La notizia che manca

Domenicale Agostino Pietrasanta

braNon è certo una novità: ci sono eventi e situazioni che fanno notizia ed altri no; a seconda di quelli che vengono considerati, a torto o ragione, i gradimenti dei destinatari, lettori dei quotidiani, telespettatori e via dicendo.

Ad esempio fa notizia che mons. Krzystof Charamsa faccia dichiarazioni circa la sua omosessualità e presenti il suo compagno di vita; fa meno notizia che lo faccia alla vigilia dell’apertura di un Sinodo chiamato ad affrontare la difficile realtà di diverse convivenze, per individuare una possibile risposta pastorale e non fa per niente notizia che lo faccia in contemporanea alla pubblicazione di un suo libro, con probabili premesse di adeguate consulenze professionali.

Fa notizia che il 90% degli appalti romani per bus e metrò sono irregolari, contemporaneamente fa notizia che Ignazio Marino si sia portato dietro qualche scontrino non proprio giustificabile; fa meno notizia che il sindaco (ex?) romano si sia trovato, con probabile apporto di dosi significative di ingenuità, a controbattere ed affrontare una situazione in cui le predette irregolarità sono solo un sintomo del malaffare dei poteri romani. E si finisce per passare sotto silenzio, o quasi che la situazione “capitale” è tanto deteriorata che i passeggeri della linea A del metrò sono obbligati a percorrere le gallerie con i mezzi loro offerti da natura, le proprie gambe e non fa rilevanza alcuna che tanto sfascio non può certo essere imputato al solo sindaco che pure le sue responsabilità non dovrebbe sottovalutare. Nel contempo non fa assolutamente notizia la preoccupazione di quasi tutti i milanesi (non esclusi parecchi di centro/destra) per il fatto che Pisapia non presenterà più la sua candidatura alla guida dell’amministrazione civica, dal momento che (dicono loro) ha governato egregiamente; si preferisce dar notizia alle presunte (siamo garantisti) malefatte di Mantovani.

Si direbbe che fa notizia il negativo che alletta la curiosità (un po’ pruriginosa?) dei fruitori.

Ci sono fatti che però potrebbero rintuzzarmi. Così, tanto per fare un esempio; fa notizia che Renzi annunci che abbasserà le tasse. Nessuno ci crede, ma per intanto si osserva compiaciuti quelli che fanno finta di crederci o che finalmente ammirano il premier, dal momento che con le promesse non ha deluso gli ex fan di Berlusconi: hanno trovato un convincente sostituto.

Ci sono però fatti e situazioni che non interessano nessuno perché le delusioni indotte da una crisi epocale o le sensibilità smorzate ed ovattate dalla ricerca del benessere, rimuovono i più sacrosanti diritti dell’umanità. Così si urla con varia intensità e convinzione sui problemi degli immigrati, perché si ritiene che diano noia e nessuno pensa a ciò che avviene alle “periferie del mondo”. Così, anche qui solo per fare un esempio, solo il quotidiano “Avvenire” “di ispirazione cattolica” (vulgo dictus “dei vescovi italiani”) ci informa che in Brasile vengono assassinati ventotto (28) minori al giorno perché danno noia con la loro miserevole presenza sulle strade che di cinquantamila (50.000) minorenni all’anno si perdono le tracce, che tre milioni di ragazzi in età scolare, su un totale di cinquanta milioni non frequentano la scuola dell’obbligo. Queste cose non fanno notizia e bisogna dare atto al succitato quotidiano, da cui non poche volte abbiamo preso le distanze, di avere scelto la strada di una augurabile parresia.

Come si vede, quando non mancano laici che inneggiano a papa Francesco che propone di uscire verso le “periferie del mondo”, costoro predicano bene, ma razzolano come possono. Ci sono notizie che per loro non ci sono: notizie (sfioro l’ossimoro) inesistenti.

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One thought on “La notizia che manca

  1. Se dovessi svolgere il compito del collatore di fonti, probabilmente, trascriverei il titolo nella forma: “La notizia che manca [dalle pubblicazioni]”, in ossequio alla regola di mettere tra parentesi quadre il completamento di edizioni in cui manca qualcosa e queste lacune dell’Autore o del primigenio Editore vengono colmate secondo ragionevole supposizione del curatore dell’ultima edizione.
    Tuttavia, nell’ultimo capoverso, il concetto espresso nelle parentesi quadre è ben chiarito: alcuni, pur predicando bene, razzolano come possono o, meglio, come loro consentito dai datori di lavoro, i quali, sovente, più che alla loro coscienza o, banalmente, alle loro opinioni personali, rispondono a vili leggi di mercato.

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