10. “Perché sarebbe un’altra occasione perduta

Questa è l’occasione per scegliere il rinnovamento, l’occasione dell’adeguamento alla realtà di oggi: alla luce di tutti i cambiamenti che ci distanziano enormemente dalle condizioni politiche e sociali del 1948.

 Il treno passa il 4 dicembre 2016.
 Se lo perdiamo, lo perdiamo.
 Mentre altre nazioni viaggiano ad alta velocità, noi rischiamo di rimanere fermi in stazione per anni (come sempre).

Voto Sì perché non ho più voglia di aspettare “Godot”

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One thought on “La riforma costituzionale. Il mio “perché sì” al sì.

  1. Tutto o quasi vero, sulla carta però. Ma perché non dici nulla sui privilegi indegni e offensivi dei parlamentari e dei consiglieri regionali:il frigo bar, suvvia, il bonus trasporti conservato fino a 10 anni dopo la decadenza del mandato, la pensione di reversibilità anche alle coppie di fatto ecc.:Sono questi i costi della politica? E perché i pochi che non condividono stanno zitti? Ho due amici carissimi e stimarissimi, che percepiscono la pensione, uno di deputato e l’altro di consigliere regionale. Non me l’hanno mai detto. Si vergognano?
    Leggi per favore, i due articoli sui privilegi che ho pubblicato su A.P., e il prossimo che sta arrivando. Sono queste cose, fatte tutte di nascosto, che fanno indignare la gente quando ne viene a conoscenza. E il perenne conflitto di interessi: i nostri politici decidono da sé le proprie prebende, mentre dovrebbe essere un organo terzo a stabililirle.

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