Café Jerusalem martedì al Teatro Alessandrino

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Martedì 22 settembre, alle 21.30, al Teatro Alessandrino, andrà in scena lo spettacolo Café Jerusalem, con gli attori Carla Peirolero, Pino Petruzzelli e con i Radioderwish e le loro musiche originali.

Ci sono notti piene di stelle nelle quali si respira il vento che soffia dal mare e ci sono notti senza luna, dove il cielo si mischia alla polvere ed è duro come la pietra. Un cielo, però, che non ha confini, come quel mare che chi vive affacciato sul Mediterraneo sente sotto la pelle come un sale che brucia. Chi può dire dove finiscono le stelle di un popolo e incominciano quelle di un altro?

È proprio sulle dicotomie, su un modo di ragionare per opposti – noi/loro, dentro/fuori, inclusione/esclusione – che riflette Café Jerusalem, che viene proposto in data unica per Alessandria al Teatro Alessandrino martedì 22 settembre alle 21,30.

Café Jerusalem, scritto da Paola Caridi, e diretto da Pino Petruzzelli, canta, attraverso la voce di Nura (Carla Peirolero), le contraddizioni di una città antichissima, gloriosa e insieme dolente e violenta come Gerusalemme. Città dove tutti sono stranieri, nessuno anonimo, come se tutti portassero un marchio indelebile, un codice a barre impresso sulla guancia, a rendere palese le appartenenze di ognuno. Eppure una città dove tutti sono soli, in cui ognuno è relegato in un recinto, ideologico o reale che sia, dove un noi si contrappone sempre a un loro, senza possibile via di mediazione e comunicazione.

Eppure un anello che non tiene, un grimaldello che scardina il pregiudizio esiste: è la storia d’amore tra Nura, palestinese di fede cristiana, e l’ebreo Moshe (Pino Petruzzelli). Un amore che diventa paradigma per raccontare una città intera e un pezzo di storia che continua ad essere ancora oggi. Lei lavora in un Café, con tutta la famiglia. È già sposata – un matrimonio imposto dai costumi tradizionali – delusa eppure viva; lui passa per caso davanti al locale e, pur accortosi di lei, non la guarda quasi mai. Ed è in quel quasi che si gioca il tutto, la forza di una amore proibito che li sorprende e il travolge. Un sentimento fatto di sguardi che illuminano, occhi che sembrano suggerire la possibilità di un altro linguaggio, oltre quello della violenza e dell’odio, un linguaggio che parla nel silenzio.

Ma anche quello di Nura e Moshe è una passione destinata a finire: un futuro mangiato dalla storia, che deve fare i conti inesorabilmente con la realtà. Consumato da un altro tipo di silenzio: quello che non fa domande, quello che non si apre alle ragioni dell’altro, quello che non è pronto a rischiare e a mettersi in gioco.

Un silenzio simile a quello che blocca, ancora prima che nasca, la storia tra il giovane palestinese Musa (a cui presta la voce Pino Petruzzelli) e la soldatessa israeliana che, fermatolo, gli chiede i documenti. Il giovane, sente il cuore della ragazza, cogliendolo in pienezza, anche qui, per un attimo, quando riesce a guardarla negli occhi. Ma anche in questo caso è un momento, perché Musa non chiede, non pronuncia parole che avrebbero potuto cambiare la storia. Tutto rimane in un’afasia che costringe e uccide, come la creatura concepita da Moshe e Nura che non è riuscita a venire al mondo.

Su tutto lo spettacolo le note dal vivo dei Radiodervish, che portano sul palco non solo musica, ma il canto dell’essere umano. I colori di Gerusalemme, le sue luci, le sue ombre, l’antico e doloroso canto di un’epoca lontana che si ripercuote sul presente, vivono nei loro sospiri. Parole e suoni che, al di là della comprensione, sanno intercettare l’anima delle persone. In modo universale.

E tutta la sofferenza, la forza e la debolezza che intessono le varie voci che si agitano nei ricordi di Nura, aleggiando sul Café e impregnandolo intimamente, si proiettano verso il futuro nel momento finale. Con un barlume di speranza che Nura consegna alle nuove generazioni, a quei giovani da lasciare liberi. Liberi di amare e di vivere, nonostante tutto, nonostante tutti. Oltre le divisioni e i pregiudizi.

Lo spettacolo è organizzato dall’associazione “L’Ulivo e il Libro”, con l’adesione della Città di Alessandria, dell’associazione per la Pace e la Nonviolenza, del Centro Rachel Corrie di Ovada, del Laboratorio Culturale “Furastè”, della Fondazione Robotti di Fubine e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e del CSVAA.

L’Associazione di volontariato L’ULIVO E IL LIBRO, fondata nel 2009 da don Walter Fiocchi, ha come obiettivo primario la promozione di iniziative nell’ambito educativo, per favorire la cultura della Pace, il rispetto dei Diritti Umani, la nonviolenza e la solidarietà

Info: Enzo Macrì 3358356465

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