Carne al fuoco per il Consiglio comunale

Domenicale Agostino Pietrasanta

paroLo sappiamo: ci sono eventi e questioni che non fanno notizia; altre che ne fanno anche troppa e si portano dietro appetitosi scenari di scandalo, anche, sia detto con buona pace dei media responsabili, se non servono a risolvere nessuno dei gravosi problemi che abbiamo in agenda.

Facciamo un esempio, proprio solo per capirci. C’è l’assessore che viene preso con le mani nella marmellata e giù la sequela di accuse e denunce; c’è l’amministratore che falsifica le carte per non sforare il patto di stabilità e giù le urla scandalizzate di una cittadinanza più o meno informata che, di norma, non sa neppure cosa sia il patto di stabilità. Sia chiaro, si tratta di reazioni spiegabilissime, giustificate e sacrosante, ma che non servono a nulla; infatti, alle prove del futuro, i summentovati amministratori vengono ritenuti rieleggibili con tutti gli oneri e gli onori del caso.

E adesso l’esempio opposto di ciò che non fa notizia e che, al contrario, servirebbe a risolvere problemi anche gravi. Nel maggio scorso la giunta comunale ha proposto al Consiglio, una sua “deliberazione” su ordine del giorno che puntava a promuovere l’adesione alla Campagna Miseria Ladra; in soldoni, alla iniziativa sul reddito minimo di cittadinanza, per le componenti più disagiate della popolazione. Intendiamoci, si tratta di un ordine del giorno, nulla più e dunque di un’iniziativa di promozione, di appoggio cui deve dar corso la norma dello Stato, ma si tratta pur sempre di una sensibilizzazione ad un problema grave, reale, urgente, dal momento che la povertà e la “miseria ladra”, per molti cittadini costituiscono un dato drammatico.

Bene, ma in sostanza più male che bene: le notizie sono state del tutto afone o scarsamente rilevabili. E per nulla rilevabile il fatto che le opposizioni, in Consiglio comunale hanno votato contro, salvo il Mov. 5 stelle. Forse lo hanno fatto perché l’ordine del giorno, ha preso in considerazione la proposta nazionale proprio di 5 stelle, che comporta un costo di 14 miliardi circa di Euro e non quello più corposo del SEL che punta ad un costo di 24 miliardi. Forse, ma non saprei; ciò che mi pare però evidente è che volendo il meglio, molte volte si dimentica il bene e gli amici (rectius: i compagni) di SEL, sullo specifico hanno una loro sensibilità che merita rispetto. Aggiungo, prima che mi venga contestato, che in Consiglio comunale, la maggioranza ha votata compatta a favore, senza distinguo da parte dei consiglieri della sinistra “radicale”.

Mi chiedo soltanto: serve di più una soluzione positiva al reddito di cittadinanza o la campagna di accuse (giustificate, per carità!) a chi sbaglia e non paga mai? La risposta ai lettori, dal momento che non pretendo certo di imporre un mio personale parere.

Cambiamo argomento. Si ha notizia dei costi a carico dell’amministrazione e dunque dei cittadini per la faccenda dei profughi; le cifre vengono riportate da un foglio cittadino assai prestigioso e non sto qui a ripetervele. Ciò che mi fa perplesso però è il fatto che, a fronte dei costi, non si opponga anche il capitolo dei benefici, ovviamente nel caso ve ne siano. Il fatto è che il problema non viene proprio posto, mentre sarebbe necessario discuterne proprio per i vantaggi o gli svantaggi che ne potrebbero derivare alle nostre (ed alla nostra) città. Ciò invece che fa emotiva reazione (non mi sento di dire discussione) è la carta del terrorismo e della sicurezza e non fa assolutamente importanza il fatto che autorevoli funzionari dello Stato, pur non negando il problema, richiamino attenzione alla distanza esistente tra la realtà e la percezione.

Ora c’è chi propone un Consiglio comunale aperto per discutere (finalmente) di tutta la faccenda. Ben venga, ma a patto che accanto ai giornalisti, accanto ai poteri della notizia ci siano anche le voci dell’impegno diretto. E dunque delle associazioni di volontariato, dei funzionari coinvolti, dei cittadini più esposti agli svantaggi, ma anche ai vantaggi di certe presenze. E magari, anche le voci di chi per fede e convinzioni laiche e religiose ha capito che certi fenomeni (ed anche le epocali migrazioni dei popoli) sono governabili, ma non evitabili ed inoltre si è convinto che l’accoglienza dello straniero non può essere esclusa dai “benedetti principi non negoziabili”.

Tra le svariate questioni che il Consiglio comunale è chiamato a dirimere, si aggiunge, mi pare, tanta altra carne al fuoco.

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