Expo e dintorni

Angelo Marinoni

marAnche l’Expo è arrivato e dopo un’attesa mediatica enorme, a Milano molti si scoprono un po’ delusi e altri rassicurati da come è evoluta la città: a parte l’amarezza degli scandali durante l’organizzazione della manifestazione internazionale e le tristezze che gli alternativi (all’intelligenza credo) hanno espresso durante il giorno dell’inaugurazione possiamo affermare che Expo abbia portato migliorie al mondo dei servizi, specie al sistema trasporti e una ripulitura generale della città che ha sicuramente fatto bene.

Sono aumentate le occasioni di lavoro e si sono aperte molte opportunità per persone e aziende in Italia e non solo a Milano, indipendentemente da molte discutibili polemiche di chi deve per forza evidenziare solo i difetti di un evento di ampio respiro sul nostro territorio.

La zona dell’expo è molto presidiata e tutto sta scorrendo, in verità, come se si trattasse di una fiera come un’altra, oserei dire che ho visto più agitazione durante la fiera del mobile.

Fra le tante opere messe in piedi ci sono quelle non finite e alcune non si capisce nemmeno perché siano state iniziate, altre sono state dichiarate finite per esaurimento del tempo limite, ma in realtà finite non sono: come la linea metropolitana 5 che, attualmente fa una volata da Piazzale Lotto a Stazione Garibaldi perché le fermate intermedie verranno aperte al pubblico solo in autunno. Si sono aperti i cantieri, in compenso, per la linea 4

Mettersi a gridare allo scandalo per il cronico ritardo italiano a tutti gli appuntamenti è futile e poco intelligente, perché gli scandali veri ci sono stati e non se ne parla più purtroppo, mentre aver realizzato, nonostante gli scandali e un paese che si trascina più che andare avanti, quanto è stato fatto per expo è un buon risultato.

Bisognerebbe capire come mai tutti quelli che fuori dalla Lombardia hanno pontificato delle necessarie iniziative per approfittare dell’evento internazionale ora tacciano o non abbiano fatto nulla di quel poco che era necessario per approfittarne.

A Milano molte infrastrutture le hanno fatte ex-novo strigliando i cavalli per far prima (quelli che non si sono portati via ne convengo), ma in Piemonte, per esempio, non vengono usate le infrastrutture che già pronte potrebbero portare indubbio beneficio ai territori che diventerebbero dei padiglioni naturali: sarebbe bastato tirar fuori 11 milioni di euro, una cifra che viene spesa talvolta per farsi dire da una società di consulenza quale software utilizzare, e avere dei treni EXPO – Alessandria – Monferrato – Langhe, ma anche senza spendere abbiamo ferrovie pronte e efficienti inopinatamente sospese all’esercizio durante la scorsa giunta regionale con le quali da Milano e EXPO si può arrivare a Nizza Monferrato, Canelli, Castagnole Lanze, Neive, Asti, Acqui Terme, Casale Monferrato … il tutto via Alessandria che, nel suo piccolo, se fosse viva, potrebbe anche raccontare qualcosina ai tanti visitatori della manifestazione internazionale.

Indiscutibilmente scandalizzarsi per i ritardi, le inefficienze, le ruberie e i comportamenti scorretti di cui l’immagine di Expo si è macchiata nell’ultimo anno è legittimo, ma trovo colpevole non scandalizzarsi per quanto non viene fatto in tanti altri posti che su expo hanno costruito editoriali e proclami e che di Expo se ne stanno sonoramente infischiando, a parte mettere cartelli con la scritta unesco all’inizio dei paesi, quasi tutti male o per nulla serviti dai sistemi di trasporto pubblico e spesso o con le stazioni deserte illuminate da un segnale rosso fisso di via impedita in attesa perenne di un treno che si fermi al suo cospetto.

Per fortuna sono cambiate molte cose in Regione Piemonte, soprattutto sono cambiate le persone e con molta fatica si stanno cominciando a vedere dei risultati apprezzabili e le intenzioni sono sicuramente buone, come quelle di

Associazione Ferrovie Piemontesi, Salviamo il Paesaggio e Comitato Treno Alpi Liguri che nella giornata di sabato 16 maggio hanno organizzato un evento molto interessante a Castagnole Lanze circa la formazione della classe dirigente in ambito trasporti.

Un altro esempio di Piemonte che si muove, su ferro e non su gomma come al solito, è l’organizzazione di treni storici lungo la linea della Valsesia, anch’essa a esercizio commerciale sospeso e anch’essa al centro, insieme alla Arona-Santhià, di un altro convegno di Afp che si terrà a Romagnano Sesia il 13 giugno.

L’occasione, l’infrastruttura e l’opportunità per fare dei treni storici turistici da Milano per Castagnole Lanze lungo la linea di Pavese c’è, manca solo la volontà di farlo, anzi qualcuno ha anche pensato bene di proporre di coprirla di bitume quella ferrovia per fare un altro percorso ciclabile laddove ve ne sono altri in sedi ben più congrue. Rabbrividisco al pensiero che chi abbia pensato una cosa simile abbia delle responsabilità di governo.

Lo scandalo non citato e peggiore che Expo ha comportato non sono tanto le incompiute quanto tutto quel patrimonio infrastrutturale tanto pronto quanto ignorato e le conseguenti enormi opportunità che si stanno perdendo. Condivido lo sdegno per gli scandali che hanno reso famosa molti uomini di potere in occasione della preparazione di expo, ma troverei moralmente necessario maggiore sdegno nel constatare che tutte le opportunità expo e UNESCO che hanno gli splendidi territori delle province di Aleramo si risolvano in cartelli pomposi all’ingresso di paesi isolati.

