Grazie Tina!

ti

Pierluigi Castagnetti (*)

La morte di Tina Anselmi era attesa, ma addolora molto ugualmente. È come la scomparsa di un genitore verso cui senti il debito di una vita; lei, in effetti, era madre, una delle più amate Madri della Repubblica. Ero andata a trovarla un anno fa, ma già si percepiva una distanza, un’assenza, come se ormai avesse deciso di vivere appartata, dentro un suo percorso, che era solo suo, verso l’approdo ora raggiunto.

Di lei ho numerosi ricordi.

Era una donna molto simpatica, persino allegra, alle Feste dell’amicizia non disdegnava un valzer. Ma, dietro quel sorriso, si nascondeva un carattere di ferro. Era donna di coraggio politico, morale e fisico e lo ha dimostrato da quando, ragazzina intelligente e piacente, decide di diventare staffetta partigiana, sino alla fine della sua esperienza politica quando assume, consapevole della difficoltà e dei rischi, la presidenza della Commissione P2.

Glielo aveva proposto la presidente della Camera Jotti d’intesa con il Presidente Pertini: chiese un quarto d’ora, il tempo di consultare una persona, Leopoldo Elia e, praticamente in tempo reale, accettò.

Da lì tante incomprensioni e malcelate ostilità. Veniva accusata da vari ambienti di non riuscire a chiudere quella partita scottante, non sapendo che lei non voleva proprio chiuderla fino a che non fosse emersa tutta la verità.

Si può dire che la ricerca della verità è stata l’ossessione della sua vita.

Persona scomoda.

Risultò scomoda anche quando da ministro della Sanità fece due riforme, la 833 e la 180, che scardinarono gli equilibri politici ma anche culturali che sino ad allora presiedevano l’organizzazione della sanità.

Legata a Moro e a Zaccagnini da sempre e per tutta la durata della sua vita politica.

Chi non conosce il “moroteismo” fatica a capire Tina Anselmi.

Era, infatti, “il passo successivo”, l’intelligenza del futuro, la pazienza di essere osteggiati, il coraggio della solitudine, il senso del processo storico, cioè del cammino verso. Tutte robe evidenti in tutta la biografia di Tina.

(*) ricordo pubblicato dall’on. Cattagnetti sulla sua pagina Facebook

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