Profezia breve (e facile)

Marco Ciani

proIl periodo che si aprirà da qui a poco, e più precisamente il 2 ottobre, avrà conseguenze politiche importanti.

All’inizio del prossimo mese si terranno infatti il ballottaggio delle elezioni presidenziali austriache (ripetute dopo il rocambolesco annullamento delle precedenti consultazioni di aprile, sempre sperando che tenga la colla delle buste per il voto postale) ed il referendum ungherese con il quale ai cittadini magiari sarà chiesto se accettano la ripartizione dei profughi decisa dall’Unione Europea.

Seguiranno le elezioni presidenziali americane l’8 novembre ed il referendum costituzionale italiano in una data successiva, ma entro l’anno corrente. Le elezioni presidenziali francesi del 2017 si svolgeranno invece il 23 aprile (primo turno) e il 7 maggio (secondo turno). Infine, nell’autunno del prossimo anno si terranno anche le consultazioni per il rinnovo del parlamento tedesco.

Ognuno di questi appuntamenti potrebbe influire in modo determinante sul futuro politico ed economico dell’Europa. E non solo.

La tempesta perfetta si avrebbe qualora

  • gli ungheresi votassero contro la UE
  • gli austriaci eleggessero come presidente Norbert Hofer, del Partito della Libertà Austriaco, già guidato da Jörg Haider e su posizioni oggi ancor più nazionaliste
  • Doanld Trump diventasse il prossimo presidente degli USA
  • in Italia prevalesse il no al referendum costituzionale
  • in Francia salisse all’Eliseo Marine Le Pen
  • in Germania i democristiani non riuscisse a formare il prossimo governo, nemmeno nell’ambito di una grande coalizione con i socialdemocratici.

Sebbene questa combinazione di eventi risulti altamente improbabile, è quasi impossibile che nessuno di essi si verifichi. Fatto che, da solo, basterebbe a gettare una sinistra ipoteca sul futuro.

Immaginiamo, per esempio, che la Le Pen diventi presidente della Repubblica francese. O che Trump prevalga sulla Clinton. Tali circostanze, anche prese singolarmente, modificherebbero il nostro mondo. In ogni caso si tratta di contingenze molto rischiose.

E dunque? Dunque dovremmo sperare in dosi da cavallo di buon senso da parte degli elettorati europei e americano. Ma quanto è realistica tale aspettativa? Risposta facile: poco.

Dunque prepariamoci. Per molti aspetti il 2017 sarà l’anno della resa dei conti.

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