Andar per paludi senza meta. Le strane mosse della minoranza PD

Daniele Borioli (*)

Pierluigi-Bersani-Pd1

Chiamare in causa Vietnam e vietcong, evocando una delle più terribili tragedie del XX secolo, a proposito delle imboscate tese, o minacciate, dalla minoranza dem al governo, è sicuramente eccessivo.

Tuttavia, l’esasperata radicalizzazione dell’opposizione interna al PD, può portare a un esito drammatico per il futuro del partito, oltreché della legislatura in corso.

Bersani volle porre a base di “Italia bene comune” la regola per la quale si discute all’interno ma nelle istituzioni, salvi i casi in cui è giusto appellarsi alla coscienza individuale, si vota secondo quanto deciso a maggioranza.

Con il voto sulla “buona scuola” alla Camera e quello più recente, sull’emendamento RAI approvato con Lega e Forza Italia e M5S, contro governo e maggioranza, la regola è definitivamente saltata.

Ho atteso, in questi mesi, una parola chiara dell’ex-segretario su questo punto. Invano. Evidentemente, le regole valgono a corrente alterna, in base a dove conduce il calcolo politico.

Eppure, in quella regola, c’erano buon senso e valore. Un partito post-ideologico  come il PD necessita di un vincolo che leghi le diverse anime alla lealtà nei confronti delle maggioranze che si formano di volta in volta.

Fatta saltare, quella regola difficilmente si rigenera. E con la palude, meno cruenta del Vietnam, ma non meno insidiosa sul piano politico, dovranno fare i conti anche i dissidenti di oggi, se e quando si “riprenderanno il partito”.

Non una bella prospettiva. Sottoposta ai colpi costanti di una polemica che è ormai improprio definire “interna”, stante il suo tracimare nelle istituzioni, la casa potrebbe crollare. Cosa potrebbe nascere dalle macerie non si sa.

Ancor più grave è il riflesso che le dinamiche in atto nei rapporti tra le diverse componenti del PD gettano sulla sua credibilità come forza di governo e, con essa, sulla credibilità dello stesso progetto originario democratico.

Ed è curioso come, tra le molte ragioni che la minoranza adduce per spiegare il calo dei consensi registrato dal PD alle recenti elezioni, non venga mai citato l’effetto delle polemiche e delle lacerazioni intestine.

Ma c’è un altro aspetto, a mio giudizio non meno rilevante nella sua negatività, che mi pare di dover sottolineare quale effetto paradossale delle modalità di confronto/scontro tra maggioranza e minoranza democratiche.

L’esasperato contrasto a talune iniziative parlamentari e governative, dispiegato sistematicamente sino al limite della rottura da una quota numericamente assai ridotta dei gruppi, produce diversi esiti deteriori.

Primo esito, la destrutturazione di quel tessuto di solidarietà che dovrebbe legare un gruppo dirigente, impegnato nello sforzo gigantesco di cambiare il Paese, non senza problemi di relazione con l’elettorato.

Soprattutto quando, come in questo caso, appare molto lontana dall’orizzonte la capacità della minoranza interna di costituirsi come una reale alternativa di progetto e di leadership.

Di questa destrutturazione abbiamo avuto un chiaro esempio la settimana scorsa, con il voto sulla richiesta di arresti domiciliari di Azzollini. Che ha dato spunto a una polemica pubblica tutta generata dall’interno del PD.

Secondo esito, la sterilizzazione di un dibattito autenticamente libero e plurale nell’ambito del partito. L’asfissia della dialettica in un soffocante scontro bilaterale, tra chi guida il Governo e il partito e chi, in esso, gli si oppone.

Una dinamica deleteria, che combinata con la determinazione a portare lo scontro sin nelle assemblee elettive e con i risicati numeri della maggioranza in Senato, porta i più a “tacere per responsabilità”.

Ciò che ne perde è la qualità della discussione. La compressione delle competenze, che pure sono presenti numerose nei nostri gruppi, non è un buon servizio al Paese e, infine, deprime la qualità della democrazia.

Un argomento che non dovrebbe essere indifferente a quanti sulla qualità della democrazia impartiscono lezioni e ammonimenti agli stessi amici e compagni di partito, democratici almeno quanto loro.

(*) Senatore PD della provincia di Alessandria

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...