La famiglia ci sta a cuore

Il punto  Vittorio Rapetti

La riflessione dell’AC in occasione del Sinodo

IL MfamETODO DEL SINODO

Nel corso di quest’anno l’AC ha continuato la riflessione sulla famiglia, anche in relazione al Sinodo ad essa dedicato, aperto da qualche giorno a Roma, dopo la prima tappa del Sinodo straordinario svoltosi lo scorso anno. E’ motivo di gioia e di gratitudine che l’intera Chiesa abbia avviato un percorso di discernimento, di fronte alle tante novità, vere e proprie sfide culturali e spirituali, che ci interpellano come persone e come cristiani, come singoli e come comunità. Non un ragionamento astratto, fine a se stesso, ma rivolto ad aiutarci a tradurre il Vangelo nella vita quotidiana della Chiesa, delle famiglie, della società. Questo metodo, indicato già dal Concilio e sollecitato da papa Francesco, ci ha comunicato la realtà di una chiesa che ha bisogno – e che vuole – respirare. Questo metodo racchiude un elemento molto importante: l’ascolto del Popolo di Dio, sacerdoti, religiosi e laici insieme, l’ascolto reciproco nel Popolo di Dio tra laici, sacerdoti, religiosi, vescovi. Per il discernimento, infatti, occorre ascoltare il “senso della fede” di tutto il popolo di Dio. Così ci ha ricordato papa Francesco nell’incontro del 17 ottobre scorso: Ma come sarebbe stato possibile parlare della famiglia senza interpellare le famiglie, ascoltando le loro gioie e le loro speranze, i loro dolori e le loro angosce? Attraverso le risposte ai due questionari inviati alle Chiese particolari, abbiamo avuto la possibilità di ascoltare almeno alcune di esse intorno a delle questioni che le toccano da vicino e su cui hanno tanto da dire. Una Chiesa sinodale è una Chiesa dell’ascolto, nella consapevolezza che ascoltare «è più che sentire». È un ascolto reciproco in cui ciascuno ha qualcosa da imparare. Popolo fedele, Collegio episcopale, Vescovo di Roma: l’uno in ascolto degli altri; e tutti in ascolto dello Spirito Santo, lo «Spirito della verità» (Gv 14,17), per conoscere ciò che Egli «dice alle Chiese» (Ap 2,7).

Questo ascolto e questo dialogo è purtroppo trascurato nella vita concreta delle nostre chiese e vale non solo per il tema della famiglia, ma anche per tutte le altre questioni che interpellano la vita e la coscienza cristiana. Ebbene, il Concilio e il Papa ci dicono che questo ascolto/dialogo è possibile e doveroso.

DRAMMI E BELLEZZA DELLA FAMIGLIA

Nonostante i tanti drammi e sofferenze che attraversano la vita delle nostre case, è importante prima di tutto dire la bellezza della famiglia, la sua importanza per il mondo di oggi e per il futuro dell’umanità. La storia, la geografia e l’attualità ci aiutano a capire come non ci sia un unico “modello di famiglia”, ma tanti e diversi tentativi per costruire una convivenza stabile, capace di dare vita, di accogliere, di accompagnare e sostenere le persone, di vivere e condividere gli affetti e la sessualità, di partecipare in modo attivo e responsabile alla vita della comunità. Crediamo che su tutti questi tentativi, sempre limitati e imperfetti, a volte segnati dalla sconfitta e dal fallimento, il Vangelo ci doni una parola di riferimento e di benedizione. Una parola, quella del Vangelo, che ci indica con semplicità che costruire famiglia, amare e progettare insieme, si può.    E che le generazioni, i grandi e i piccoli, i genitori e i figli, possono raccontarsi a vicenda non solo le fatiche ma anche le meraviglie che la vita compie ogni giorno.

QUALE ORIZZONTE CI STA A CUORE ?

