Una storia che deve continuare

Carlo Baviera

rc+“Riproporre cosa deve essere la buona politica”. Questo è stato uno dei motivi principali del ritrovarsi per ricordare la figura di Riccardo Coppo, ad un anno dalla morte, come esempio di impegno costante e coerente. Ha aperto in questo modo la sua riflessione, l’ex Ministro ed ex Vice Segretario nazionale della DC, Guido Bodrato chiamato a Casale Monferrato dagli amici a ricordare uno dei Sindaci più stimati e apprezzati della capitale monferrina.

Quella di venerdì scorso è stata una serata che ha visto un salone affollatissimo di amici, collaboratori, cittadini che continuano a riconoscere Riccardo come una persona eccezionale non solo come amministratore, ma anche sul piano umano dove sapeva essere simpatico, affabile, e rispettoso. Una serata che è stata occasione per una lezione magistrale dell’on. Guido Bodrato su cosa è la Vera Politica, e di come è stata vissuta da Riccardo Coppo.

Una serata che ha consentito di ascoltare un altrettanto appassionato ricordo da parte di Renato Balduzzi, Membro del Consiglio Superiore della Magistratura ed ex Ministro; anch’egli amico da lunga data di Riccardo. Entrambi (Balduzzi e Bodrato) sono giunti alla stessa conclusione, ripercorrendo l’impegno di Coppo: una politica onesta, corretta e coerente è ancora possibile, e soprattutto la “nostra storia”  (quella del cattolicesimo democratico) non è finita, ma va ripresa nell’impegno e nella presenza.

Entrambe gli oratori hanno sottolineato come a fondamento di una buona politica, anche oggi, resti la necessità della categoria dell’amicizia. Tante volte, in epoche anche recenti, la politica è servita per contrastare i nemici, per  “distruggere” il proprio nemico, mentre la moderna visione democratica porta a confrontarsi civilmente con gli avversari e a rispettare reciprocamente il risultato elettorale.

E invece, Riccardo Coppo ha sempre operato in un gioco di squadra. Anche se, come nell’ultimo ventennio, le leggi hanno sempre più portato verso la personalizzazione (le elezioni dirette danno un ruolo particolare, dell’uomo solo al comando). Gli amici non visti e usati come un clan, ma come collettivo. Consultarsi prima di ogni decisione, anche la meno importante, era una necessità. Il decidere insieme chi era più utile nel ricoprire un ruolo (amministrativo o di partito), senza gelosie ma sostenendosi a vicenda per rispondere meglio alle necessità dei cittadini e del territorio.

Territorio è stato un altro termine che ha caratterizzato l’impegno di Riccardo: è stato intimamente monferrino. Difesa della identità del territorio, della sua economia e dei suoi prodotti tipici. Ricerca dell’unità di azione e di intenti tra i Comuni del Monferrato, per progettare insieme e organizzare meglio le risposte di servizi su scala ampia. Difesa dell’ambiente e delle risorse naturali.

Le battaglie contro l’inquinamento dell’acquedotto comunale e contro l’amianto, che sembravano quella di Davide contro Golia, sono state esemplari e sono servite per dare ai cittadini la coscienza di un impegno civile, e “svegliare” le istituzioni rispetto a un “drago” che si deve continuare a contrastare.

Quello contro l’amianto, sarà l’evento per cui Coppo verrà ricordato dalla storia, per il suo coraggio e per la sua determinazione; ma egli è stato anche impegnato per garantire trasparenza amministrativa, partecipazione democratica, ricordo e attualizzazione dei valori della resistenza per tutelare la convivenza civile e lo sviluppo sociale, condivisione con quanti avevano visioni diverse.

Tutte queste cose non sono state vissute per caso, ma inserite in una storia e con dei riferimenti ideali e valoriali, quelli del cattolicesimo sociale e democratico. Una storia che viene da lontano e che ha contribuito fortemente sia all’approvazione della Carta Costituzionale, sia alla rinascita civile del Paese durante la ricostruzione,  sia alla stagione delle riforme degli anni ’70.

Ecco perché, come già ricordato, ricordare Riccardo Coppo significa anche riproporne la storia di coerenza, di coraggio, di dedizione: “la nostra storia”. Ecco perché resta un esempio affinché non si chiuda una esperienza importante. Come ha giustamente sottolineato Balduzzi, Riccardo avrebbe gioito per l’elezione di Mattarella al Quirinale, proprio perché è un segno di una presenza non esaurita, di una storia che può e deve continuare.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...