Resistono, resistono!

Qui Alessandria  Dario Fornaro

car“Buone cose” probabilmente non furono mai, neppure all’inizio; “di pessimo gusto”  lo sono presto e sicuramente diventate, come insinuerebbe Gozzano, col palese e sdrucito abbandono delle strutture pubblicitarie che, da oltre due anni, si offrono qual singolare benvenuto ai visitatori, s’intende agognati, della Città.  Si tratta – occorre precisarlo perché sembrano diventati invisibili, nonostante la loro ineludibile pacchianeria – dei vermigli tralicci, con cartellone in lamiera (3×6) – impiantati nelle rotatorie d’ingresso di Via Giordano Bruno e Viale Forlanini per  ospitare i “manifestoni” celebrativi dell’attivismo del Sindaco d’epoca.

Mai più usati dall’attuale Amministrazione e consegnati, completi di ruggini e brandelli di carta, agli insulti del tempo, resistono al loro posto, immagine dolente di una indefinita precarietà. Brutti, inutili e giacenti in suolo pubblico: perché non sono stati finora rimossi (un paio di operai e un camioncino)? Neanche nel fervore estetico e turistico dell’operazione PISU-Meier-Expo?

Si affacciano, tra le possibili, due ipotesi: a) pura trascuratezza dei responsabili, peraltro normalmente evanescenti, del “decoro urbano”, compresi  gli amministratori che da lungo tempo passano-e-vanno; b) strana situazione tipo “vorremmo ma non possiamo” perché qualche rapporto concessorio o contrattuale lega le mani al Comune o postula del contenzioso verso terzi. Ipotesi, quest’ultima, debole o stravagante se non fosse che in questa città non è facile, da tempo, capire rapporti e procedure che intercorrono tra installatori della copiosa cartellonistica, il Servizio affissioni e il Comune quale titolare dei diritti d’occupazione e uso degli spazi pubblici. In particolare: chi ha l’ultima parola  in ordine alla congruità, o meno, dell’impianto di certa cartellonistica, esasperata e/o anti-ambientale (in controtendenza, tra l’altro, al calo vistoso della pubblicità su tali supporti che restano largamente e tristemente  inutilizzati)?

Non essendo la prima volta che il presente “inutile scriba” batte sulla cartellonistica debordante e deturpante di questa città, si può intuire la piacevole sorpresa di vedere, ai primi di gennaio (Piccolo del 6 e 13), intervenire  in merito a quelle “installazioni”, con fiere proteste d’immagine e richiesta di sbaracco, il Presidente dei commercianti, Boano, interlocutore di peso, che si guadagna anche ampie rassicurazioni da Palazzo Rosso (“I tabelloni spariranno presto”). Bene, vien da pensare, è fatta, almeno questa ce la togliamo. In effetti è “quasi fatta”: sono passati altri tre mesi e i “catafalchi” (parola di giornalista) esercitano ancora la loro discussa funzione di accoglienza dei viandanti.

A meno che, evocate le colorate geometrie di Mondrian per Via Dossena, alle rotatorie stradali di cui sopra sia stato da ultimo affidato il compito di proporre.. l’ Arte Povera.

Annunci

One thought on “Resistono, resistono!

  1. Se la memoria non gioca brutti scherzi, nelle rotatorie, è vietata ogni forma di pubblicità, anche istituzionale; ciò premesso, la pubblicità deturpa l’ambiente della Città, della carta, dello schermo, tanto che il Sig. Sindaco di Rio de Janeiro, anni fa, vietò la pubblicità commerciale su tutto il territorio comunale, concedendo solamente quella istituzionale, in forma elegante e discreta.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...