In occasione della veglia per il Sinodo sulla famiglia con il Santo Padre, il presidente nazionale dell’AC, Matteo Trufelli ha così riassunto qual è l’orizzonte di famiglia al quale l’AC guarda e che si propone di servire: “Ci sta a cuore la famiglia come spazio di amore, di relazioni autentiche nel quale i dubbi e le paure più profonde possono trovare parola, le fatiche della vita possono essere comprese e accompagnate. Perché ciascuno, come i discepoli di Emmaus, ha bisogno di vedere accolte e ascoltate le domande profonde che abitano il proprio cuore. Ci sta a cuore la famiglia come luogo in cui si condividono le pesantezze, i momenti faticosi, e insieme con essi si gustano le gioie più autentiche. Ci sta a cuore la famiglia come esperienza di umanizzazione, una strada che può essere percorsa solo insieme, senza lasciare indietro nessuno, regolando il passo con quello di chi va più lento e di chi ha più pesi da portare. Ci sta a cuore una famiglia che sappia guardare con occhi sinceri dentro se stessa, per sanare le piccole e grandi ferite che la colpiscono, la rendono fragile, la fanno chiudere in se stessa. Ci sta a cuore una famiglia che faccia sentire tutti “a casa”. Che insegni l’arte di far sedere intorno alla tavola ogni persona perché capace di spezzare il pane. Una famiglia che vive l’intimità della casa non come una barriera nei confronti del mondo, ma come un cuore che genera relazioni, crea solidarietà, educa alla responsabilità. Una famiglia che diviene rigogliosa quando non si chiude in se stessa, ma si colloca in modo vitale dentro la trama di relazioni di cui è parte e di cui si nutre. I parenti, gli amici, i vicini, la città. Una famiglia che sa farsi carico delle solitudini che la circondano, che sa prendersi cura di chi attorno a lei non ha una casa, non ha un lavoro, non ha più una terra in cui restare. Ci sta a cuore una famiglia che è piccola Chiesa, come scrisse Carlo Carretto tanti anni fa. Esperienza autentica di comunione che educa alla fede e introduce al cammino della grande Chiesa, che costruisce la comunità più grande. Ci sta a cuore la famiglia, non un’idea di famiglia. Ci stanno a cuore le famiglie così come sono, nella realtà. E la realtà oggi ci mostra anche i volti concreti di tante esperienze tra loro diverse, abitate da difficoltà e grandi ferite. Verso tutte queste esperienze vogliamo innanzitutto metterci in ascolto. Lasciarci interrogare dalla loro quotidianità, dalla loro umana ricchezza, dalle loro povertà. Vogliamo rendere grazie per ogni seme di bene che si trova in ciascuna di esse, in ognuna. Vogliamo farci compagni di viaggio, per condividere con loro la ricerca della felicità. Vogliamo farci vicini di casa, per condividere con loro la gioia che nasce dall’incontro con il Signore”.

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2 thoughts on “La famiglia ci sta a cuore

  1. Desidero comunicare che a Casale Monferrato – Parrocchia dell’Addolorata, dove da alcuni anni abbiamo iniziato (insieme ad amici di diverse realtà e provenienze) un percorso di riflessione sulla Dottrina Sociale della Chiesa che abbiamo definito Preghiera per il Bene Comune, quest’anno lo abbiamo dedicato anche noi al tema della famiglia; in attesa delle conclusioni e degli approfondimenti del Sinodo dal quale si attendono indicazioni pastorali adeguate al tempo presente. Un gruppetto di persone, in una realtà periferica, che si sente unita al percorso della Chiesa universale: “compagni di viaggio” come dice Vittorio

  2. Credo che tutti i credenti nel Cristo Risorto (con tutte le strutture che si sono dati) non dovrebbero limitarsi a denunciare la gravità di scelte pubbliche non centrate sui valori delle famiglie unite, ma debbano anzitutto chiedere scelte politiche di sostegno reale (quindi anche economico) alle famiglie per favorirne il contributo alla vita civile della nazione e alla crescita democratica dello Stato.
    Entro tale quadro, anche le Parrocchie potrebbero contribuire al sostegno culturale-civile delle famiglie non solo in funzione dell’iniziazione cristiana dei loro figli. Anzi, almeno questa potrebbe essere occasione di dialogo con ciascuna famiglia per favorirne la progressiva maturazione delle responsabilità anche civili, che sono implicite alla vita cristiana di ogni persona.

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