Sul presunto superamento del concetto di Destra e Sinistra/2

Angelo Marinoni

sxdxQuesto titolo apparve a mia firma su “Appunti” il 18/12/12, per questo ho aggiunto un “2” in questa occasione, ad indicare una ripresa del medesimo argomento aggiornato ai fatti di oggi.

La velocità è diventata protagonista in ogni momento della vita quotidiana e quindi, la politica, che questa dovrebbe indirizzare, muove passi sempre più veloci, sempre più corti e più numerosi con l’ovvio rischio di inciamparsi e rovinare a terra.

Sostenni allora che la tendenza a superare i concetti di Destra e Sinistra fosse sbagliata e inopportuna, specie nel momento in cui, allora come adesso, fosse solo la Sinistra a volersi superare, essendo la Destra tenacemente legata ai suoi principi e difendendoli con energia e passione, anche quelli come  il liberismo di matrice anglosassone sul cui fallimento ci possono essere pochi dubbi.

Senza volersi inerpicare nella descrizione del percorso storico compiuto dalla Sinistra ad oggi che esula le capacità mie e di un singolo articolo è interessante descrivere e comprendere il percorso ideologico (ideologia per me non è ancora una bestemmia) che la Sinistra ha attraversato dalla svolta della Bolognina.

Mi accorgo che non sono più un ragazzo perché sempre più spesso mi trovo a parlare con persone che non hanno memoria personale del PCI e che hanno per la parola “Comunista” un misto di timore e derisione, qualche volta di talebana identificazione.

Della mia breve e giovanile esperienza politica (finita praticamente nel 1995) ricordo come se fosse ieri la mia prima riunione di Sezione e la mia prima tessera del PDS, credo la prima, quella del 1992, non avevo diciott’anni, ma tante idee molto confuse, qualcuna giusta e molte sbagliate. Sarebbe facile dire che il PDS di allora rispetto al PD di adesso fosse il PCUS, in verità, da vent’anni quasi come osservatore, ho notato nel modus gerendi dei partiti della Sinistra molto più autoritarismo man mano che sparivano i simboli e le lettere dagli stemmi e dalle sigle storiche. Prima è scomparsa la falce e il martello da sotto la quercia, poi la quercia ha cominciato a piegarsi ed è sparita la P di PDS, poi è stata abbattuta la quercia e subito dopo anche la S.

Impietoso riassunto di vent’anni di gestione della Sinistra Italiana è un’ossessione all’accettazione, un continuare a guardarsi gli abiti e la pettinatura invece di convincere gli altri con le proprie idee: usare l’armadio invece che la dialettica e la proposta è stato l’errore che ha fatto sparire un Partito in grado di rappresentare la Sinistra in questo paese, minoritaria evidentemente, ma presente, viva, dinamica, foriera di principi come Uguaglianza, Solidarietà, Giustizia sociale, rappresentanza dei diritti e doveri di Cittadini, né sudditi né consumatori.

La grande capacità di Renzi è stata quella di convincere, è stato il primo a professarsi di Sinistra e convincere tante persone a sostenerlo per le idee che portava avanti, i principi anche semplici, banali, ma schietti e probabilmente efficaci: molti politici di fede ora renziana hanno storie ben diverse dalla sua e radici politiche ben lontane dal laburismo anglosassone di stampo blairiano che il Presidente del Consiglio interpreta alla perfezione.

Non ho mai simpatizzato per Blair in quanto rappresentante di un’area liberal molto distante dai principi della Sinistra e che, come pero’ ora rischia Renzi, si è sovrapposto abbondantemente all’area politica concorrente più che convincendo rappresentandone direttamente buona parte degli elettori.

Il superamento della Sinistra intesa come lotta di classe, come avanguardia operaia, è avvenuto nei numeri e nella storia, ma spesso con metodi e risultati la cui correzione sono le sfide della Sinistra che si intende costruire: è stata superata la diseguaglianza sociale nelle classi medio basse con la massificazione e la tragica invenzione della categoria “consumatore” ed è stata superato il sfruttamento della classe operaia con i contratti precari, i super dirigenti di varie realtà con paghe e poteri centinaia di volte superiori ai normali lavoratori, dall’operaio all’ingegnere, dal cassiere al dottore commercialista.

Non sono cambiate le regole del gioco, ma sono cambiati i giocatori e le regole d’ingaggio: quello che appare è una Sinistra maggioritaria che sovrapponendosi alla Destra ne accetta le regole e in buona sostanza difende quello che dovrebbe combattere e una Sinistra minoritaria che continua a giocare con le regole vecchie commettendo quindi errori e non concludendo nulla.

Tertium non datur?

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One thought on “Sul presunto superamento del concetto di Destra e Sinistra/2

  1. Finché si ragiona in termini di partiti (non a caso, infatti, esiste la locuzione “per partito preso”) o di schieramenti, non si arriverà mai alla gestione corretta, equa ed oculata della cosa pubblica: dalla(il) logica dei partiti occorre passare alla logica dei princìpi e dei programmi, i quali debbono essere a servizio dell’Uomo e della sua Nazione. Questo, necessariamente, va verso quella terza via che rappresenta il superamento del dualismo tra destra e sinistra, per agire nell’interesse di un bene che sia davvero comune e condiviso: l’organizzazione democratica ricerca l’unanimità senza estorcerla, ma aggiustando le proposte affinché si raggiunga un obiettivo comune valido per tutti e, solo in seconda battuta, per molti, mediante il meccanismo della maggioranza, per le questioni delicate, giustamente, qualificata, pur senza calpestare i legittimi diritti delle minoranze.

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