Marco Pannella, una presenza di servizio

Agostino Pietrasanta

panNon si tratta di un omaggio formale, ma piuttosto un riconoscimento di sintonia che il nostro blog gli deve, sia pure ad livello del tutto locale e modesto, almeno sotto due punti di vista: abbiamo sempre dichiarato di voler promuovere un dibattito che superasse l’afasia ormai cronica della politica e Marco Pannella ha tentato sempre di smuovere le acque stagnanti, del tutto prive di ideali della classe dirigente; abbiamo sempre sostenuto l’ispirazione di fondo di una politica come servizio e Marco Pannella non si è certo arricchito grazie alle sue battaglie per i diritti civili.

Sul merito si aprono alcune considerazioni dialettiche. Intanto i metodi da Lui usati, anche se non sempre, mi hanno lasciato personalmente perplesso, ma sempre rispettoso. Non mi entusiasmavano spesso le sue esternazioni un tantino urlate, e tuttavia le forme usate le ha sempre pagate di persona a cominciare dai digiuni prolungati che si sono richiamati a dei precedenti di straordinaria efficacia. Le sue presenze televisive, da imbavagliato, non mi convincevano del tutto; per mio carattere e convinzione, avrei preferito sentirlo parlare sfruttando le occasioni che gli erano concesse, e tuttavia, molto spesso, dava conto e denuncia di uno strumento televisivo paludato ed eterodiretto da alcuni potentati non entusiasti della libertà di comunicazione.

Le sue battaglie hanno fatto storia sui diritti, un po’ meno sui doveri. L’ultimo esempio l’hanno offerto i lunghi dibattiti sulle unioni civili. Io non insisterò mai abbastanza sulla necessità di una normativa organica, non solo per riconoscere dei diritti, ma anche per stabilire dei doveri reciproci, per tutti i generi di convivenza. Tutto questo era previsto dai DICO: io credo che se su quelle norme ci fosse stato un interesse, sia pure dialettico, di Marco Pannella, la sua autorevolezza avrebbe inciso non poco. Sul divorzio era inevitabile il passo compiuto; purtroppo la persistente nostalgia di un regime di cristianità ha rischiato una devastante frattura nella coscienza civile e religiosa (i cattolici del NO!) della nazione.

Discorso diverso andrebbe fatto sull’aborto, e tuttavia Marco Pannella difendendo la posizione, a mio avviso discutibile, portò il dibattito anche sul problema della contraccezione, sul quale sarebbe opportuna una maggiore chiarezza da parte dell’autorità ecclesiastica, tanto più oggi dal momento che le norme vigenti della Chiesa sono del tutto disattese anche dai cattolici: non è esemplare tacere, dal momento che non si sa più cosa opporre ai comportamenti di fatto.

Sul resto: battaglie contro la fame nel mondo, contro la pena di morte, accoglienza dello straniero, non solo siamo sempre stati del suo stesso parere, anche quando una diffusa indifferenza di un perbenismo borghese che ovattava ogni senso morale si mostrava contraria o infastidita, ma abbiamo anche ammirato il suo andare contro corrente, la sua determinazione ed il suo dialogo anche con quelli che su altre questioni lo contestavano. In fondo era uomo del confronto e (cosa sempre rara) di amicizia: talora spigolosi, ma sempre disinteressati, perché di servizio e non di potere. Un esempio purtroppo raro.

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2 thoughts on “Marco Pannella, una presenza di servizio

  1. Condivido anche stavolta sia il taglio sia il contenuto del tuo articolo. Ma sul personaggio ci furono, specialmente agli inizi, alcune ombre spiacevoli. Lasciando stare gli eccessi della sua vita privata (il suo angelo custode deve essere fortissimo per avergli permesso di arrivare a 85 anni), che ho avuto modo di “intuire” nei tre anni che ho abitato a Roma, in seguito al trasferimento di mio padre, dirigente della Mobil Oil Italiana, Pannella è stato il primo a sputtanare il Parlamento Italiano, quando era ancora decente, almeno dal punto di vista dell’educazione, e si tratta comunque di un’Istituzione della nostra democrazia (la Lega è giunta dopo) con Cicciolina, eletta per spregio,, o Toni Negri (lasciamo perdere). Il danno arrecato all’immagine dell’Italia all’estero fu incommensurabile. Il fatto che alcuni suoi “figli” radicali siano diventati berlusconiani di ferro non è un fatto casuale, dati i continui voltafaccia del nostro: coerenza sì negli ideali, incoerenza spesso nei fatti, dettata non so se da sindrome di protagonismo o di denuncia a tutti i costi..
    Infine, a mio avviso, ha bruciato lo strumento del referendum, facendone un uso spropositato, che alla lunga ha condotto i cittadini a svalutarlo, rifiutandosi di votare, giustamente esasperati.

  2. Premetto che ho condiviso alcuni spetti delle proteste di Pannella, ma sul tema del divorzio non sono stato e non sono per nulla d’accordo. Non per motivi religiosi, ma squisitamente umani. Il fatto che l’Italia fosse l’unico paese occidentale a non contemplarlo, non significa nulla. La riflessione che si doveva, e si dovrebbe fare, è se il divorzio è davvero utile alla crescita di una società, nel senso della formazione di ogni individuo. A parte rari casi in cui il divorzio è davvero l’unica soluzione possibile, l’averlo reso sempre più semplice da ottenere ha demolito, e demolisce, il senso di responsabilità delle persone, soprattutto in presenza di figli in giovane età. Ma non solo, ha introdotto un senso di insicurezza totale: non mi posso più fidare di nessuno, non posso più fare progetti di vita senza il timore di essere tradito. Non tradito nel senso della scappatella, ma nel senso molto più profondo di non essere certo che qualcuno condividerà con me il destino che la vita riserva, nella buona e nella cattiva sorte, Tutto ciò, unito a tutte le altre incertezze in cui la Società attuale ci fa vivere, non può che originare individui sempre più fragili e insicuri. E ciò non è un bene, né per gli individui, né per la Società. E’ un’analisi che non vale per tutti. Le persone con il carattere forte sanno fare le loro scelte, ma la maggioranza? Gli individui più fragili? Mi rendo conto che è un discorso complesso, ma averlo ridotto alla contrapposizione tra Stato laico e Chiesa è stato, a mio avviso, un errore di grande superficialità.

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