Sicurezza – Cultura 1 a 1

Carlo Baviera

pareFra le misure che hanno colpito, nella legge di stabilità che il Governo ha predisposto per il 2016, ci sono sicuramente i 2 miliardi di euro ripartiti tra il capitolo della sicurezza e quello della cultura. Il messaggio sintetico e comprensibile lanciato dal Premier Renzi è stato: per ogni euro speso per la sicurezza ce ne sarà  uno per la spesa dei giovani nel loro aggiornamento e nella loro crescita culturale, e per il miglioramento delle periferie.

Si è fatta molta ironia riguardo ai 500 euro come bonus culturale o per il diritto allo studio. Non basta certo “allungare una mancia” o dare “la paghetta di stato”, pur corpose, per educare. Addirittura sul Corriere Maurizio Ferrara ha scritto che dare 500 € a tutti significa trattare in modo uguale giovani che si trovano in condizioni di partenza molto disuguali. E che sarebbe più opportuno pensare ai 50.000 minori arrivati con i barconi (più della metà non accompagnati da un parente); meglio investe su di loro, e incrementare misure per il contrasto della povertà educativa, che non una spesa a fondo perduto.

Osservazioni più che opportune. Ciò nonostante, mi sembra che si possa guardare, questa volta al bicchiere mezzo pieno. Finalmente si investe anche per il miglioramento delle periferie delle grandi città (e sarebbe opportuno pensare a tutte le aree socialmente e civilmente abbandonate!). Riqualificare le aree più isolate delle nostre città metropolitane, destinando 500 milioni di euro non è solo qualcosa di simbolico; mi sembra che indichi un percorso nuovo su cui far convergere gli interessi. E non meno concreto è preoccuparsi di offrire ai diciottenni non solo occasioni di svago e di sballo, ma offrirgli possibilità di avvicinare e conoscere la cultura; e di destinare 50 milioni per il diritto allo studio e 150 alle Associazioni culturali per il loro impegno civile.

C’è chi ha scritto che investire nell’educazione è un’arma per difendere il futuro. Queste sono le armi a cui educare i giovani. Questi sono investimenti su ciò che più conta e può dare risultati: crescere persone!

Poi, ovviamente, si potranno anche esprimere perplessità (è stato così anche per il fondo di aggiornamento per gli insegnanti) su come verranno gestiti i fondi ricevuti: quali film e quali libri saranno oggetto dell’interesse dei neo maggiorenni? Quale musica ascolteranno? Verranno posti limiti? Però, a me pare, che offrire loro la possibilità di visitare qualche museo o di andare a teatro sia comunque un fatto positivo. Più dei tanti videogiochi che continuano ad imperversare ed attrarre.

“I fondi stanziati sono il segno di una responsabilità che viene affidata; quella di essere co-eredi del grande patrimonio culturale italiano ed europeo. E il tentativo di portare i giovani non solo ad utilizzarla, la cultura, ma anche a pagarla visto che per questa generazione la normalità è scaricare gratuitamente contenuti da Internet”: è questo un commento che ritengo interessante.

Stesso rilievo si dovrebbe cogliere per il sostegno che verrà alle misure anti degrado per le periferie urbane: “bisogna investire perché non siano luoghi di nessuno, non siano tabù, non siano off limits” (Renzi). Riqualificare queste aree sovente abbandonate, dimenticate, lasciate in mano all’attività malavitosa è un’impresa apprezzabile. Ridare dignità ad una zona, anche solo con interventi urbanistici o di arricchimento degli spazi pubblici, significa ridare dignità anche a chi vi abita, fargli assaporare la bellezza.

E sarebbe bello provvedere, all’interno dei progetti di riqualificazione, anche agli aspetti sociali, al contrasto delle povertà, che sono intimamente legate allo scadimento generale.

Perciò, a me sembra guardando sempre il bicchiere mezzo pieno, e pur con tutti i limiti che si ritenga di riscontrare riguardo al provvedimento, che in questo caso l’indirizzo scelto sia positivo. Sempre che non siano interventi una tantum e presto abbandonati. E’ importante che la decisione riguardante il 2016 rappresenti una scelta programmatica, che si concretizzi in una progettualità pluriennale che abbia al centro l’educazione e la cultura. Infatti il limite, evidente, è che l’investimento sui neodiciottenni ha durata annuale; e dopo il 2016? Per ora sorvoliamo.

Solo con una progettualità pluriennale possiamo tentare di sottrarre braccia alla malavita e ad ogni tipo di violenza. Se si chiedono più garanzie per la sicurezza (non c’è solo il pericolo terrorista, ma anche quello della microcriminalità e dei furti continui nelle abitazioni, a far aumentare la paura), questa va garantita anche dalla crescita culturale e civile dei cittadini. Se ad ogni euro speso per l’orine pubblico e la sicurezza, uno si continuerà a renderlo disponibile per la formazione giovanile e per il recupero delle aree periferiche e disagiate avremo imboccato un percorso virtuoso.

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