Tu quoque Augias

Dario Fornaro

auViene lanciato in questi giorni sul mercato  librario l’ultimo volume di Corrado Augias – giornalista illustre e prolifico scrittore – dal titolo, debitamente scioccante: “Le ultime diciotto ore di Gesù”. Diciotto,  non una in più, non una in meno (quando si dice l’accuminata precisione!). Il titolo di questa breve nota è maliziosamente assonante, ma depaupera Augias dei suoi precedenti in materia: cinque libri negli ultimi dieci anni (due in proprio e tre in coppia: con Pesce, Raciti e Mancuso), dislocati tra le Sacre Scritture e il Vaticano.

Una passione saggistica dunque non recente, ma che, secondo quanto traspare dalle prime pre-recensioni (v. Mancuso su Repubblica del 07.09) tende a sconfinare, sia pure laicamente e dichiaratamente, nel fanta-cristianesimo.. Nel senso di “completare/ricostruire”, con sottile, talora drammatica immaginazione letteraria, ciò che – fatti, parole, circostanze – nei Vangeli e negli Atti proprio non c’è.

Non so se e quando leggerò il thriller ai piedi del Calvario e questa non è una recensione, neanche per sentito dire. E’ appena la riproposizione di una domanda di significato – più volte manifestatasi negli ultimi anni – di per sé intrigante e passibile di svariate risposte, o piste di risposta. Alla quale domanda  rinvia, di fatto, anche il nostro Augias (Il Venerdì, 11.09) allorché osserva: “Uno dei fenomeni editoriali più curiosi dei nostri tempi è che mentre credenze e pratiche religiose si vanno affievolendo, prolifera la pubblicazione di testi che in qualche modo alla religione si ispirano”.

Già, perché? Solo moda-&-marketing o c’è dell’altro?

Augias non azzarda una risposta o un’interpretazione (forse occorrerà un nuovo, apposito volume), ma rilancia il busillis recensendo seduta stante, nella sua rubrica libraria settimanale, due saggi recenti (Marco Vannini, per Mondadori; Marco Rizzi per Il Mulino) nientemeno che sull’”Anticristo” (titolo sbarazzino, di quelli addebitati normalmente alle redazioni: “Anticristo, dragone primordiale – Torna di moda l’avversario di Dio”). Con Augias che sembra ormai rivestirsi ad un tempo da protagonista e da vittima di questa “deriva” cripto-religiosa, presente ormai in un ampio spettro di esperienze intellettuali e provenienze culturali.

Quale significato/significati in tutto questo? Spesso, ahimè, si contribuisce moltiplicando le domande in attesa che  altri – benefattore o provocatore – imbastisca embrioni di risposta.

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