Percossa, attonita

Dario Fornaro

salpIl “tandem” manzoniano – di cui abbiamo napoleonica memoria – si riferisce ad un evento puntuale, ad  una concentrazione di sentimenti provocata d’improvviso. Adottiamo tuttavia la bella accoppiata anche per introdurre brevi  note attorno a fenomeni e tendenze maturati nel tempo: tutt’altro che ignoti, dunque, anche se soggetti a qualche  inopinata variazione di intensità. Tale, ad esempio, il largo successo del Front National, al primo turno delle elezioni regionali francesi, raccontato dal commentario italiano.  Sarà perché si parla di Marine Le Pen, ma si pensa a Matteo Salvini e  al quadro scivoloso della politica italiana, che il supplemento di pathos appare lievemente strumentale. Non a caso l’orizzonte delle preoccupazioni nostrane è per lo più contenuto nello spazio dei pochi mesi che ci separano dalle amministrative di primavera e solo in tal senso si riprendono gli allarmi per la crescita vigorosa della destra populista d’oltralpe che potrebbe, en passant, corroborare analoga tendenza italiana.

E’ possibile, per non dire probabile, che la trasmigrazione, spontanea o “obbligata”, delle forze non approdate al ballottaggio di domenica (13.12) tra Le Pen e Sarkozy, ridimensionino parzialmente, in termini di regioni governate, il successo del “FN”. Con ciò suscitando più di un (corto) respiro di sollievo in entrambe le Nazioni cugine e rinviando alle “presidenziali” francesi del 2017  il prossimo redde rationem di portata europea.

Tempi supplementari, forse, per affrontare il rovello di fondo: quali messaggi, e quali politiche, selezionare – tra il vecchio e nuovo “guardaroba” ideale – per ottenere un’udienza elettorale comparabile con quella dell’”esecrato populismo” in crescente spolvero. Sotto gli occhi vitrei, tra l’altro, di un Convitato di pietra – l’Unione Europea – che ostenta una sicurezza marmorea nonostante le picconate visibilmente e incessantemente subite alla base, e altre in prospettiva. Peccato che sia l’Europa il vero problema, pesante e trasversale.

 

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One thought on “Percossa, attonita

  1. L’Europa è un problema perché, al momento, l’Europa non esiste come Stato né unitario, né federale, ma solo come accozzaglia di burattini i cui fili sono tirati dai potentati economici. Solo quando a tutti i livelli: Continentale, Nazionale, Regionale, Provinciale e Comunale (quest’ultimo, prevalentemente per i Comuni di maggiori dimensioni), sarà ripristinata una vera classe politica composta da individui di spiccate doti morali e solide basi culturali, non avranno più ragion d’essere i vari movimenti di protesta. Qualche giorno fa, il quotidiano “La Stampa” pubblicava un articolo nel quale si affermava che il cosiddetto populismo altro non era che la volontà da parte dei Cittadini di riappropriarsi della politica in prima persona, giacché è calata la fiducia nei rappresentanti.

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