A proposito della conferenza sul clima di Parigi

Angelo Marinoni

clSi sta concludendo la conferenza internazionale sul clima di Parigi e fra catastrofisti che infestano la rete e irresponsabili che governano si sono dette finora un sacco di cose, quasi tutte intelligenti, ma quasi tutte note tanto che oserei dire che i conferenzieri hanno scoperto l’acqua calda.

Una delle conclusioni più importanti è che il pianeta è malato e che i trasporti incidono per il 24% nella produzione di CO2 (approssimazione che non apprezzo circa il metodo di misurazione dell’inquinamento, ma accontentiamoci), gli stessi trasporti, pero’, possono essere realizzati incidendo per l’1% rispetto ad ora spostando su ferro buona parte di quanto ora viaggia su gomma.

Di mobilità sostenibile si parla da anni, le ragioni per un regresso dell’uso del mezzo privato e per la necessità di sostenere e aumentare il servizio ferroviario per merci e passeggeri sono evidenti da altrettanti anni e soltanto la miopia della classe dirigente e imprenditoriale e l’inconsapevolezza di molti cittadini ha trasformato in scoperta l’ennesima lettura dei dati: scoperta che, però, non impedisce a dirigenti ancora più irresponsabili di continuare a promuovere strade e chiudere ferrovie.

Sono felicissimo che sui giornali si legga quello che tante persone, anche di piccolo calibro comunicativo come me, si sono sgolate di dire, ma sarei soddisfatto se leggessi non intenzioni, ma normative e fatti.

Nella realtà italiana si vede l’esatto contrario di quello che si scrive dopo la conferenza parigina:

Qualche opportuno esempio:

  1. In Valle d’Aosta si sta per chiudere una linea ferroviaria di respiro turistico e locale a vantaggio del trasporto su gomma (Aosta – Pré St. Didier)
  2. in Lombardia si propone un’altra tangenziale (Sud-Ovest) e ci si frega le mani se investitori esteri finanziano la terza inutile e dannosissima autostrada a nord di Milano (Varese – Como – Lecco dopo l’inutile Brebemi e la teoria di tangenziali a est della metropoli)
  3. il nuovo AD di FS annuncia una politica industriale quasi più indecente di quella di Moretti, traguardo verso il basso che credevo irraggiungibile
  4. il trasporto pubblico locale resta un fatto occupazionale fra amministrazioni locali e sindacati e non l’elemento cardine della mobilità e dell’economia, tanto è vero che sempre più spesso continuiamo a pagare “venti” autobus con un viaggiatore sopra ciascuno che passano a stretto giro paralleli a una ferrovia sospesa all’esercizio
  5. Rete Ferroviaria Italiana continua a smantellare di fatto scali merci di piccole, medie e grosse dimensioni (Bra, Novi San Bovo, Alessandria) a vantaggio della mobilità di quelle merci a lunga percorrenza prodotte da economia insostenibile (Terzo Valico et similia: infrastrutture utili se relazionate a una rete ferroviaria capillare altrimenti sono solo corridoi utili, appunto, ai grossi flussi in transito, che risolvono in maniera minima il problema trasporti e desertificano la rete)
  6. invece di investire sulle basse velocità e sui 17 mila km di rete tradizionale si enfatizza e investe ancora sugli 800 dell’alta velocità, utile corollario della rete fondamentale, non rete fondamentale.

L’impressione è quella che scoperta ancora una volta l’acqua calda e vinto lo stupore per il vapore la si lasci raffreddare continuando a fare quello che si è fatto finora finché il pianeta lo farà fare.

È infatti vero che siamo in periodo di riscaldamento globale come lo eravamo nel Medioevo quando si coltivava la vite a Pila e al Teodulo (3500 metri sul Monte Rosa) si passava il colle con l’asino, ma è indiscutibile che lo stato di salute del pianeta sia preoccupante e il virus siamo noi.

Rabbrividisco quando sento dirigenti indiani sostenere che è il loro momento di inquinare e non possiamo impedirglielo … aberrante come se noi che, per fortuna, non abbiamo fatto in tempo a sfruttare e colonizzare pretendessimo lo sfruttamento di un terzo dell’Africa per compensare il fatto che gli inglesi lo hanno fatto per trecento anni e noi nemmeno venti …

Anche la cronaca locale alessandrina ci regala momenti interessanti, come la scoperta dell’urgenza di pedonalizzare il centro storico dopo le risultanze della conferenza parigina con la stessa tempistica grazie alla quale è stato rovesciato lo scenario politico locale circa dieci anni fa.

