A proposito di Sinistra

Angelo Marinoni

rsz_4rsz_berlinguer-1“E lui non passerà per la cruna d’un ago … “ Cantava un Vecchioni ancora giovane e convinto che “partire insieme ed esser tanti” fosse sufficiente a cambiare il mondo. Si sbagliava, come si è sbagliata tutta una generazione convinta che il mondo potesse cambiare in meglio solo volendolo, l’errore fu allevare la generazione successiva convincendola che il mondo lo avrebbe cambiato qualcun altro, quella generazione è la mia, quella di Renzi.

Difficile  confrontare il panorama politico attuale con quello di venti anni fa, impossibile con quello di trenta anni fa: considerando che la politica più alta fa o meglio dovrebbe fare scelte di lungo periodo, una simile inconfrontabilità desta non poche perplessità e costituisce una delle spiegazioni dell’inconcludenza tipica della classe dirigente italiana degli ultimi anni.

Immancabile il pensiero corre all’evoluzione, forse meglio definirla trasformazione, della Sinistra italiana negli ultimi trent’anni: fra il Partito Comunista Italiano e il Partito Democratico non corrono solo degli anni, non corre nemmeno una evoluzione del pensiero, non corre nulla: semplicemente sono due cose che non centrano nulla con l’altra. Questo fatto rincuorerà qualcuno e infastidirà qualcun altro, ma come tutti i fatti, pur disturbando le opinioni (per parafrasare Travaglio), restano tali e non cambiano.

Esiste quindi, almeno a Sinistra, un panorama politico completamente nuovo e che non deve stupire desti non poco scetticismo in un elettorato un po’ stanco, un po’ disilluso, un po’ frastornato da endovene di destra gretta e verace, come quella montiana, che per un annetto ha fatto tutto quanto ha voluto con i voti del centrosinistra.

Esiste il PD renziano, monolitico e decisionista, timidamente progressista; esiste una minoranza del PD che ricorda un po’ i DS e esiste una sinistra galattica, non nel senso universale del termine, ma nel senso che è costituita da una galassia di piccoli soggetti politici che suscitano nell’uomo di Sinistra comune sentimenti che variano dalla tenerezza al disprezzo.

In questo contesto si colloca il tentativo civatiano di una “podemos” italiana e quindi il tentativo di “possibile”, un tentativo cosi’ pallido che lo stesso Civati intervistato si è affrettato a dire che ci provava, ma che se non andava pazienza, si sarebbe trovato un altro lavoro … come se una persona incaricasse un architetto del progetto della sua casa e questo rispondesse che ci avrebbe provato, ma che se in poco tempo non avesse ottenuto un progetto che gli piacesse sarebbe andato a fare qualcos’altro lasciando la bozza laddove non era riuscito a concluderla.

Banalmente si chiama maturità politica, ma come fa una politica ad essere matura se rinnega le sue radici, non ragiona su se stessa, ma si adegua al sistema che dovrebbe combattere, se ha paura delle idee che le hanno dato origine, dimostrando di non averle mai capite visto che non è riuscita a evolverle.

Un pezzo consistente della Sinistra “storica” è ancorata, senza rappresentanza politica, in falangi conservatrici della CGIL dove la coalizione sociale ha un ruolo determinante nel definire una posizione politica, ma irrilevante nell’azione, altri frammenti costituiscono partiti molto piccoli di estrema sinistra che poco contano.

Il fatto che la minoranza del PD, Civati e molti intellettuali senza rappresentanza politica abbia cosi’ tanta paura di rifondare un Partito Socialista con ambizione di governo, magari rifacendosi a quel pensiero attualissimo che partendo da Carrillo, Marchais e Berlinguer passasse da Willy Brandt e guardasse con interesse e non con paura alla Linke di Lafontaine è per me un mistero che non trova spiegazione nell’assuefazione ai successi veri o apparenti del decisionismo renziano, cosi’ distante e diversa dalla Sinistra “per come noi la conosciamo”.

E’ talmente evidente la sconfitta delle politiche ultraliberiste della cosiddetta “troika”, ancor più dimostrata dall’irrazionalità del suo arroccarsi su posizioni indifendibili che ricordano certi regimi che facevano finta non esistessero le folle che scappavano dalle città e le manifestazioni nelle piazze, che la timidezza con cui la Sinistra affronta la sua identità, come scusandosi, è a dir poco irritante.

Probabilmente il fatto di aver chiamato Sinistra per anni quello che non lo era né ha compromesso la credibilità in maniera tale che per essere accettata o si presenta come un’altra cosa o si traveste da lista civica nazionale.

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