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One thought on “Expo e dintorni

  1. Chi scrive ha già provveduto ad inviare sull’argomento due scritti: dapprima il 22 marzo ad alcune testate giornalistiche, a commento di un articolo apparso in quella data sul quotidiano La Stampa, indi il 9 maggio alla Camera di Commercio di Alessandria, a commento di un’intervista dove si parlava di collegamenti con l’esposizione universale di Milano, senza, tuttavia, avere ancora ricevuto né risposte, né l’onore della pubblicazione.
    Si trascrive una parte dell’ultimo invio:
    “(omissis) … si parla dell’esposizione universale di Milano e dei suoi rapporti con la Provincia di Alessandria, che potrebbe essere eletta a meta turistica da parte dei visitatori e dell’istituzione di collegamenti con autobus fra la sede espositiva di Rho Pero e l’area del Monferrato, di recente, promossa, insieme a Langhe e Roero, a patrimonio mondiale dell’Umanità da parte dell’UNESCO. Essendo l’esposizione dedicata al cibo, dovendo porre l’accento anche e soprattutto sulla sostenibilità ambientale, da quanto ascoltato, ci si è limitati ad un fugace accenno al treno, mezzo di trasporto ecologicamente più sostenibile, oltre che più confortevole, bensì, più prosaicamente, all’autobus, il cui uso, specie se extraurbano, deve essere limitato allo stretto necessario, motivando il tutto con i problemi derivanti dalla sospensione dell’esercizio ferroviario su circa un terzo della rete Piemontese. Ricordando che il percorso Rho Fiera – Vercelli – Casale Monferrato – Alessandria – Acqui Terme è effettuabile in treno: sono circa 151 km di ferrovia, su linee che consentono velocità di tutto rispetto anche nella tratta che attraversa le risaie, tratta scelleratamente sospesa dall’esercizio con il dissennato provvedimento adottato dalla precedente Amministrazione Regionale, viene da domandarsi il motivo per il quale i viaggiatori debbano essere costretti a sobbarcarsi un tragitto stradale, invero più lungo di quello ferroviario, su di un mezzo che, oltre ad essere inquinante, è anche scomodo. Inoltre, essendo le località considerate dei nodi ferroviari, gli scali sono sufficientemente ampi per ricoverare un treno mentre i viaggiatori compiono una seppur fugace visita alla città, ragion per cui sarebbero da meditare due coppie giornaliere simmetriche di collegamenti ferroviari, magari prolungate su Milano Centrale o Milano Porta Garibaldi per tutto il periodo dell’esposizione e vi è ragionevole aspettativa che questi treni abbiano successo tale da indurre l’Amministrazione Ferroviaria a proseguirne l’effettuazione. L’unico inconveniente, sempre che così si possa definire, sarebbe rappresentato dai 19 km compresi tra Vercelli e Casale Popolo a trazione termica, ma, anche senza ricorrere ai mezzi bimodali offerti dalla tecnica moderna, il tutto è facilmente superabile rimorchiando il treno in blocco, anche se effettuato con materiale ordinario, con un locomotore termico per la tratta Vercelli – Casale Monferrato, per non parlare della suggestiva linea che, da Cantalupo, attraverso il Monferrato, le Langhe ed il Roero, raggiunge Cavallermaggiore. Al fine di veder attuata questa raccomandabile opzione, le Pubbliche Autorità locali, i rappresentanti delle attività economiche e la popolazione tutta avrebbero dovuto attivarsi con civili, ma energiche proteste … (omissis)”
    Inoltre, dal germe appena sbocciato, potrebbero sbocciare le seguenti ipotesi di lavoro:
    Ceva – Ormea: due o tre coppie simmetriche Ormea – Garessio – Ceva – Mondovì – Cuneo, con partenze da Ceva la mattina, prima di pranzo e dopo pranzo e ritorno prima di pranzo, dopo pranzo e prima di cena, unite a qualche coppia con fermata in tutte le stazioni sarebbero più che sufficienti, specie per levare gli autobus dalle strade nelle stagioni con condizioni meteorologiche avverse. Valutabile, nella stagione estiva, una coppia da Torino con arrivo a Ceva il venerdì sera e partenza la domenica sera.
    Novara – Varallo Sesia: programmare un servizio degno di questo nome ed eliminare tutti gli autobus turistici e valutare prolungamento fino ad Alagna, sempre con divieto d’accesso agli autobus turistici.
    Cavallermaggiore – Bra – Castagnole Lanze – Asti / Alessandria: istituzione di servizi regolari anche Acqui Terme – Nizza Monferrato – Castagnole Lanze – Alba, valutando eventuali prolungamenti su Cuneo; ripristino di treni come il Diretto Alba – Novara, esistente fino a pochi anni fa oppure Torino – Carmagnola – Bra – Castagnole Lanze – Nizza Monferrato – Cantalupo – Alessandria, esistente in passato, con le dovute condizioni d’ammissione, accurata programmazione del servizio Asti – Cuneo, con eventuale prosecuzione su Limone ed, eventualmente, via Saluzzo, istituzione del treno del gemellaggio Nicese Nizzardo, da Nizza Monferrato a Nice Ville, meditare bretella non orientata lato Torino.

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