Alessandria ed il quadrilatero della “malora”

Domenicale Agostino Pietrasanta

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Quadrilatero è parola dal suono ambiguo e non per l’innocente, quanto “neutra” figura geometrica, ma per i richiami che, almeno per noi italiani, evoca in prospettiva storica. Il “quadrilatero”, negli anni in cui il Lombardo/Veneto godeva della dignitosa amministrazione del governo imperiale austriaco, era un sistema difensivo che faceva capo a Peschiera, Mantova, Legnago e Verona (un quadrilatero appunto) e che gli eserciti sardi non riuscirono mai a scalfire nelle successive guerre per l’indipendenza; solo per l’intervento di accorti alleati, nonostante i nostri disastri di Custoza e di Lissa, nel 1866 fu posto in quiescenza. Insomma un tormentone, emblema ambiguo della nostra scarsa valentia militare.

Nel nostro limitato panorama cittadino però l’idea del quadrilatero viene richiamata in questi giorni; niente di tanto inglorioso che possa paragonarsi al suo omonimo risorgimentale, ma sufficientemente scandaloso da essere definito, da chi se ne intende, il “quadrilatero della vergogna”.

Non sta al nostro sito insistere sulla notizia che i vari media hanno già posto alla comune attenzione; si tratta di un pezzo del centro cittadino le cui vie vengono a definire pressappoco un quadrilatero e che dalla Chiesa di S. Alessandro, fino a via Modena, sono state piastrellate nel 2011 con un sistema “autopulente” e modernissimo, al punto che oggi, dopo tre anni, sono da rifare completamente perché “autorimosse” dal fondo costituito di solo sabbia: complimenti vivissimi a chi (il presidente dell’AMAG di allora) proclamò la novità modernissima posta in essere, con la modica cifra di 750.000, euro: alla faccia delle polemiche successive sul dissesto! Mio padre mi ammoniva che un po’ di vergogna per gli sbagli commessi potrebbe costituire se non proprio una virtù, sicuramente un merito.

Però non mi soffermo, giova ripetere, sulla notizia: mi preme porre alcuni interrogativi. Ammettiamo pure che i dirigenti AMAG di allora abbiano commesso un errore non proprio banale, mi chiedo, dov’era il proprietario della partecipata, cioè l’amministrazione comunale nel periodo considerato? dov’era l’assessore ai lavori pubblici? dov’era l’ingegnere capo? Tra l’altro mi par di ricordare che appena poche settimane prima dell’inizio degli ambitissimi lavori, l’ing. Marco Neri, professionalmente non certo sprovveduto, era stato rimosso dal suo incarico; per carità nessun rapporto di causa effetto, dico solo che poco tempo dopo la rimozione i lavori sono iniziati; se volessi fare sfoggio di banalissima erudizione direi, “ …post hoc, non propter hoc”.

Ancora. Come la mettiamo ora con i costi dal momento che le conseguenze del dissesto continuano ad angosciare i responsabili dell’Amministrazione? Probabilmente contribuirà AMAG, con buona pace di chi non vuol sentirsi dire che l’attuale gestione della partecipata è ben diversa da quella del ex/patron Repetto. Resta inteso che chiunque provveda (Amministrazione comunale o AMAG) i soldi saranno prelevati dalle tasche dei cittadini, grazie a varia imposizione o tormentone fiscale, compresi quelli che, dopo aver “insultato” varie Amministrazioni, hanno osannato di consensi il sindaco Fabbio.

Infine. Si potrebbe conoscere quanto delle quote IMU e Tasi saranno necessarie per rifondere il danno? Capisco anch’io che aprire un contenzioso amministrativo e di giustizia civile con i responsabili vorrebbe dire non venirne a capo; e tuttavia non si potrebbero, al riguardo, mettere in chiaro, le cifre necessarie?

Mi permetto un’ultima osservazione: girellando per le vie incriminate, ho notato che in alcuni tratti è previsto il parcheggio a pagamento ed, al solito, i vigili o gli ausiliari controllano con circospezione “volpina” chi non paga pedaggio. Nulla da dire; e tuttavia fa un certo effetto vedere tanta incuria da parte dell’Amministrazione, accompagnata da tanta severità verso i cittadini. E’ vero che l’Amministrazione di oggi non è quella precedente, ma un po’ di rispetto per la cosiddetta “continuità amministrativa” non farebbe male.

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