Idiots

Marco Ciani

2016-02-16_01.01.09.jpgUn commento forse tardivo alla replica con la quale Roberta D’Alessandro, in un messaggio pubblicato su Facebook, rispondeva alla ministra Giannini, con tono piccato, “L’Italia non ci ha voluto, non si vanti dei nostri successi”.

In sintesi, per chi non avesse seguito la vicenda. Una nostra ricercatrice italiana che lavora in Olanda ha vinto una borsa di studio di 2 milioni di euro, messa al bando dal Consiglio europeo della ricerca.

Per capire di cosa parliamo, leggiamo dal sito della Commissione Europea: “Istituito nel 2007 dall’UE, il Consiglio europeo della ricerca (CER) è la prima organizzazione europea che finanzia l’eccellenza nella ricerca d’avanguardia.

Ogni anno seleziona e finanzia i migliori ricercatori creativi di tutte le nazionalità ed età per realizzare progetti di cinque anni in Europa. I bandi sono aperti a ricercatori di qualsiasi nazionalità, età o settore scientifico, comprese le scienze umane e sociali, ospitati in un’università o di qualsiasi centro di ricerca aventi sede nell’UE o in uno dei paesi associati a Orizzonte 2020.

Le domande sono valutate e selezionate dopo un processo di valutazione inter pares che vede ogni anno la partecipazione di centinaia di scienziati di chiara fama provenienti da tutto il mondo. La qualità scientifica della proposta, che mira all’eccellenza, è l’unico criterio di selezione”.

Normale, in un paese normale, che il ministro dell’istruzione se ne compiaccia a nome della nazione «un’ottima notizia per la ricerca italiana».

«Ma quei successi non sono affatto italiani e non deve appropriarsene», la glaciale risposta della ricercatrice, che elenca una serie di colleghi vincitori di cattedra in Italia i quali, fuori dai patri confini, non vincerebbero nemmeno un premio parrocchiale.

Insomma, è l’annosa questione del merito, più volte richiamata anche dalle pagine di Ap e che la Costituzione italiana (forse la più bella del mondo, certamente la più retorica, ma anche la più ricca di propositi inapplicati, per essere eufemistici), richiama all’art.34 «I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso».

Diciamo la verità. La legge di questo paese, mi concederete una citazione cinematografica tratta da un film di Oliver Stone, Wall Street, sembra diventata la sopravvivenza degli incapaci, purché adeguatamente raccomandati. Le eccellenze, che pure esistono e sono anzi numericamente consistenti, si devono fare strada malgrado e non grazie alla spinta verso la meritocrazia, visto che il paese pare aborrirla.

Al contrario, l’Italia è ormai una nazione profondamente anti/meritocratica il cui sentiment naturale si basa sulla convinzione che l’unico modo di farsi strada nella vita, o anche semplicemente di sopravvivere, sia conoscere “qualcuno”, perché tutti (o quasi) i meccanismi di selezione sono in qualche modo fortemente condizionati. In parole povere: il gioco è truccato.

Di questa metastasi non possiamo addebitare la colpa solamente ai politici o alle forze sociali. Si tratta, al contrario, di un dato pervasivo, quasi antropologico, penetrato e presente nella forma mentis della popolazione, o comunque della sua stragrande maggioranza. Chi del resto, conoscendo qualcuno dotato di influenza, non ne profitterebbe per trarre un vantaggio, che ne so, per far assumere il figlio o per fargli conseguire una posizione di rilievo?

Continuiamo pure così. Ma dobbiamo sapere, e ringraziamo la dottoressa D’Alessandro per avercelo sbattuto in faccia (non tanto alla povera ministra, ma a noi, poveri italiani) che così ci condanniamo a non lasciare altra alternativa ai migliori e più intraprendenti, sopratutto ai ragazzi, studenti o laureati che siano, che quella di prendere la valigia per andare a cercare altrove i giusti riconoscimenti, anche economici, che nel simpatico paese sono loro preclusi.

Con questo, mentre il mondo evoluto si muove deciso nella promozione della ricerca di qualità e dell’innovazione, le basi costituenti della ricchezza nella società della conoscenza, noi invece, dopo aver decretato la supremazia dei mediocri, ci avviamo verso il dominio degli imbecilli. Non proprio il viatico migliore per garantire ai nostri figli un futuro di benessere e prosperità.

ROBERTA-DALESSANDRO

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One thought on “Idiots

  1. Ovviamente, vanno i più vivi complimenti alla bella e brava Prof.ssa d’Alessandro, nei confronti della quale il noto adagio Greco καλὸς καὶ ἀγαθός trova riscontro: cultura ed estetica tutte Italiane. Resta, oltre all’amaro del nemo propheta in Patria, il fatto che la stessa non consideri i risultati da lei raggiunti come un prodotto Italiano, semplicemente perché sono stati conseguiti in altra Nazione: trattasi, invece, di un orgoglio Nazionale di cui andare ben fieri, al pari di quanto succede negli Stati Uniti d’America, la cui Amministrazione si vanta delle scoperte scientifiche costaggiù compiute, ma, nella maggior parte dei casi, trattasi di lavori eseguiti da Europei, con preponderante componente Italiana. Roma, figlia di Atene, si conferma sempre più caput mundi, ancorché la maniera di esercitare il suo primato sia una sola delle sue specialità di sempre: la Cultura, che ha insegnato a tutto l’Orbe.
    Desta però quanto meno perplessità il fatto che il tutto sia monetizzato e misurato mediante la quantità di denaro raccolto sotto forma di stanziamenti.

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