Un esponente di primo piano che ha saputo lavorare, con umiltà, “in gruppo”

Carlo Baviera

tri2(Ad una settimana dalla morte di Riccardo Triglia, pubblichiamo un contributo di Carlo Baviera. Ap)

Riccardo Triglia ha rappresentato per Casale e il Monferrato, insieme all’on. Brusasca, la personalità che ha ricoperto nel dopoguerra i più alti livelli istituzionali (Sottosegretario nel Governo Ciampi – ed è una strana casualità la morte nello stesso giorno dell’ex Presidente della Repubblica; Presidente dell’Anci e dell’Associazione Mondiale dei Comuni; componente della Bicamerale Bozzi per le riforme istituzionali; membro dell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa; membro di importanti commissioni di vigilanza e d’inchiesta; e altro ancora). Solo per questo motivo sarebbe giusto riconoscere il lavoro che, anche da quelle posizioni, ha svolto senza dimenticare il suo Monferrato e l’interesse degli enti locali cui si era dedicato in modo preminente, e per i quali aveva contribuito alla definizione della stesura della Legge 142/90 sulla riforma dell’ordinamento degli enti locali.

Ma gli amici lo ricordano anche per la sua umanità, per la sua cordialità e generosità, per la sua capacità di essere legato alla sua gente (un suo collaboratore nel comune di Coniolo mi diceva “Sapeva trattare indifferentemente il Presidente della Repubblica e il più umile cittadino”) e per  il lavoro meno noto ma molto efficace di educare alla vita pubblica e amministrativa, per le sue rigorose ed efficaci analisi sulla situazione locale e generale. Non a caso è stato capace di aggregare molti giovani (prevalentemente cresciuti nell’associazionismo cattolico) coinvolgerli, farli crescere e partecipare alla politica onesta, responsabile, trasparente.

I suoi interventi in Consiglio Comunale sono stati una lezione di politica e di buona amministrazione; ma anche i suggerimenti o i rimproveri in privato (per correggere pigrizie o debolezze) costituiscono un insegnamento ricco di umanità e di attenzione per le persone e per l’amicizia. Sapeva, nelle trattative o nelle discussioni, essere combattivo, battere i pugni sul tavolo, sembrava voler imporre la sua visione rasentando l’antipatia, ma subito ritornava all’atteggiamento di rispetto e di correttezza, perché non era affatto arrogante.

Era appassionato nel portare avanti i progetti che, con il gruppo di amici, si sceglievano e che formavano la proposta politica per un modo di amministrare nuovo, partecipato e competente: quante riunioni serali o la domenica pomeriggio, per decidere insieme agli amici il da farsi! Non gli piaceva l’improvvisazione, né la genericità, né le cose fatte senza incidere e migliorare il funzionamento del servizio pubblico; mai banale nella valutazione e nell’impegno.

Uomo di profonda cultura, di intelligenza politica e di straordinaria simpatia ha saputo rappresentare e portare ai livelli più alti il senso di insostituibile presenza dei Comuni, compresa la significativa rappresentanza della comunità monferrina e di tutta la Provincia di Alessandria. Ha veramente operato in modo appassionato per la crescita complessiva del nostro territorio. Mi piace ricordare che mentre alcuni erano impegnati localmente per combattere l’amianto, i fondi nazionali per le bonifiche arrivavano anche grazie al suo insistente interesse; ricordo come seguì, per l’intero territorio nazionale (e di conseguenza anche per il coinvolgimento del Trinese) la questione della nuova centrale nucleare, coinvolgendo nella discussione anche con l’Enel e il Governo le amministrazioni locali e il nostro Comprensorio; ha costantemente operato per il Tribunale di Casale Monferrato; ha seguito le legislazioni che fiscalmente interessavano i commercianti e le categorie di lavoratori autonomi e degli operatori agricoli e vitivinicoli (ricordando per questi ultimi il fondamentale lavoro svolto dal sen. Desana).

Ha saputo, nel rispetto della cultura popolare e cattolico democratica, incarnare un’autentica visione di collaborazione tra le amministrazioni e fra queste e i cittadini in spirito di sussidiarietà e modernizzazione. Allo stesso modo ha saputo collaborare con quanti, provenienti da formazioni culturali e politiche diverse, erano orientati a operare nell’interesse generale e contro i poteri tendenti a frenare innovazione  trasparenza e correttezza, in questo modo operando per coalizioni progressiste e di contrasto al degrado morale e civile.

Anche negli ultimi mesi ha continuato ad insistere perché si ritrovasse, insieme, la capacità di progettare e di stimolare con efficacia l’azione della politica locale, per uscire da una specie di immobilismo nella vita economico sociale che soltanto iniziative di manifestazioni turistico-folkloristiche non evidenziano.

Siamo fieri e onorati di esserne stati amici, aver collaborato con lui, aver ricevuto insegnamenti importanti e di aver percorso, politicamente, un tratto di cammino durato una cinquantina di anni, anche all’interno di quella che era la sinistra democristiana che ha avuto come riferimenti Donat Cattin e Bodrato, Granelli, Moro e Zaccagnini.

Per tutto ringraziamo Riccardo.

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