Teleriscaldamento: volata finale?

Qui Alessandria  Dario Fornaro

al

Tra il marzo e giugno scorsi, si levò un discreto dibattito – sia pure di quelli “a distanza” – sull’intenzione, manifestata dal Comune, di estendere a gran parte della città di Alessandria la rete di teleriscaldamento, della quale  un esemplare ridotto era appena stato realizzato al Quartiere Cristo con, si diceva, buoni esiti complessivi. Si manifestarono anche perplessità (Sel, M5S..) e la Giunta promosse un Convegno tecnico (21.03.15) ad hoc per le delucidazioni sul teleriscaldamento e sui vantaggi economico-ambientali di tale impianto collettivo.

Da giugno a tutt’oggi l’argomento, salvo errori, è scomparso dai radar dell’informazione. Si sapeva grosso modo che favorevoli, perplessi e molto perplessi erano rimasti sulle proprie posizioni e che era comunque intenzione dell’Amministrazione predisporre un bando di gara per la realizzazione, con “gara europea”, di un impianto del tipo di quello già autonomamente proposto da una Società privata (investimento previsto: 95 milioni di euro).

Il boccone è grosso, ghiotto e di lungo periodo: improbabile che sia rimasto a mezz’aria, frenato da un dibattito inconcluso. Possibile invece che l’argomento e le carte riemergano di botto in questa fine d’anno, con gli Organi deputati chiamati a pronunciarsi sul bando di gara delineato ufficialmente. Non proprio un “punto di non ritorno”, ma un solido paletto a cui agganciare tutti gli altri.

E a proposito di paletti, sarà pure un caso che non c’entra, ma recentemente, nella zona a suo tempo e informalmente indicata per l’ubicazione della centrale termica (tra la “Casetta” e la Tangenziale), sono stati “picchettati” – dico ad occhio – 10/15000 mq di terreno agricolo, buoni appena,i picchetti, per destare qualche innocente curiosità dei passeggiatori domenicali.

Qualcosa mi dice che la vicenda del bando e della gara in questione non seguirà le rilassate tempistiche e le vaghezze concettuali  dell’analogo progetto-Cittadella e , proprio per questo, è auspicabile che il dibattito riprenda, ed eventualmente si concluda in aula consiliare, alla luce della sempre invocata trasparenza politica e informativa. In particolare in ordine all’assunto che…tanto al Comune non costa niente dovendosela poi vedere, in termini di ritorni finanziari e tariffari, tra concessionario e utenti. Teniamo conto, a titolo finale di raffronto, che questo “scherzo” del teleriscaldamento esteso vale, per la città, almeno cinque Ponti Meier.

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