E’ evidente da quello che scrivo che io sia uno dei sostenitori dell’istituzione di zone a traffico limitato e aree pedonali urbane, ma è anche vero che per farlo bisogna avere un’idea di città e un modello di organizzazione di mobilità sostenibile che non è nemmeno all’orizzonte, visto il caotico e inefficace servizio di trasporto urbano, le ferrovie scarsamente sfruttate quando non abbandonate e con i sistemi di trasporto non integrati fra loro (servizio ferroviario regionale e autoservizi provinciali che non si relazionano se non in rari casi),  nemmeno al loro interno (concessionarie di autoservizi e ex-municipalizzate non integrate né negli orari, né nelle relazioni e tanto meno nella bigliettazione).

Sono un inguaribile ottimista e spero che sia la volta buona e il patrocinio intellettuale della conferenza di Parigi dia alla classe dirigente l’energia per fare quelle scelte moralmente e socialmente obbligate, ma coraggiose che mettano al centro la mobilità sostenibile, specie quella ferroviaria relegando a un ruolo sempre più marginale la mobilità privata.

Non dimentichiamo che esistono già protocolli firmati e intese internazionali (Libro bianco dei trasporti e Convenzione delle Alpi) che attendono solo attuazioni.

La scommessa mobilità sostenibile è importante e complessa: dalle dinamiche della rete urbana di una media città come Alessandria ai milioni di tonnellate di merci che devono attraversare le nazioni.

È un passaggio delicato e enorme anche dal punto di vista industriale dovendo vincere il sistema economico mondiale e specie europeo la sua perniciosa dipendenza dall’industria automobilistica la cui conversione in industria sostenibile è la principale e irrinunciabile sfida dei prossimi decenni.

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3 thoughts on “A proposito della conferenza sul clima di Parigi

  1. Purtroppo, l’interesse economico si sta rivelando sempre più la rovina dell’Uomo anziché il motore della Società civile: individualismo, liberismo, competizione al di fuori dei contesti sportivi anziché spirito collaborativo e di lavoro per il bene comune combinano quello che, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti.
    Sul fronte del trasporto, certamente, la ferrovia, grazie alla possibilità offerta dalla trazione elettrica, è molto meno inquinante, tenendo anche in debito conto la minima difficoltà nel depurare inquinamenti prodotti da fonti concentrate e fisse rispetto a quelli prodotti da mezzi semoventi.

  2. Mi permetto, dopo aver fatto i complimenti all’estensore dell’articolo, che il Comune (sulla carta) ha le idee chiare….. Il Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile è una realtà (sulla carta) e, forse, farlo conoscere potrebbe “spingere” chi di dovere a darsi una mossa. Il pezzo che segue è solo la pagina iniziale di un documento di circa 40 pagine facilmente consultabile partendo dalla schermata base del sito web del Comune di Alessandria (www.comune.alessandria.it ). Buona lettura…

    “Allegato A)
    Determinazione Dirigenziale n° 1774 del 07/08/2015
    AVVISO DI INDAGINE DI MERCATO PER MANIFESTAZIONE DI INTERESSE
    a partecipare alla procedura negoziata, previa gara informale, per l’affidamento di
    SERVIZIO DI REDAZIONE DELL’AGGIORNAMENTO DEL PIANO GENERALE DEL TRAFFICO
    URBANO (P.G.T.U.) E DEL PIANO URBANO DELLA MOBILITA’ SOSTENIBILE (P.U.M.S.)
    IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO
    Premesso che:
    L’Amministrazione Comunale di Alessandria, in coerenza con il suo programma di mandato,
    intende intervenire in materia di mobilità urbana, al fine di assicurare un migliore equilibro tra
    domande di mobilità, qualità della vita, protezione ambientale e salute, nella convinzione che
    lo sviluppo e la mobilità sostenibile, il miglioramento della qualità ambientale, siano elementi
    essenziali per il definitivo rilancio della Città.
    L’art. 22 della legge 340/2000, prevede, tra l’altro, che al fine di soddisfare i fabbisogni di
    mobilita’ della popolazione,assicurare l’abbattimento dei livelli di inquinamento atmosferico ed
    acustico, la riduzione dei consumi energetici, l’aumento dei livelli di sicurezza del trasporto e
    della circolazione stradale, la minimizzazione dell’uso individuale dell’automobile privata e
    la moderazione del traffico, l’incremento della capacita’ di trasporto, l’aumento della
    percentuale di cittadini trasportati dai sistemi collettivi anche con soluzioni di car pooling e
    car sharing e la riduzione dei fenomeni di congestione nelle aree urbane, sono istituiti
    appositi piani urbani di mobilita’ (PUM) intesi come progetti del sistema della mobilita’
    comprendenti l’insieme organico degli interventi sulle infrastrutture di trasporto pubblico e
    stradali, sui parcheggi di interscambio, sulle tecnologie, sul parco veicoli, sul governo della
    domanda di trasporto attraverso la struttura dei mobility manager, i sistemi di controllo e
    regolazione del traffico, l’informazione all’utenza, la logistica e le tecnologie destinate alla
    riorganizzazione della distribuzione delle merci nelle citta’.
    La Commissione Europea, nel Patto dei Sindaci promosso a partire dal 2008, ha promosso per
    la mobilità un approccio integrato che combini energia, cambiamento climatico e trasporti,
    che prevede lo sviluppo da parte delle Autorità locali di Piani di mobilità urbana sostenibile, al
    fine di garantire una politica volta ad armonizzare trasporti e tutela dell’ambiente, ambienti
    salubri, pianificazione territoriale, edilizia abitativa, aspetti sociali dell’accessibilità e della
    mobilità, nonché politica industriale e in grado di promuovere un approccio integrato che si
    occupi di vari aspetti: la complessità dei sistemi di trasporto urbani, le questioni di governance
    e dei collegamenti tra le città e le aree o regioni limitrofe, l’interdipendenza tra i modi di
    trasporto, le limitazioni all’interno dello spazio urbano, nonché il ruolo dei sistemi urbani nel
    più ampio sistema dei trasporti europeo.

    Per conseguire le suddette finalità e per orientare e gestire il sistema della mobilità urbana dei
    prossimi anni, con un orizzonte temporale di medio-lungo periodo, in un quadro di
    complessiva coerenza e integrazione dei diversi piani di settore, la Città di Alessandria intende
    redigere il PUMS – Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, quale strumento di indirizzo
    strategico che dovrà essere allineato con i più recenti indirizzi sviluppati a livello dell’Unione
    Europea ed a livello nazionale e regionale e coordinato con la pianificazione attualmente
    vigente. Il PUMS dovrà inoltre essere coerente con i seguenti provvedimenti adottati dalla
    Giunta comunale, quali atti correlati all’attivazione delle politiche di mobilità sostenibile:
    · deliberazione di Giunta Comunale n. 232 del 26.08.2014 “Adesione del Comune di
    Alessandria al network CIVINET Italia”;
    · deliberazione della Giunta Comunale n. 289 del 22/10/2014 “Partecipazione al
    progetto BUMP Boosting Urban Mobility Plans- a supporto della redazione del
    piano urbano della mobilità sostenibile”;
    · deliberazione della Giunta Comunale n. 297 del 29/10/2014 “Progetto di studio di
    mobilità urbana sostenibile. Approvazione partecipazione al bando CIVITAS fund”
    Contestualmente è necessario un aggiornamento del vigente Piano Generale del Traffico
    Urbano (P.G.T.U.)…. eccetera (sul sito indicato). plc

    (CITTÀ DI ALESSANDRIA
    Direzione Politiche di valorizzazione e tutela ambientale, Attività Economiche
    Piazza Libertà 1 – 15100 ALESSANDRIA – P.I.va 00429440068
    (Tel. 0131/515241 – Fax 0131/515379)
    comunedialessandria@legalmail.it)

    • Semplicemente vergognoso che un Comune come Alessandria, Capoluogo di Provincia, appalti a dei privati la redazione di un piano per la viabilità: Uffici di questo calibro dovrebbero avere nel proprio seno Ingegneri di prim’ordine, per le varie necessità dell’Amministrazione.

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